presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

27 marzo 2012

La Burla di Guiglia... il Burleng


Narran le legende che nella medievale Emilia, poco sopra gli Appennini che un assedio ad un castello portò la creazione di questa meraviglia.
C'è chi li vuole provenienti da Vignola dove il signore locale resistè nel castello assediato dagli estensi..c'è chi invece li vuole nati in Zocca, ove iniziarono molti scambi commerciali e qui un negoziante che vendeva cibo al da mangiare al volo ebbe più clienti che merci, così si dovette inventare qualche cosa....
Altri invece pensarono più ad usare un impasto strano come scherzo per i signori locali.. ogni cittadella ha la sua versione,  io li ho incontrati a Guiglia, nel Modenese, durante una delle scampagnate in motocicletta.. Ci fermammo per caso... da quel giorno me ne innamorai così tanto ma così tanto che puntualmente diverse volte l'anno ci passavamo per degustarli e passeggiare in questo simpatico paese arroccato sui monti che guardano il parco dei Sassi di Roccamalatina.
Qui la leggenda li vuole nati nel 1226, dove Guelfi e Ghibellini se le davan di santa ragione. Ugolino da Guiglia, il signore locale, ospitò la famiglia Grisolfi, di fazione Ghibellina da poco cacciati dai rivali dalle loro terre. Il castello di Guiglia fiero e possente restò immutato e arduo da conquistare e l'assedio lungo e pesante..ma all'interno del maniero comparve il borlengo a dar man forte alle cucine sempre più scarne.
In altre parole le scorte alimentari calavano man mano che la guerra si protraeva e la farina sempre meno presente, veniva allungata con l'acqua del pozzo... per poi condire questa sfoglia quasi trasparente con lardo ed erbe aromatiche... Magari anche un poco di formaggio stagionato...
Purtroppo la fine del signore non fu rosea ma il burleng è ancora il simbolo della cittadella ove ancora maestri borlengai si trovano per fiere e sagre a tema.
Anni fa scoprimmo a nostre spese (del mio pancino a dirla tutta!) che Maggio chiude la stagione "vera" del Burlengo, poichè arrivati in città con i primi caldi di Giugno scoprimmo il vuoto, soltanto le vestigia di una grande Sagra finita pochi giorni prima...proprio a Guiglia, ove ha sede anche la Compagnia della Cunza, il condimento che segue il burlengo da vicino... 
Ora mi pare che le sagre, come in tutta Italia, si siano un poco più allungate nei tempi.. non c'è più una sola stagione...  e un po' è un peccato, perdono molto...
Credo sia stata una delle ultime volte che siamo passati da Guiglia in moto...  poi l'anno successivo arrivò la prima peste... il bello è che la voglia di questo meraviglioso piatto restò nel mio animo di super ghiottona, così ad Agosto del 2003 mi venne una irrefrenabile voglia di sfoglia di Guiglia... come fare?Non era stagione.... per fortuna un caro amico che era in zona per addestrare i cani da caccia lo comunicò a dolci signore del luogo che aprirono i camini, misero in caldo le role e prepararono una valanga di burlenghi proprio per me! Non vi dico la gioia, erano i primi di Settembre..pochi giorni dopo arrivò la peste..e a Novembre ci facemmo una super scorpacciata notturna in un paese nei pressi di Pavullo..insomma una anno interamente dedicato a questa sottile crespella..
poi il vuoto..mai più passati..un po' perchè la peste non amava viaggiare..poi arrivò la celiachia e di burlenghi senza glutine non ne ho ancora avuto notizia, ma magari cerco nel posto sbagliato. Per ora li ho provati più e più volte a casa..con le attrezzature che ho (non sono il massimo ma una padella per crepes funziona comunque) e soprattutto con le farine così "particolari".
Sicuramente ho scartato l'uso della farina di riso, quella sino ad or non era finissima e restava un chè di sabbioso in bocca..oltre ad essere poco neutro come sapore...  dovrò riprovare con quella di riso finissimo...

Le leggende e la storia del Burlengo o Borlengo in questi link.

Veniamo a noi... non ho fatto mega dosi nè mega forme, la mia pentola ha determinate dimensioni, non mi è possibile raggiungere la misura delle role originali (45 centimetri di diametro!)...qui potete vedere immagini di una sagra con burlenghi,  fotografati da Bianca e inseriti nel suo ricettario.


