presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

28 gennaio 2012

In suo ricordo, il mio ricordo


Non so decidermi a come guardare questa giornata... il 27 Gennaio a casa mia suona in modo prepotente.. non soltanto questa giornata di "liberazione" e di "memoria" ma tutta la cornice che la raccoglie per mesi...
La mia città ha sempre avuto un legame particolare con la popolazione Ebraica, molte tradizioni nostrane derivano da questa meravigliosa gente, anche culinarie.
La Sinagoga a Ferrara è ancora attivissima e si concede spesso ai ferraresi, così come il cimitero monumentale, a fianco a quello cristiano, si lascia osservare dall'alto delle mura della città, entrambi all'interno di Ferrara, immensi, persi in un verde che sembra impossibile possa esistere.
Ma la storia di questa liberazione tocca anche la mia famiglia grazie ai ricordi del mio nonno materno che fù rinchiuso in un campo di concentramento tedesco, anche se sinceramente non ricordo quale..  ma non uno dei più tristemente "famosi" ..e oserei dire per fortuna.
Poco mi raccontava, ma ogni tanto la sua mente vagava in quei giorni invernali di stenti, dove le parole teutoniche che imparò presto furono "mi scusi", "ho fame", "perdono"...  la sua capacità di riparare piccole minuterie orafe lo salvò da diversi momenti bui della storia umana; non fù rinchiuso perchè ebreo o almeno così penso.. dopotutto frequentava il seminario cattolico della provincia..  mi han sempre detto che era amico di molti signori che all'epoca abitavano nella zona di Mazzini e Vignatagliata (il ghetto), ma ero piccola, non comprendevo molto. Mi spinse con forza a visitare la Risiera di San Sabba di Trieste, terribile esperienza che mi entrò nelle ossa.. ancora oggi non riesco a metterci nuovamente piede...
Ora dopo anni che lui non vi è più e la nonna mi ha lasciato spostare tutte le sue cose, capita di trovare immagini e appunti risalenti a quell'epoca. Le date di entrata in "seminario" coincidono stranamente con cambi nelle alleanze dell'Italia..  prima o poi i ricordi racchiusi nella soffitta di mia nonna, che per ora non si può aprire per volontà sua, verranno spolverati..e forse conoscerò meglio la storia di mio nonno, un uomo piccolo, magro, pacato che mai ho visto alterarsi nel corso degli anni e di dolori incredibili.. mi ha sempre affascinato la sua passione e tenacia nel rimettere in piedi meccanismi complicati e incredibilmente minuscoli. Forse era uno tra gli artigiani più conosciuti dai suoi "coetanei" di Ferrara, venivano da molte parti del Veneto e dell'Emilia per lasciargli una sveglia dalle sembianze strane, un orologio da polso, i pendoli e i cu-cù in legno.. per me lui era il dottore del tempo, si prendeva cura di qualsiasi orologio sinchè non guariva.. e come se li guariva! Sino al giorno in cui si è fermato il suo tic tac..  e se ne è anche reso conto, parcheggiando l'auto per bene per poi accasciarsi e non riprendere più voce o movimento. Fù davvero un momento terribile, per settimane incapace di muoversi o parlare ascoltava e ascoltava..  null'altro. Nella mia stupidità di "matura" da poco entrata nella maggiore età immaginavo, speravo si sarebbe alzato che da un momento all'altro mi avrebbe sgridata per aver letto non sempre bene: ogni pomeriggio infatti non mancavano capitoli della Gerusalemme liberata, dell'Orlando Furioso o dell'Eneide..  Libri sui quali ho imparato con lui, a leggere. Quei giorni mi sono rifiutata di portargli alle orecchie letture di Levi o Bassani. proprio non me la sentivo.. forse intimamente pensavo che se non gli avessi fatto ricordare i tempi in cui stava prigioniero con tanti amici che non sono mai tornati..allora lui sarebbe rimasto...    speranze...
Di lui e delle terribili esperienze una pietra bianca, quasi trasparente, che custodiva gelosamente in una scatoletta di latta assieme ad un foglio con diversi nomi di persone che ha conosciuto... scatola che ottenne da un soldato tedesco, lungo i binari di un treno... una specie di pietra saponaria mi disse...  in cambio di una rimessa a punto di una cipolla da tasca (orologio), il resto credo, lassù in quella soffitta misteriosa...  neppure mia madre vi ha potuto mai mettere piede...e non credo lo farà mai..e io?
Non so, ci penserò soltanto quando sarà il momento..per ora mi tengo il ricordo che ho nel cuore così come è, magari ci rido sopra con una canzone che un amico del nonno gli cantava spesso..  mai ho capito se era lui il soggetto oppure no... è possibile che si abbiano più amici stretti con stesso nome e cognome? Un caso?


