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Riso con Sorpresa


Quando si hanno voglia di coccole, di tenerezze credo si cerchino spesso di ricreare momenti a noi familiari di quando eravamo piccole pesti. Magari anche in cucina... provando a riceracre e proporre sulla tavola un sapore antico e che faccia scattare una qualche molla.
In questi giorni inoltre la temperatura si è notevolmente abbassata, tranne nelle ore centralissime della giornata, e se qualche cosa di morbido che induca calore al cuore ed alla mente ci attende sulla tavola a me non spiace di certo, ma ho notato neppure alle pesti di casa, nessuno escluso.
Da piccola adoravo mangiare la torta di riso della mamma, senza la frolla intorno, e ancora mi piace.. ma non era quel che cercavo.. a dire il vero non so neppure io cosa cercavo...  a parte il calduccio (dopo due giorni passati in piazza pro associazione, a preparare il giardino per l'inverno.. e a prendere pioggia e vento il calo lo cerco pure io che notoriamente non lo voglio mai); aggiungiamoci poi che il raffreddore mi sta attanagliando da iorni e non mi vuol proprio passare...  di coccole ne ho davvero bisogno!
Alla fine mi sono svegliata ieri mattina con la voglia di riso dolce..e in mano m'è caduto.. dalla libreria disordinata, non dal cielo, Alice Cucina, lì la folgorazione... mi sono innamorata subitissimo di un ricetta di Luisanna Messeri (non che non l'avessi già vista..  ma l'avevo snobbata alla grande), "Torta di riso con sorpresa", devo solo far in modo che in casa sia adeguata a tutti ed il gioco è fatto!

Torta di riso con sorpresa 
di L. Messeri (da Alice cucina  ottobre 2011) e modificata un poco da me... spero mi perdoneranno i cultori dell'autrice..ma anche lei .
ingredienti:
750 gr di latte..sarebbe indicato vaccino MA io ho usato "latte di Riso senza glutine della Rice & Rice"
150 g di Riso, ho optato per chicco piccolo quidi la varietà "Originario"
1 stecca di vaniglia
2 uova
200 gr di zucchero 
600 gr di Mele (del mio giardino) tagliate a fettine
50 gr di margarina "Gradina classica di Unilever "



Nel latte cuocio con i semi di vaniglia il riso fino al completo assorbimento , all'incirca 25 minuti, poi lascio raffreddare nella pentola mescolando ogni tanto.
Aggiungo infine le 2 uova e metà dello zucchero.
Frattanto taglio le mele a fettine e le bruno in padella con la margarina. Una volta dorate aggiungo lo zucchero rimasto e continuo la cottura sinchè si è asciugata la "marmellata" di mele... molte resteranno a pezzettoni, devono restare a pezzettoni.
Infine in una teglia (che andrà messa a bagno maria nel forno) sovrappongo alternadoli strati di composto di riso e strati di mele, sino ad esaurire tutto. Personalmente ho iniziato con il riso e terminato con lo stesso, avendo fatto alla fine tre strati di riso e due di mele non troppo alti.
Metto nel forno già caldo a 200 °C per trenta minuti,  poi abbasso per altri 15 minuti a 180°C. Trascorso il tempo (sopra la torta non appiccicherà più ma avrà una leggera crosticina) attendo che si freddi completamente prima di sformarla su un piatto.
A dire il vero secondo la ricetta originale bastavano 30 minuti a 180°C  ma si vede che ho lasciato i tutto trppo "umico" quindi mici è voluto di più.

e ora...Vestiamo la Torta!
Bianca non la si può certo presentare anche se esteticamente non ha una sbavatura... anche la ricetta della Messeri termina con una salsa da porre sopra. Lei utilizza marmelata di albicocche e rhum.. io non uso liquori e soprattutto non ho la marmellata arancione di pronto utilizzo...  ma non mi scoraggio...  son rimaste tre o quattro cucchiaiate di composta di Lamponi e uva che ho fatto l'altro giorno (un barattolo non completamente pieno lo abbiamo tenuto in frigo per la colazione di domenica) e così...  scaldo quella.. ma è poca... la allungo con tre cucchiai di acqua e un cucchiaio di farina di riso (vital Nature).. a fuoco vivace per due minuti ed infine ben mescolata, la spalmo sulla torta di riso.. a vederla sembra un chesee cake, ma di riso.