Anche il fare il borlengo è un'arte..serve il materiale giusto, la mano allenata e il tempo.. come un web master definisce il burleng? "Un cibo "sociale" per eccellenza poichè riunisce tutti al tavolo a chiacchierare mentre lo si prepara.. è di grandi dimensioni così in due è più facile piegarlo nelle cucine... e si mangia a mano, caldo..magari un pezzo per uno...  " praticamente off limit da un gruppo che ha un celiaco in mezzo ^^ invece no, io non ci stò..e così piano piano è arrivata a casa nostra la mitica burla, ma senza glutine. Peccato che le pesti non l'apprezzino appieno..per ora, col tempo chissà.....

Burlenghi 

La colla
125 g di farina, un mix per pane di Fecola, maizena e riso de "I Buoni Senza Glutine"
560 g di acqua
un cucchiaino di sale fino
(volendo un cucchiaino di uovo, io l'ho omesso)

la cunza
il pesto di lardo, aglio e rosmarino...salsiccia, o si fa in casa o come ho fatto io che sono pigra, lo prendete al supermercato.. c'è con la spiga sbarrata a marchio, impossibile sbagliarsi! Pesto Montanaro per tigelle e crescentine pronto all'uso (SAP) in una scatola bianca al banco frigo, vicino al lardo.
Chi invece si vuole cimentare in casa... qui semplice come mescolare e cosa a crudo.

parmiggiano reggiano grattuggiato per condire


Si scalda la rola (pentola) e si prepara la colla mescolando acqua e farina con sale e uova..ma non l'ho messo (alcune ricette non lo prevedono), una volta calda la pentola come per le crespelle, si passa del'unto sulla padella.. solitamente cotenna di maiale, ma ho messo poco burro.
si versa il liquido con un mestolo e velocemente si ruota e inclina la padella per far riempire tutti gli spazi..  due mestolini di colla sono più che sufficienti, fin troppi..  risulterà molto sottile e trasparente...  a fuoco basso si lascia cuocere per 8-10 minuti circa... quando si stacca dalla pentola si può girare per finire di cuocerlo..due minuti stavolta. 
Si cosparge di cunza e parmiggiano reggiano, si piega in quattro (sarà croccante) e si serve caldo caldo.


Una Bontà! Come direbbe il cuoco Arturo :)


26 marzo 2012

Tanto per sfogliare


La preparazione più impossibile, difficile e ostica che ci sia, la pasta sfoglia. Neppure glutinosa mai fatta (sempre presa pronta!) e ai corsi di cucina è off limits per anni e anni..  impossibile quindi raggiungere risultati con le farine senza glutine.. BUGIA!!!!! La più grande bugia che ci sia... certo è un procedimento particolare, di per sè sembra lungo, ma non è poi così vero, visto che si preparano le prime parti in poco poi ogni tanto (in teoria ogni mezza ora di riposo da frigo la si prende e ri lavora), ma allungandone  i tempi..ovvero anche solo tre volte al giorno per due giorni, si ha una buona pasta sfoglia..che sfoglia davvero!!!
Certo di strada ne ho veramente tanta da fare, le mie produzioni sono ancora molto grezze e bruttine, non hanno charme e disegni particolari, non ne sono ancora in grado, mi stò studiando per ben come gestire l'involucro senza diventar matta per corrergli dietro.
Già altre volte ho provato e riprovato, sotto la guida di Felix e seguendo la sua meravigliosa ricetta, (anche Cucina in Simpatia si può trovare la ricetta con il suo passo passo) poi come sempre scantellino e esco di strada, non per cattiveria o poca voglia di seguire la maestra..soltanto perchè certe farine a volte proprio non si trovano... e così la Agluten s'è trasformata prima in Pandea (perchè altra non ne trovavo), poi in BiAglut, infine ora ho deciso per la Glutafin Select, che grazie all'amido deglutinato aiuta la preparazione.

Le dosi sono sempre quelle di Felix, ma cambiano un poco le farine (speriamo non me ne voglia!)