Chissà..per ora godetevi la canzone di Alfio Finetti, un mito a Ferrara, pure lui :D, cantautore di ballate in dialetto ferrarese... in fondo questa giornata dovrebbe ricordare un momento felice..  l'entrata dell'esercito Russo presso i campi di concentramento ... liberazione dal nazismo e da tutte le malsane idee che si portava dietro, anche in Italia...

Quale giornata è meglio di oggi per ricordare anche un piatto tradizionale ebraico di Ferrara? Spesso proposto anche tra le mura della casa dei miei nonni....


Salame di Spinaci


Pasta all'uovo
5 uova
550 g del mix n.2 di Cappera e Felix per pasta all'uovo 

  • farine naturali: farina di riso, fecola patate, amido di mais, xanthano (da prontuario AIC)
olio EVO


Ripieno:
circa 1 kg di spinaci, possibilmente freschi..ma vanno bene anche quelli surgelati adeguatamente asciugati
300 gr di ricotta vaccina
130-150 g di burro (io ne metto 130 g)
100 g formaggio grattato, magari un buon Parmigiano Reggiano
mezzo cucchiaio di noce moscata
sale, pepe a piacere


Si prepara la pasta all'uovo e mentre riposa si lavano e preparano gli spinaci...  
Freschi si rosolano nel burro per cinque minuti, poi si lasciano cuocere a fiamma bassissima per una decina di minuti. 
Surgelati, prima si asciugano per bene poi si passano in padella con il burro per una decina di minuti a fiamma normale.


Frattanto in una terrina mescolare la ricotta sino a renderla morbida, con una forchetta, si aggiungono poi gli spinaci, il formaggio..un paio di pizzichi di sale e di pepe e la noce moscata..mescolando sinchè tutto è bello omogeneo.
Tirare la pasta all'uovo a forma di rettangolo, (a me piace spessa) si spalma sopra il ripieno di spinaci e arrotolare la pasta come un salame, si avvolge il tutto in un canovaccio (magari di lino) e si legano le estremità e il centro.
In una pentola capiente si porta a bollore l'acqua salata e si immerge il salame, una volta ripreso il suo bollore si cuoce al minimo per almeno trenta minuti.


Una volta cotto, si srotola il salame, si taglia e si serve tiepido tagliato a fette e spolverato con abbondante formaggio grattugiato. 
Volendo lo si può mettere anche in una pirofila da forno da tenere in caldo sino al momento di servirlo.



15 gennaio 2012

Rifatte Senza Glutine: The pumpkin pie


Ben arrivate a tutte e a tutti..si anche al maschile perchè sembra che le "Rifatte" inizino ad avere una sequela di proseliti anche maschili, soprattutto lungo la grande linea blu di FacciaLibro, stupendo! Continuate ragazzi che è meraviglioso leggervi e vedervi all'opera!