Con la salsa ancora tiepida è fenomenale. Peccato non aver asciugato abbastanza la marmellata di mele del ripieno, così ho dovuto allungare un poco i tempi di cottura.. e forse è diventata meno scenografica al taglio, ma è stata spazzolata da tutta la famiglia, anche da chi, come la peste grande, non ama i dolci (in effetti lo zucchero è poco) e le mele a pezzettoni lo rendono un dolce quasi "al cucchiaio" simile alle mele cotte.. ma senza la forma della mela, che magari a olte spaventa i bimbi.. (alemeno la mia). Preoccupatissime le psti quando ho detto loro che c'era il latte, subito pensavano di togliere il piatto del papi.. ma quando hanno capito che non era vaccino si sono rilassate.. tesori, guai a chi fa male a papi!!


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Questo giorno non mi ha toccato di persona, ma ha toccato persone che ho conosciuto.. 
Ieri, 9 Ottobre, è anniversario della terribile strage del Vajont.
Ebbi la fortuna ai tempi di scuola superiore e dell' Università di conoscere Edoardo, il geologo che scoprì i movimenti del monte Toc anni prima che la frana si muovesse (anche se ormai tutto stava per compiersi), era inoltre figlio dell'ingeniere che costruì la magnifica diga che ancora di alza possente davanti al paese. Più volte l'ho sentito raccontare di quei giorni, sia come studente che come amica di famiglia..  un uomo schietto, sincero, che amava il suo lavoro come pochi ma che è stato segnato profondamente da quella notte del '63, come il padre..
Quel giorno cambiò la vita di tanti, non solo dei sopravvissuti all'onda, ma anche di chi lontano lavorava e ancora oggi lavora e studia con Gaia, cercando di rispettare anche il difficile lavoro che i geologi fanno.

Mi piace ricordare il  "Prof", grande studioso e autore di trattati e libri, sempre gioviale ma così competente che ha cercato di trasmettere ai suoi studenti, ma anche a tutti quanti, il suo amore per la geologia... trasformando anche lo studio in divertimento nasce "Quant’è bella geologia! Ve lo dico in poesia… - Zirudèle geologiche".  (Zirudèle ovvero poesie divertenti tipiche delle zone di Ferrara, Bologna e Modena) che tratta vari avvenimenti...


Nel '77 scrive  
La battaglia del Solstizio 
dove si racconta in versi come con disappunto spesso vengon dati a impossibili personaggi, compiti che non gli competono..o non sono in grado di affrontare..

"Dell'inverno nel solstizio
a qualcun venne lo sfizio
di riunire mezza Italia,
per studiar la gran battaglia

che tra lor (gaudio e contento!)
fan le placche in movimento.
Chi le muove? Subduzione,
o soltanto lo Scandone?

Con quell'aria da profeta
tutto ei sa dall'A alla Zeta,
e perciò nel Geodinamico
ha il coltello per il manico:

sprizza i magmi, fa gli scoppi,
e profili, non mai troppi,
e profondi press'a poco
giù giù giù, fino alla Moho;

sì da fare, bene o male,
un modello strutturale;
ma non fermo, come un plastico,
bensì vivo, palinspastico.(4)

Tutto ei pensa, vede e sente,
e non lascia indietro niente;
tutto invece spinge avanti...
e ci rompe tutti quanti!

Sinché infin, tra gli altri nei,
ci regala lo Zimei,
che con l'ipercolazione
spiega tutta la questione.

Qui divampa la polemica,
e si insinua la politica,
che di ciò vuoi fare un perno
per girare anche il governo!

Ma alla fin della manfrina
Scriverem ‘na letterina,
sol per dire ad Andreotti
Che Zimei ci ha un poco rotti!"

(Edoardo Semenza)

Per conoscere altre poesie un salto sul blog di Popinga non guasta..se ne possono trovare con  le riflessioni e spiegazioni dei "momenti" storici in cui espresse.

E con lui i pensieri immancabilmente a tutte le famiglie coinvolte quel lontano fredda notte di Ottobre del 1963

Commenti

Non sai cosa darei per prenderne una bella forchettata da quella fetta... Sembra davvero buonissima :)
ღ Djallen ღ ha detto…
Mi fa piacere Francesca. e ti rispondo..perchè no?! Magari ci si può organizzare ;D
Anna Lisa ha detto…
Hey Jé ma il mio commento che fine ha fatto? Te ne avevo lasciato uno :(
ღ Djallen ღ ha detto…
??? mai arrivato Anna, mai arrivato... ma la settimana scorsa blogger aveva un po' di problemi... anche vale non riusciva a commentare.... mi spiace.
Anonimo ha detto…
Voglio solo stamparla per metterla nel mio raccoglitore.
Comunque sei bravissima. Ti auguro una buona giornata. Anna
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