Pasta sfoglia di una testa dura (io):

50 g di Coop senza glutine
30 g BiAglut
45 g di Glutafin Select
75 ml di acqua 
1 g di sale

Panetto di burro e farina, il primo inserimento con giro.
125 g di burro
25 g di BiAglut 



Infarinando bene il piano di lavoro con farina di Riso Finissima, ho fatto i due panetti..aperto il primo e messo all'interno un poco appiattito, il panetto di burro, tutto in una volta , come insegna Felix..le prime volte non osavo ma il capo ha detto.."osa e vedrai che ci stà", ho osato e tutto è andato liscio come l'olio..burro in questo caso.
Piegato, messo in pellicola a riposare in frigo.. ripreso dopo una mezz'ora circa..o forse due mezze ore ...  tirato sul piano infarinato, ripiegato un paio di volte, rimesso in frigo e ripreso la sera per ripetere... poi il  giorno successivo trattamento simile..ripreso dal frigo non più di tre volte...(in pratica mentre preparavo il pranzo e la cena, passando per caso in frigorifero e ricordandomi che v'era) e l'ho usato il terzo giorno, riempiendo delle sfogliatine bruttine (quadrate) con una pasta di nespole e cubetti di mela.




Con altre ho fatto dei cerchietti per vedere come si comportava con possibili fondini di sfoglia per dolci e varie....  bhè questa volta è stato un successo, più delle ultime, peccato solo che visivamente non ho fatto un granchè ...  diciamo che lo sprint creativo lo avevo perso per strada.. quel giorno ne sono successe di tutte i colori a scuola dalla mai peste quindi... voglia zero, ma la colazione non poteva mancare!
Se poi si spennella con uovo la superficie e magari si spolvera con granella di zucchero prima di infornare per 15-25 minuti (a seconda del pezzo da cuocere) bhè....  non ci si ferma davvero più!!




Le mie prime prove...  le misi su facebook e sotto il post di Felix in CIS, ma usai solo Farmo e Pandea.



     

25 marzo 2012

Ricette base: gnocchi di patate


Stump stump.... stump...  crash!!! Non sono mica sassi...sono i miei gnocchi sino a qualche tempo fa..o meglio, sinché mi sono ostinata a farli in casa....  Credo siano quasi 13 mesi che le mie pesti hanno domandato i gnocchi del negozio pregandomi di non farli più io....  sarà che buoni erano buoni..un sapore delizioso, un condimento ottimo...soltanto che erano duri come suole..elio come sassi..il crash finale  sarebbe sicuramente stato il rumore che avremmo sentito se mai li avessimo gettati contro una finestra!  Niente, gnocchi di patate 30, Jè -100 !!

Possibile che debba rinunciare? Gli spaetzli, i gnocchi tirolesi, mi vengono una meraviglia nei modi più diversi...colorati e non..ma quelli di patate proprio non ne vogliono sapere. Peccato che m'è venuta la brillante idea di iscrivermi ad un piccolo corso di cucina senza glutine alla scuola Alberghiera di Ferrara, dove un professore..  (ma lo devo chiamare così? Alla mia età mi suona strano avere un prof...  ma effettivamente io sono allieva in questo caso...)  bhè insomma io studio lui insegna...quindi ...
Il corso è lungo tutto Marzo, quindi ancora stò studiando.. a casa si ripete la lezione e a scuola ci sono le interrogazioni... Un mercoledì spiega, un mercoledì interroga.. non male vero? Pasta fresca la prima parte.. pane e pasticceria la seconda, c'è la posso fare si! Peccato che oltre alla pasta fresca all'uovo, alle crespelle, ai passatelli... ci sono i gnocchi!! Aiuto!

Quassù un piatto con tutte le materie da studiare per il mercoledì successivo spiegato ed eseguito dal prof!

Chissà che mi credevo.. cosa pensavo.. che immaginavo dovevo fare per farli decenti...  invece è stata la scoperta dell'acqua calda ! Una semplicità unica... pollo io che mi fregavo da sola..  ancora non me ne capacito.. ma me la rido alla grande, perchè dovrei avermene...i corsi servono a carpire quei trucchetti che magari involontariamente sbagliamo..e finalmente ho capito il mio errore, talmente banale, ma mai ci avevo pensato a quanto pare,  neppure parlandone...

Gnocchi di patate
1kg patate cotte e fredde
250 g farina senza glutine, farina riso fine Nutrifree 
 1 uovo intero e un tuorlo
 50g parmigiano
sale 
una presa di noce moscata... 