Questo mese si passa per la città tra le nuvole, no non quella di Lando  Carlissian (Star Wars) ma più giù, nella bassa pianura Padana, lungo le sponde del Grande Fiume, ove placida, lenta nei suoi ritmi e occupata da nebbie che paiono perenni di sfuggita potreste trovare Ferrara, la mia bellissima città..ma forse ho già detto he mi piace un sacco? No? Bhè ecco..lo dico ora, felici? He he he.. 
Ma Ferrara cosa fa venire in mente? Di primo acchito, senza pensarci troppo, qualisono le prime parole che assocereste a questa città?
Io, primissima in ogni momento, Zucca! (Seguono poi Nebbia, umido, Po, Acqua, Castello, Nuvole, Mura, Borgia, Calore, Bassani, Marfisa, Diamanti, Antonioni, ...)
Ok ok mi fermo..giusto giusto per collegare la prima e l'ultima delle parole: zucca e Antonioni..  si il regista.
Che c'entra il regista con la cucurbitacea (Cucurbita moschata)? Semplice: sta per iniziare il film del 15 Gennaio, signori tutti quanti seduti con i cellulari spenti , non in vibrazione o silenziosi, proprio spenti! 

Qui sul blog di Vale pian piano saranno inserite tutte le immagini dei partecipanti alle Rifatte Senza Glutine di questo mese, gustatevele fino in fondo!


    Comodi ora e godetevi le "Rifatte Senza Glutine - Episodio III" .


Attori: 

Attori.. bhè ecco...   niente immagini questa volta... sono molto timidi... 
Zucca Violina, panna vegetale, latte, burro, zucchero, farine senza glutine, zenzero 
(a dire il vero mi sono dimeticata di fotografarli, ma non ditelo a nessuno! )    :P




Regia:
Che sbadata.. la regista oggi sono io, me!  Djallen di 

La Vicenda...






la storia:












In breve, per non essere noiosa...  ho rifatto la mia Pie..la faccio spesso..io l'adoro..vivo di zucca, mi autocito!


Briseè di Felix (ma con altre farine)

200 g di BiAglut (avevo finito la glutafin..e quella con fibre proprio non mi andava di usarla)
100 gr di burro
50 gr di latte
Ripieno

500 g di polpa di zucca cotta al forno
200 g di panna di panna vegetale Creme Cusine
120 g di zucchero
2 uova
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere


Preparo il panetto e lo lascio riposare. Asciugo la zucca cotta senza buccia e a pezzetti in padella, schiacciandola con la forchetta. Una volta raggiunto una buona consistenza di purea spengo la fiamma, mentre fredda la purea fodero una teglia a bordi alti (24 cm) e con la cerniera con la briseè e accendo il forno. Finito questo nella stessa pentola in cui è la zucca metto il resto degli ingredienti, amalgamo e verso nella tortiera. Inforno per 15 min. a 200 °C e abbasso a 180 °C per altri 40-45 minuti. Servire fredda!


 Qui la versione con BiAglut  e zucca Violina.
A fianco la versione con Glutafin select e zucca Delica (fatta ad Ottobre 2011)

Buone entrambe.. il massimo per la briseè però resta la farina Glutafin select. La prossima volta però solo solo solo farine naturali al 100 per cento e senza glutine!


Il prossimo mese sarà dolce oppure salato? Entreè o primo piatto..oppure un piatto di verdure? 
Nulla di tutto questo: Anna di Ai Fornelli con la Celiachia ci propone un gustoso secondo! Ci vediamo nuovamente su blog unificati (e pagine Facebook)con le Rifatte senza Glutine il 15 Febbraio con piatto favoloso... ed alcuni molluschi che riposano comodi comodi..i Todarodes sagittatus (mi stanno simpatici già dal nome!ovvero Totani ripieni su letto di fagioli, che buoni!!!

11 gennaio 2012

Dagli antichi libri dei banchetti del grande Messisbugo, la Torta di Bieta


In tempi in cui gli Estensi regnavano su Ferrara, ben protetti dalle amicizie papali, fu un fiorire di scritti, poemi idee e cultura. Dalla corte passarono grandi poeti che nel Basso Medioevo lasciarono un segno che tutt'ora ci accompagna.
immagine da qui.

"Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l'ire e i giovenil furori
d'Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

Dirò d'Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d'uom che sì saggio era stimato prima;
se da colei che tal quasi m'ha fatto,
che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso."

L. Ariosto, Orlando Furioso, Canto I 

 Ludovico Ariosto con il suo Orlando furioso (quanto mi piace quel poema), Niccolò Copernico che qui proseguì gli studi dal Bianchini, Mantegna che qui incontrò le opere e Pico della Mirandola...(uno dei suoi figli sposò perfino un'erede al trono estense) , Torquato Tasso, Paracelso, l'esimio alchimista e medico che posò le prime pietre per le nuove teorie medicali... I Rinascimento a Ferrara, sotto le ali di Ercole I D'Este fù un fervore di menti, idee, creazioni..cambiamenti architettonici della città stessa.
Non meno importanti le scoperte culinarie e qui un tal Cristoforo da Messisbugo (che già ho citato nel post con Al Pampapàt) portò una ventata di novità. che tutt'oggi degustiamo senza sapere... Una di queste è la torta di bieta, una sfoglia di pasta semplice ripiena di vedura e formaggi freschi (ricotta) e stagionati, cotti in testo..per noi ora il forno.

Nel libro  "Banchetti, compositioni di vivande et apparecchio generale", il più completo del '500 in materie culinarie, scrive:
 “Prendi una buona manciata di bieta e ben lavata la triterai minuta e la porrai in un tegame con due libbre di buon formaggio duro ben grattato, una libbra e mezza di burro fresco, sei uova, pepe pestato, un pizzico di zenzero e cannella, se qualcuno vuole anche mezza libbra di zucchero, ma solitamente non si mette. Poi farai le due sfoglie di pasta, ben impastato il tuo battuto e unta la teglia con due once di burro fresco vi metterai una strato di pasta ed il battuto sopra. Poi gli porrai sopra l’altro strato di pasta, facendo il suo rotello intorno, sopra porrai quattro once di burro fuso. Poi cuocerai nel forno o sotto il testo. Quando sarà quasi cotta porrai sopra da tre a quattro once di zucchero”. 
Fonte: Taccuini storici  .

Una rivisitazione serviva... anche per renderla senza glutine... così con semplici gesti ritorna la Torta di Bieta, si presta bene a pic nic primaverili, coperta resta piacevolmente tiepida.
Immaginate poi la soddisfazione delle pesti quando ho raccontato loro che le duchesse del Castello di Estense la mangiavano spesso...  come rinunciare ad assaggiarla? Poi piacere è un'altra cosa, ma almeno si è partiti.
Abbassando le uova e le dosi varie ed..eliminando brutalmente lo zucchero ed il burro in uscita ne è uscita un'ottima cena.


Torta di Bieta del Messisbugo
Ingredienti per la pasta:
circa 150 ml di acqua di Po
300 g di farine (in questo caso ho usato 200 g di BiAglut e 100 di mix IT)

20 g di olio evo o burro (all'epoca del Messisbugo burro)

Ingredienti per il ripieno:
300 g bieta, lavata tagliata piccola con la costa e saltata in padella.
150 g di formaggio grattato
due uova
una piccola confezione di ricotta (a sostituire il burro fuso)
sale e una buona manciata di pepe
pizichino di zenzero e cannella.




Si prepara la sfoglia, si tirano due dischi sottili.
In padella la bieta saltata unita a ricotta, uova, aromi e formaggi, si mescola per bene e si amalgama..se troppo asciutto aggiungere un terzo uovo.
Disporre una sfoglia di pasta su una teglia imburrata (burro oggi sostituito da la carta da forno!), mettere il ripieno di bieta, chiudere e sigillare con il secondo disco di sfoglia.
Infornare per 20-25 minuti a forno caldissimo.




Se si vuole si può optare per la cottura in padella, coprendo la torta con un coperchio caldo per poi girala a metà cottura. Sono consigliate torte piccole, dea grandezza di un piatto da frutta...oppure nel testo come già all'epoca si faceva.