Esecuzione...  
butto le patate con la buccia in acqua bollente e cuocio... quando sono morbide si pelano e passano allo schiacciapatate, si aprono su un vassoio e si attende che si freddino.
Si aggiunge il resto degli ingredienti, si mescola velocemente senza lavorare troppo ma amalgamando bene, si fa un salsiciotto sul tagliere infarinato e si fanno i gnocchi. ( quadretti, a righe... passandoli sui rebbi della forchetta etc... come in ogni luogo i è abituati a fare.
Cuocere in acqua bollente (quando vengono a galla sono pronti) e condire a piacere.
Stop. Non è difficile!

In pratica le patate devono essere fredde quando si vanno a impastare, sennò il calore e l'umidità delle patate calde "chiamerebbe"  troppa farina per assorbire l'eccesso di bagnato che continuerebbe a crearsi, troppa farina uguale a più durezza...  Ecco dove sbagliavo..  ho sempre fatto gnocchi impastando a caldo... anche tiepido, ma mai freddo, condizione indispensabile per farli.
L'uovo per legare meglio...  in questa ricetta è presente, poi vi sono scuole di pensiero differenti. Per ora mi trovo bene così, anzi benissimo! Ne risultano gnocchetti delicati, sodi ma che si sciolgono in bocca meravigliosamente. Non ci si crede vero? Neppure io, ma il fatto che me li hanno già domandati più volte a casa e quelli del negozio giacciono in frigo da molto ne è la prova (ora quelli glieli devo rifilare in qualche modo..idee?)

Come? L'interrogazione di Mercoledì??  Ecco il compito in classe..il risultato è qui sotto, che ne dite? 
Risultato ottimo!!! Soprattutto buonissimo !!!



Questa cucina la voglio anche io!!!Ed è solo metà della cucina dove stiamo "studiando".. dietro la colonnina il prof. :D

15 marzo 2012

Rifatte Senza Glutine... arrosto alla panna



Ciak, oggi si gira.... Siamo di scena con le Rifatte senza glutine, episodio n. V : l'arrosto alla panna di Sonia.

Interpreti: 

Cipolla dorata
Aglio
Un arista di suino, ho barato usando il filone di suino (ma l'arista che aveva il macelllaio stavolta non mi piaceva per nulla)
Lardo di sauris alle erbe (Sonia la pancetta)
Rosmarino fresco
Brodo di verdure ancora bello caldo
Panna a base vegetale (creme Cusine Unilever)

Regia:
La vicenda... Come ogni 15 del mese..



Episodio V



story....

Cosa aggiungere a quello che già spiega Sonia perfettamente nel suo blog? Un... Buonooooooooo!! Quello si che lo aggiungo! eccome se è buono! 
Una ricetta simile, senza panna e brodo ma con latte la facevo spesso in casa,  tipica delle mie zone tra Veneto ed Emilia... ma anche preparato con la panna ha quel non so chè di delicato e profumato, alle mie pesti è piaciuto un sacco irrorarlo con la salsa di panna ed è pure rimasto bello morbido, per nulla stopposo.. insomma un successo a tutti gli effetti!!!
Magari potrei dire che ho tagliato con la punta di un coltello alcuni lati del pezzo e ho inserito qualche mezzo spicchio di aglio di Voghiera che in cottura ha rilasciato il suo profumo, e che la pancetta l'ho sostituita con fettine sottili di lardo di Sauris alle erbe, un dono che tenevo per le grandi occasioni... Il rosmarino di casa, appena raccolto dalle pesti, e la panna vegetale per via della bassa quota di lattosio....   insomma la ricetta è rimasta il più fedele possibile e soprattutto stra apprezzata.

Una volta cotto a fiamma dolce l'arrosto nella pentola ceramicata, ho lasciato freddare bene senza aprire il coperchio in modo che la carne riposando acquisti di nuovo i suoi liquidi, infine scaldato per la cena..  preso una parte del fondo e ho passato per togliere i pezzi grossi, poi con il frullatore ad immersione ho frullato bene per fare la salsa...non aveva neppure bisogno di essere ristretta in padella...alla fine ho messo nel piatto le fette di arrosto accompagnandole da zucca al vapore leggermente salata e profumata con sale all'aglio e rosmarino home made. Ecco il mio....