"Non fu in terra sì tosto, che risorse,
via più che d'ira, di vergogna pieno;
però che a Bradamante gli occhi torse,
e turbar vide il bel viso sereno.
Ella al cader di lui rimase in forse,
e fu la vita sua per venir meno.
Ruggiero ad emendar presto quell'onta,
stringe la spada, e col pagan s'affronta."

L. Ariosto, Orlano Furioso, Canto XLVI


10 gennaio 2012

Ragù Ferrarese


Si è vero, c'è il sole.. la polena fa pensare alla montagna, al freddo..alla neve magari. Certo a guardare fuori dalla finestra ora non sembra serva, almeno qui... ma appena si mette il nasino fuori, magari con il gocciolino..si salvi chi può, un certo freddo che giaccia sino le ossa!
Se poi si rientra da una passeggiata esplorativa lungo le rive del Po... allora non resta che coccolarsi per bene con una semplice ricetta di casa, magari accompagnata da una senza troppa fatica..

che ne dite di una buona polenta morbida con una montagna di ragù fumante sopra? Io e le pesti diciamo di si, eccome..e in quattro e quattr'otto la cena è servita, complice il fatto che quando preparo il ragù nostrano come mi insegnava mia nonna, ne faccio dei camion anche da mettere in congelatore per le emergenze... ma finisce sempre troppo presto..sarà colpa dell'accompagnamento ideale per la pasta all'uovo? O  per i cappellacci di zucca..per la polenta? Oppure perchè ci piace così tanto che lo mettiamo anche solo sul pane o nel risotto bianco...  sarà questo o quello ma visto che l'ho fatto in questi giorni.. oggi lo presento.



Ragù  Ferrarese

Mi raccomando..la carne tritata farla con il coltello, almeno una buona parte.. è tipico del condimento estense, sentirete che meraviglia!!


ingredienti:
200 g carne manzo
200 g carne pollo
100 - 150 g di pancetta
una cipolla bianca o dorata di notevoli dimensioni
due carote
due coste di sedano
un bicchierone (o due normali) di vino rosso, magari del Bosco Eliceo
80-100 g di burro
due cucchiai di triplo concentrato di pomodoro 
brodo di carne
sale e pepe a piacere.


Tritare la carne, tutta, e mescolare le tre tipologie assieme (manzo, pancetta, pollo) a coltello se si può!
Nel frattempo soffriggere in ordine di entrata in pentola carota, sedano, cipolla.. dopo tre, cinque minuti, dipende dalla grandezza cipolle, unire le carni e alzare la fiamma, sfumare con il vino.
Appena l'alcool del vino è evaporato abbassare la fiamma e bagnare con un paio di mestoli di brodo caldo dove è stato sciolto il concentrato di pomodoro.
Aggiungere sale e pepe e coprire la pentola per una cinquantina di minuti.




Accompagnate il tutto con una polenta non precotta ma veloce: usando la macchina del pane, programma marmellate, come insegna Felix!
Per mantenerla più morbida io uso 550 g di acqua per 140 di farina di mais bramata a spiga sbarrata, il resto uguale. Buono buono buono!

E Buon 2012 a tutti quanti!!Sotto una delle prime foto dell'anno nuovo, i nostri fuochi d'artificio ! Grande Paolo che s'è impegnato a giocare e far fuoco con tutte le pesti presenti al "raduno" sotto le canoe per festeggiare il nuovo anno e salutare il vecchio... e non erano pochi...    di nuovo AUGURI a tutti !!!

5 gennaio 2012

in arrivo la ..Befana!!


Una giornata bellissima questa del 5 Gennaio, il sole, il camino acceso.. .l'attesa..
Attesa per cosa?! Ma oggi è la vigilia dell'Epifania..  "che tutte le feste si porta via", purtroppo..ma anche no..un po' di pace con le pesti a scuola non farebbe mica male, anzi!
Io sono prontissima, questa sera le mie pesti attaccheranno al camino  (o al mobiletto lì vicino), le loro belle calzette, cercate nel loro cassetto, cercando la più bella, più colorata... quella preferita...  lasciando un marasma di calzini in giro per l'armadio e il pavimento... che ripristineranno in un lampo: raccolta a mani piene e tutto nel cassetto apposito. Bhè che credavate? Che le rimettano in ordine belle accoppiate? Quello è un film che ancora non ho visto, purtroppo, e già va bene se non utilizzano la calzamaglia della misura più grande che hanno.. qualche volta la peste grande l'ha fatto..una fatica "occupare" gli spazi...

Ma a proposito di film, oggi è la giornata ideale (di solito lo facciamo verso sera, prima di cena) per guardare il cartone animato de "La freccia Azzurra" di Enzo D'Alò del 1996, un delicato italiano film (in collaborazione con Svizzera e Lussemburgo). Una storia come tante che ripesca nell'immaginario del nostro bel Paese la storia della Befana, nata ancora prima di Babbo Natale, che portava doni ai bambini buoni e carbone (non dolce!) a quelli biricchini, con un buon aiuto della fantasia di Gianni Rodari .




     Se volete sapere di più di questa storia, Wikipedia dà una mano, qui, il video sopra da You tube.


Bene, io sono pronta, la casa in ordine..circa..e la tv attende con le pesti innanzi, l'avvio del cartone... ma il dvd è disperso! E' vero che lo guardiamo soltanto in questo periodo ma dimenticare dove è appoggiato dopo soli 364 giorni dall'uso non è normale!! In più stà assieme a tutti i cartoni animati e film tematici.. come possono essere spariti tutti assieme? In un certo senso la notizia non è poi così malvagia, vuol dire che il televisore non ha lavorato così tanto in questi giorni, ed è un bene, mentre noi ci spostavamo da lunghe passeggiate sulle sponde del Po a manifestazioni sportive e di storie narrate.


Ma nella calza (o nella calzamaglia) le pesti che troveranno? Quest'anno mega sorprese... dinosauri in legno da costruire, qualche caramella alla fragola, succhi di frutta "solidi", magari uno o due ovetti ..(come farli mancare?), mandarini, lecca lecca all'arancia e l'immancabile carbone dolce, mica possiamo lasciare il dubbio di essersi sempre comportate da angioletti, vero?




Un carbone semplice ma buonissimo, molto più morbido delle mattonelle che si trovano nei negozi! Per questo devo ringraziare Sonia di GialloZafferano, dove ho copiato brutalmente la ricetta, utilizzando però colori e zucchero a velo senza glutine, il secondo da prontuario, l'altro contattando la ditta.

I quadrotti che si vedono nel piatto, pronti per essere impacchettati uno a uno, sono di succo dui frutta solido, si proprio solido, avete letto bene. L'idea l'ho avuta grazie al Shamira di Lovely Cake dove con un normale succo in brick e tre -quattro cucchiai di amido (riso e mais) ha solidificato il liquido...  io ne ho spazzolati un bel po' sono troppo buoni!!
In pratica ho cotto il succo con l'amido, sinchè si è staccato dalle pareti per bee, messo in stampo e una volta freddo si taglia. semplice, insolito, buono.

Infine i lecca lecca all'arancia. Semplicissimi ma d'effetto! 
100 g di zucchero semolato
una o due arance spremute
qualche stecco da spiedo

si scioglie lo zucchero con il succo per una ventina di minuti, si fa rapprendere e si cola con il cucchiaio sugli stecchi che prima avremo appoggiato su un foglio di carta da forno unta con olio (di girasole). Una volta induriti per bene si impacchettano.

Abbiate pazienza ..la foto ha l'unico lecca lecca che ancora morbido ho spostano e s'è piegato...  ma dovevo fotografare prima che le pesti arrivassero in cucina e scoprissero il tutto... ecco perchè un po' di pausa non farebbe male.. le sorprese sarebbero fatte con calma.

Ma voi vi siete comportati bene o troverete carbone nella vostra calza? 
Domani lo scopriremo..le Befane sono in arrivo!!