Special Guest

E da questo mese Tutte le Rifatte passano anche di quà! Che bello questo colpo d'occhio... 
"tutti insieme appassionatamente"

Ecco come sul web hanno rifatto l'arrosto di Sonia:

11 marzo 2012

Ricordo il Sapore di una volta, Torta di pane


Riflessione, sacrificio, quaresima, primavera, magro, leggerezza... Sono le parole che accomunano il  Marzo di quest'anno; un po' perchè il mese racchiude tutta la stagione di attesa della Pasqua, ci si ferma a riflettere, abbandonando balordi dei festeggiamenti natalizi e del carnevale lasciando il posto ad una tavola più leggera e soft, con meno pietanze pesanti e ricche. Ma sicuramente non vuol dire non siano gustose, anzi... La semplicità che accomuna questo periodo ci porta ad apprezzare meglio i sapori dimenticati.
I venti primaverili portano con loro le nuove piantagioni, magari utilizzando sementi che sono il frutto dell'orto dell'anno precedente.
Perchè non iniziare a dar fondo alle riserve della dispensa? Senza dimenticarsi di usare tutto, ma proprio tutto quel che si ha..
Io non mi faccio certo scappare questa parte: mi diverte un sacco inventare qualche cosa con gli "avanzi".. Da me non mancano mai!
Ogni volta che propongo un piatto aggiungo sempre una mezza dose.. Non si sa mai qualche peste mi domandi il bis... E quando no esagero e resto entro limiti umani di porzioni... Ecco puntuale la richiesta di un secondo giro, sembra quasi lo sappiano.E in questi casi non so se essere felice del successo... O pensare che lo facciano apposta.
In ogni caso.. Vado avanti...
In questo mio proseguire lungo il cammino, sassolini a parte che si incontrano per strada... Sono arrivata a riproprre la torta di pane. Erano anni che ci "lavoravo" sopra, più volte ho provato e mescolato, ho cambiato tipi di pane, da quello pronto a quello fatto in casa... Ma mancava ancora qualche cosa...
Naturalmente il pane in questione non è cosí di immediata realizzazione.. Si tratta di panificazioni senza glutine... Un programma unico che non sempre ci porta a immediati e favolosi risultati.
Ma io come ho già scritto in passato.. Non mollo!

Finalmente ho trovato due ottime tipologie di pane che danno seguito alla torta come la ricordo io.(Quella della mamma, la torta che ha calore di casa buona).


Per cominciare un buon pane...
Magari se si ha una ricetta "del cuore" di pane si puó usare quella, non è detto, in questo caso (ma è un caso a sè) che il risultato sia pessimo...
Personalmente urilizzo due tipologie di pane e mai, ripeto, mai.. Pane già pronto. Vanno bene le miscele di farine, ma non le fette ed i panini rimasti pre confezionati..li sì che il risultato l'ho visto cambiare.. E non dico sentito perchè in quei casi la compostiera ha calorosamente gioito.
Allora via di pane raffermo preparato giorni prima con Glutafin Select (non con fibre) e modificando l'olio proposto con la stessa quantità di olio EVO buono.
Oppure utilizzando pane, sempre preparato giorni prima, con la farina Nutrifree per pane, ma con la ricetta del pane bianco comune in mdp con lievito madre, ricetta ideata dai sapienti forni di Felix e Cappera.

Infine il dolce,finalmente..


Torta di pane
 pane raffermo:
· 150 g se con glutafin select
· 200 g se con Nutrifree
500 ml di latte vaccino
100 g di zucchero semolato
2 uova
100 g uvetta ammollata
70   g pinoli
Un cucchiaio da minestra di cocco raspato (controllare sul prontuario AIC o che abbia il claim "Senza Glutine" stampato sopra)
1 busta di lievito per dolci (Pedon easyglut)


Mettere ad ammorbidire nel latte leggermente tiepido il pane a pezzi .. Non enormi, per una mezz'ora, sinchè non è stato assorbito il latte.
Accendere il forno a 200 gradi...
Aggiungere poi lo zucchero sbattuto con le uova, le uvette ammollate e un poco infarinate.. I pinoli. (mia mamma metteva pure dei gherigli di noce... A me quando servono non si fanno mai vedere in casa!).
Infine mescolare il lievito.
Mettere il compostovin una teglia leggermente imburrata e infarinata (io uso farina di riso, ma capita spesso di mettere il pan grattato se ne ho di non salato)
A piacere si puó decorare con un po' di pinoli e una spolverata di zucchero semolato.
In forno ben caldo per 50 minuti. Prima mezz'ora a 200 gradi, poi abbassare a 180.
Lasciar freddare nella teglia prima di sformarla e servirla.

La peste grande adora questo dolce quanto quello di castagne e se non la si ferma potrebbe arrivare da sola alla fine della teglia. Probabilmente il fatto che mantengo lo zucchero basso in questi due dolci e aggiungo i pinoli lo fa diventare per il suo palato, perfetto.


Che dire di più? Quando anche lei mangia volentieri una torta io sono sempre al settimo cielo.
Possibili varianti che ho provato..


· 2 bei cucchiai di Nesquik in polvere o di cacao amaro, senza altre modifiche
· Una mela a pezzettoni ed infarinata, ma qui si aggiunge anche qualche noce tritata e due cucchiai di farina di riso.

Ma questo dolce è sui gusti miei, che non sempre si accostano a quelli di altri,
Anche se non pare non è che faccio il pane apposta per poter degustare la torta.. Ma sono le ricette che uso piú frequentemente quindi spesso ne ho in casa.

Qui sotto altre immagini della stessa ricetta in momenti differenti del 2011


L'ultima è svuota pacchi proprio perchè dentro ci si può mettere di tutto..  frutta secca e fresca :)

5 marzo 2012

in Nero per divertirci...


Finalmente le giornate iniziano ad allungarsi, e con loro anche i colori della natura hanno una ripresa che ora sembra incredibile. Chi poteva pensare che sino pochi giorni fa in angoli nascosti dei giardini ci fosse ancora un poco di neve?
Mentre ora è tutto un brulicare di uccellini che se ne vanno su e giù per gli alberi con in bocca rametti, fili di lana, pezzi di stoffa leggera..qualunque cosa insomma che li aiuti a completare il nido per le nuove generazioni in arrivo.
E per fortuna esistono loro a rallegrare le giornate.. perchè a dirla tutta in questo periodo non è che le vedo così rosee come dovrebbero...  Per un progetto che va in porto..almeno altri due si afflosciano clamorosamente (anche se non direttamente legati a me) e il nero sembra prevalere ovunque...  ci manca solo che la stagione si rompa di nuovo e inizia a piovere come solo in primavera può succedere..  Ma speriamo si resista...
Anche se due anni fa proprio la primavera ci fece un bello scherzetto..  neve e gelo! I primi di Marzo la gelina bloccò la città ghiacciando ogni cosa bagnata pochi minuti prima da una pioggerella insistente poi due giorni dopo nevicò ...il 21 invece nevicò a più non posso nel tardo pomeriggio.. insomma, per questa vita ha già dato..spero attenda altro mezzo secolo almeno.
Tralasciando l'ignobile fato metereologico, arriva poi il fato umano, con i pensieri, i dolori, le sfortune che paiono capitare tutte in una volta. Basta! Nero va bene, ma ora ci si deve fermare, prendere in mano le redini e via, portare a mio favore la situazione, non mi piace mica stare così a far nulla .. no, io non ci stò.
Se devo arrendermi per qualunque cosa prima devo assolutamente provare il più possibile per cambiare la situazione che si presenta, se quella non mi piace, soltanto allora quando avrò provato tutte le strade, e ripercorse ancora e ancora, solo allora mi potrò arrendere, consapevole del fatto di averci veramente provato.
Non sopporto sentir dire (o leggere) "ma io cosa posso farci?" oppure "Se in tal scuola non c si trova bene, allora è meglio cambiare"..  No, non è il mio carattere..  ma purtroppo scopro essere la strada che la maggior parte delle persone stà intraprendendo ovunque.. non lotta, e se lo fa lo prova una..magari due volte poi si arrende nonostante gli ideali e ciò per cui si lotta è giusto e doveroso, oltre ad essere un diritto dell'essere umano; ma perchè si fa così? non lo concepisco..non voglio capirlo... e forse qui sono un po' di mente chiusa...

Nero, tutto nero..  ma forse sotto sotto un po' di colore possiamo trovarlo. Io parto dalla cucina e da un piatto semplice di per sè ma alquanto insolito e banale...


Pacchetto in Nero con cuore pulsante
per la pasta all'uovo:
250 g circa del Mix di farine naturali per pasta all'uovo di Cappera 
(50 g farina riso, 125 g amido di mais, 125 g fecola di patate, 5 g xantano tutto da prontuario aic) 
Qualche goccia di nero di seppia (o colorante nero)
3 uova, olio evo, pizzico di sale..uno o due cucchiai di acqua, pepe macinato
preparazione:
mescolo le farine con le uova e l'olio evo, aggiungo il colore il sale e il pepe.. amalgamo tutto,poi tiro la pasta non troppo sottile.


Ripieno:
giocando con i gel di amidi di Shamira
200 g Barbabietola rossa frullata
3 cucchiai di ricotta
20 g amido di mais (Maizena)
15 g farina riso finissimo (Nutrifree)
preparazione ripieno:
a freddo mescolo amidi e barbabietola, scaldo sul fuoco sinchè non si stacca dalle pareti, tolgo dal fuoco e aggiungo la ricotta .. rimetto sul fuoco sino all'addensamento (è veloce) mescolando sempre e aggiustando di sale, lascio raffreddare.


Con questo composto farcisco la pasta che ho tirato, aiutandomi con un pennello inumidisco la pasta prima di poggiare sopra la seconda sfoglia..per farla aderire meglio, chiudo facendo uscire per bene l'aria dal centro usando le dita e ritaglio la forma che voglio... magari con il taglia pasta a rondella, oppure con una formina per biscotti.
Io ho scelto dei bei rettangoli frastagliati.


Preparo una pentola di acqua bollente salata ben capiente e porto a bollore. Cuocio i pacchettini...due minuti dopo che sono venuti a galla sono pronti.


Nel frattempo in una padella preparo il condimento:
un cucchiaino di olio EVO
un quarto di cipolla bionda
tre-quattro fette di Lardo di Sauris tagliate a listarelle


Imbiondisco nell'olio la cipolla, non deve dorare..poi metto il lardo che diventerà quasi trasparente... scolo con la ramina i pacchetti e li salto nella padella, servo.

Non aggiungo sale, o altro, a me piacciono così. Ma anche alla peste grande...  infatti questi pacchetti sono stati un nostro specialissimo pranzo!
Pacchettino nero con sorpresa! Buonissimo, ne abbiamo mangiato n piatto enorme :D

A chi non piacesse l'idea della pasta nera..basta omettere il colore, il risultato non cambia.. Infatti ho ri proposto dei cuoricini ripieni con lo stesso composto..serviti con una fonduta di gorgonzola e pinoli sopra.. spazzolati da tutte le pesti di casa, grandi e piccole.



I pacchetti in nero li ho fatti per divertirmi ad un piccolo contest di un amico di Facebook :D

1 marzo 2012

Liberate Rossella!!



Un grido di "aiuto" di due pulcini, innocenti creature che nulla sperano che sopravvivere. Ecco così sono le persone che Rossella stava cercando di aiutare prima di svanire nella notte del 23 Ottobre 2011...




Da ieri molti blog sollecitano l'attenzione per la sua liberazione, per non dimenticare Rossella e il momento che stà vivendo la sua famiglia, come si può non condividere tale appello , anche al di fuori del Bloggin Day del 29 Febbraio 2012?!


A dirla tutta Rossella era in Sahrawi, dove la popolazione è strettamente collegata a problemi che anche noi viviamo giornalmente, la celiachia, ma con molte molte più difficoltà, già perchè anche in Africa, in particolare tra la popolazione del Sahrawi c'è una fortissima incidenza di casi di celiachia, anche se può sembrare incredibile...  eppure è così.
Sinceramente non conosco molto della storia dell'operato di Rossella, e meno ancora conosco lei, ma da persona trovo una delle azioni più orribili che ci possano essere quella cui è stata sottoposta... nessuno ha il diritto di privare della libertà altre persone, men che meno chi sta cercando di aiutare con tutta se stesso altri esseri umani, aiuti che sollevano e liberano dalle condizioni in cui molte popolazioni si trovano... ecco quel che faceva Rossella prima di quella notte.. e sicuramente continuerà a fare quando sarà libera...




Da donna, da madre ..da essere umano...  posso solo unirmi al coro di appelli che domandano ad una sola  una voce: