presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

29 ottobre 2013

Vulcani e.. Melata a merenda


Che belli quei films americani dove si mostra la scuola.. i laboratori, i lavori..le giornate delle scienze... Uno dei compiti per casa che hanno gli studenti americani delle Elemetary school da sempre mi affascina.. costruire i vulcani. Quando ero piccola restavo affascinata nel vedere cosa si inventavano.. le mega spese nei market (sempre in commedie televisive) dove barilotti bianchi prendevano posto nei carrelli della spesa dei papà (si in questo caso lo facevano i papà) per costruire i plastici mega .. più che compiti ai bimbi, erano i genitori che da sempre vedevo cimentarsi in queste cose.... immaginavo chissà quali strumenti ed aggeggi chimici....

Poi un giorno, sul Giornalino, ho imparato a fare un estintore casalingo, con la bottiglietta riempita di aceto, la plastilina che fermava il cono di bicarbonato, da miscelare nel momento opportuno.... e ho capito che anche io potevo cimentarmi nella chimica di casa.
Ma mai riuscii a mettere la mie manine sulle scatole del piccolo chimico...  forse è stato meglio così ... ma la peste grande, complice forse una mamma e un papà un po' troppo .. curiosi nello scoprire e provare alcune cose.. si è appassionata alla natura, alle sperimentazioni .. da cosa nasce cosa... se poi le viene regalato un kit naturalistico della serie gioco & scienza .. il cerchio è completo: manca solo sperimentare .."sul campo" o quasi.

La fortuna di questi kit è che sono predisposti  e completi, non hanno troppe cose strane, non ci si deve mettere a lavorare di cemento ecc.. nè serve poi stare in giardino.. non esplodono come nei telefilm americani. Ed ecco che plastico ..di plastica e prestampato alla mano, occhiali  a proteggersi e sostanze chimiche in mano.. si erutta! Basta mettere nei crateri le sostanze giuste.. aggiungere poi acqua colorata di rosso e puf!! attenti di sottoooooooooooo 

Ma quando queste finiscono? Le pesti disperate...
Niente paura, non serve andare chissà dove... avete una cucina no? Allora c'è tutto, nessun problema...
Mi guardavano assai perplesse quel dì...  quando poi ho dato in mano loro dell'aceto rosso (quello avevo) e del bicarbonato.. bhè... la perplessità aumentava.... aggiungiamoci un poco di farina id riso fine e.. "mamma, ma mica dobbiamo far da mangiare.. i vulcani non fanno caldo per davvero!! Cosa fai!?"
Magia delle magie.. basta mettere il bicarbonato ed aggiungere l'aceto che si ricrea l'ebollizione della caldera magmatica..... vogliamo che il magma uscendo si trasformi in una densa lava (roccia fusa?), basta aggiungere al bicarbonato la farina di riso ed ecco che bella cremosa la lava fuoriesce dai pertugi e segue i pendii del monte. 

Non è necessario il plastico, basta anche costruire un monte con un bel DAS, lasciarlo asciugare, colorare, ma anche no.. se si usa il terracotta.. proteggere con la vernice apposita e il vulcano è sempre pronto! (non dimentichiamoci di fare un foro dove inserire tutto)... 
Dalle foto estive (si nota vero?!)  si può vedere come serve veramente poco.. niente plastico, niente vulcano.. basta un barattolino e un piattino.. e il gioco è fatto!
Divertentissimo.. se poi ci aggiungiamo un po' di scosse..e un laghetto nel quale si riversa la lava... le pesti non smettevano più di guardare i risultati..e di farne..  un po' di aggiunte naturali ogni tanto.. eh bhè, la vegetazione è normalmente sui percorsi dei vulcani no? Un altro po' di realismo? Colorante rosso o tempera sciolta...e voilà.. impegnate l e pesti per un intero pomeriggio.... Poi un'altro... e altri ancora.. ogni tanto mi svuotano la bottiglia dell'aceto... ma va bene così :D



E dopo cotanto impegno... ci aspetta la merenda..ma può essere anche un dolce insolito, o un aperitivo particolarmente gradevole....
Si scalda un buon tomino fresco del pestifero su una piastra e lo si irrora ancora caldo di Melata, leggermente amarognola...  non immaginate la bontà!

28 ottobre 2013

Le Streghe ..a Ferrara le facciamo Così


Buone buone buone.. una tira l'altra per davvero! Le mie pesti ne vanno matte, se poi gli si affianca una "zia ferrarese" ovvero un salame all'aglio nostrano... oppure una salsina ai peperoni, credo non si smetta più di magiarne... forse arrivare alla fine del sacchettino aiuta a fermarsi!

La ricetta è semplice, come l'Emilia, e in tutta la regione si fanno, in ogni dove con un tocco locale.
A Ferrara acqua, strutto, farina, sale.. somigliano a craker, ma si alzano come i pinzini... l'importante non farle enormi, ma piccole strisce o rombi ( la forma più usata). Non ho mai capito però se la ricetta è stata ripresa e reinventata dalle sorelle Simili... oppure nasce loro di sana pianta... per me questa è una ricetta con cui son cresciuta, quando il pane non c'era, queste mai mancavano.



Streghe




250 g farina di solito utilizzo Farmo con deglutinato (200 g) con un poco di farina NutriFree per pane (50 g) 
25 g strutto
200-220 g di acqua di rubinetto tiepida
12 g lievito in panetto
7 g sale
un poco di olio EVO
Sale a grana fine, poco, e un po' di rosmarino




Sciogliere il lievito con un poco di acqua e impastare con la farina e lo strutto. Aggiungere piano piano l'acqua sino ad ottenere un impasto morbido, aggiungere il sale dopo un po' e continuare con l'acqua sinchè diventa lavorabile e non troppo appiccicoso. Ogni casa ha un'umidità propria.. anche a causa delle zone (da noi è sempre superiore all'80 per cento! per cui ci si deve pian piano regolare). Lasciar riposare per un paio di ore ( poco più di una se ci si trova in luogo tiepido).
Tirare l'impasto sottilmente e creare delle strisce o dei rombi che posizioneremo su di una teglia coperta di carta da forno, spennellare le forme con l'olio EVO e cospargere di sale a grana media, e rosmarino, infornare a forno caldo per 15 minuti a 220°C


Alcune si gonfieranno, altre resteranno un poco più pallide.. l'importante è non seccarle troppo, nè brunirle: le farine senza glutine tendono a restare chiare, non facciamoci fregare sennò avremmo dei rombetti  duri.. adatti a diventare pan grattato e basta.
Caldi sono una meraviglia, freddi possono accompagnarci per uno snack al volo, fuori casa, ma anche dentro delle creme di verdure non stonano mai.
Poi con un nome del genere..Streghe... sono adattissime ad uno spuntino per la notte dedicata agli esseri delle notte ;)





26 ottobre 2013

Olè! Olè Olè!! tutti in Spagna!!



Mi sono sempre domandata cosa avessero di speciale questi dolcetti che dominavano le vetrine di tutti i panifici di Barcellona. Ad ogni ora vedevo montagne e montagne di churros.. Anche alle 3 di mattina!! L'odore che si infilava tra i vicoli e strette strade di Barcellona riempiva sempre l'aria avvolte dolcemente a volte troppo prepotentemente... Eppure nonostante i passaggi vari e tanti giorni passati lungo la Costa del Sol e la Costa Brava mai e poi mai mi è venuto in mente di assaggiarli.
Alle volte la scusa era l'odio per i fritti.. alle volte forse non si presentavano bene i dintorni delle caffetterie.. non so, fatto stà che non li ho mai provati! Eppure di occasioni ne ho avute.. ma no, nulla...
Sfogliando il libro inglese.. sulla strade verso i donught... è apparsa questa ricetta... semplice anche da tradurre.. e da fare (che non guasta) perchè non provarla allora?! :D

Churros di C.Humpshire
 175 ml di latte caldo
la punta di un cucchiaino circa 2,5 ml di sale
35 g zucchero fine
115 g farina di riso*
5 ml gomma xantano
5 ml lievito per dolci*
Cannella in polvere

Olio per friggere

 metto il latte il sale  lo zucchero nella macchina del pane.  Aggiungo farina e cantano infine il lievito Programmo l'impastatrice nel frattempo preparo l'olio per friggere e lo scaldo.
Metto l'impasto dentro una tasca da pasticcere con una bocchetta larga a stella, faccio scivolare nell'olio bollente pezzi di vita di circa 7 centimetri... Alcuni dei miei sono venuti molto piú piccoli :p
Si friggono per qualche minuto per lato dai 4 ai 5 minuti..
Infine li appoggio su carta assorbente prima che si freddino li faccio rotolare dentro lo zucchero semolato.
Se si vuole si può mettere dentro lo zucchero anche della cannella in polvere per aromatizzare i churros.
Non servire bollenti, anzi meglio freddi..magari accompagnati da una buona tazza di cioccolata calda... o crema di nocciole molto liquida.


Ok dopo si deve recuperare per bene però .. una bella camminata :D.. come no! :P


25 ottobre 2013

Quinoa al profumo di Primavera



Perchè semi di Quinoa freddi possono essere utilizzati solo in estate? Con fresche verdurine .. uquasi a sostituire il riso freddo... Recentemente ho pensato di utilizzare delle monoporzioni, quasi finger food, come intermezzo tra alcuni incontri formativi, in mezzo cadeva l'orario di cena... troppo corto per uscire e rientare, ma abbastanza da poter degustare qualche cosa di insolito.. Insolito si... era presente pure una nutrizionista. Come non dar sfogo alle mie voglie di insolite preparazioni?
Ed ecco che tra le varie, mi è venuto in mente di portare anche la Quinoa.
Ma che ricetta fare? Che gusti mescolare? come presentarla? Sono domande importanti sapete?! ;)
Così un po' guardando nel mo orticello fresco, un poco seguendo le verdure di stagione sulle bancarelle... è uscita una ricettina niente male, semplice ma piena di sapore.

Quinoa Primaverile fresca 
Premetto, le dosi sono un po' a occhio, dipende da quanto piace uno o l'altro ingrediente..

Due tazze di semi di quinoa bolliti in tre tazze di acqua leggermenta salata
due patate tagliate a cubettini
tre carote tagliate a cubettini
due gambi di sedano (più un terzo) tutto tagliato a tocchetti
un grosso pomodoro cuore di bue o insalataro maturo ma non morbido
mezzo porro tagliato a rondelline sottilissime
erba cipollina
timo
basilico
origano (pochissime foglie)
olio Extra Vergine di Oliva
pepe (se piace)

Mentre la quinoa bolle per 20 minuti,  in una seconda pentola con tanta acqua e un poco di sale grosso metto le carote, le patate e due dei tre gambi di sedano già tagliati a pezzetti e lasciar sbollentare sinchè si ammorbidiscono leggermente, circa 10 minuti passarle poi sotto un po' dai acqua fredda, per fermarne la cottura.
Lavare le erbe aromatiche (timo, erba cipollina, origano, basilico) e tritale grossolanamente un aparte, più finemente alcune, possibilmente con un coltello in ceramica e su di un tagliere di silicone: ne eviterà l'ossidatura che rendono i coltelli a lama di metallo.
Unire le erbe aromatiche alle verdure sbollentate, aggiungere due giri di olio evo.
In una pentolina (o nel microonde) stufare leggermente le rondelline di porro tagliate finemente pochissimi minuti, non devono annerire ma solo imbiondirsi.
Tagliare la polpa del pomodoro a pezzetti, conservare i semi e l'acqua interna: condiremo la quinoa scolata e freddata come le verdure.
Infine unire tutto: quinoa, verdure con le erbe aromatiche, pomodori e porro, mescolare bene e lasciar insaporire. Non mettere in frigorifero, aggiustare di pepe, se piace e olio evo.
Non aggiungo mai sale vista la presenza delle erbe aromatice, ma se lo si preferisce metterlo.

Ora si può decidere di mettere il tutto in una grande ciotola da portata, in modo che ognuno si serva da solo, oppure (come ho fatto io in questo caso) preparare in singole ciotole da finger food per un buffet alternativo. Altro sistema, se si vuol presentare nei piatti, è pressare un po' di mix di verdure e quinoa dentro uno stampino non troppo alto e scappottarlo su un piatto (uno a commensale) cercando di mantenerne la forma.
Decorare con foglie di basilico e erba cipollina e qualche rondella stufata di porro. Il basilico, lavato passato in un po' di olio evo, per donargli lucentezza.


Semplice, fresco, eppure anche in queste giornate non propriamente "estive" non stona, purchè lasciato a temperatura ambiente e non in frigorifero, riempie senza appesantire.. e in poi è o non è l'anno della Quinoa? Cerchiamo allora di conoscerla sempre di più, questa forza della natura ricca di minerali e fibre.


20 ottobre 2013

Mariconda o Babùza di Argenta

Una ricetta abbandonata di polenta e fagioli , povera ma al contempo ricca di sapori e profumi.
Una delle liste ingredienti più corta che si possa scrivere, in breve polenta e fagioli, semplice  anche se a dire il vero un po' lunghetta, ma si possono dimezzare i tempi con facilità...furbeggiando sui tempi di cottura e su alcuni ingredienti, anche se quella in versione classica, lunga e lenta è tutta un'altra cosa, anche nei sapori.

Una ricetta che trova più versioni nelle zone della pianura Padana, a Ferrara in particolare basta cambiare i paesi che ne cambia la composizione, pur mantenendone la base.
La Mariconda si divide in due distinte zoone, in particolare a Coronella, Poggiorenatico e Vigarano viene utilizzato un brodo più saporito e forte, mentre a Cona, Focomorto, Quartesana e Cocomaro, così come a Portomaggiore e ad Argenta, dove prende il nome di Babùza, si utilizza semplice acqua di cottura dei fagioli e aglio.
 Eppure il nome porterebbe a pensare alla ricetta mantovana del Messisbugo, che con questa, questa volta almeno, non ha nulla a che spartire.

Mariconda ad Fràra

Fagioli Borlotti secchi (300 g)
cipolla - sale - lardo (110 g) - pepe
aglio - conserva di pomodoro (due cucchiai)
farina mais* bramata gialla per polenta (400 g)
acqua (1lt  e mezzo, o poco più) tiepida

La sera prima mettiamo a bagno i fagioli, come insegna già nel '500 messer Messisbugo.
Prepariamo un passato di fagioli sfrigolando nel lardo la cipolla, e l'aglio (che elimineremo una volta imbrunito, per evitarne il sapore amaro) aggiungiamo poi i fagioli e un litro e mezzo di acqua (tiepida). Portiamo a cottura. Una parte dei fagioli li preleveremo e li passiamo a purea, rimettendoli nel brodo caldo con l'altra parte di fagioli interi, si aggiusta di sale e pepe e si mettono i due cucchiai di conserva, si  aggiunge sempre con la pentola sul fuoco, la polenta bramata, cuocendo per circa 45 minuti... a noi piace soda,per cui i tempi aumentano di cottura, oppure "aumentiamo" il peso della farina.
Capottare a cupoletta su un piatto da portata, oppure servire in ciotole  singole se resta troppo morbida. e servire con formaggi, possibilmente Parmigiano
Se fredda e soda la si può passare sulla griglia o in padella, rendendola anche più croccante.

Versione sprint sprint !!!!ma non vi aspettate di avere gli stessi sapori!!!

Una confezione di borlotti in scatola al naturale.
Circa 600 g di brodo (di carne o dado*) caldo
mezza cipolla - lardo - sale e pepe- conserva (2 cucchiai) di pomodoro
150 g farina mais* gialla bramata ( bramata a cottura classica oppure precotta da pochi minuti ma per la farina a cottura veloce bisogna guardare il rapporto liquidi-farina!! )
In una pentola alta soffriggere la cipolla nel lardo, aggiungere i fagioli senza scolarli dal liquido di cottura, aggiustare di sale e pepe, aggiungere il brodo, la conserva e la farina, portando a cottura, a seconda della farina utilizzata... ma ricordando che cambiando i passaggi i sapori saranno differenti ;)
Personalmente apprezzo di più come versione semplice.. non sprint, quando uso la farina bramata a cottura lunga, ma per non mescolare per un'ora e far ginnastica al braccio.. soffriggo la cipolla nel lardo, aggiungo i fagioli non scolati e... assieme al brodo e conserva metto tutto nella macchina del pane, così faccio altro nel frattempo, con le stesse dosi sopra (600 g brodo e 150 farina), impostare il programma marmellate da spegnere 20 minuti prima della fine, come già in passato ha spiegato su CIS Olga/Felix, e qui dove la stessa Olga ha trovato la ricetta.
Per servire, come sopra: calda su un tagliere se soda, oppure un po' più morbida in ciotole singole, servita con formaggi. Oppure riscaldata sulla griglia se fredda.

Certamente è diversa dalla versione lunga e tradizionale, ma quando di tempo non c'è ne è..e magari si vuole qualche piatto riempi-pancia e caldo, è una buona alternativa..  ma quando il tempo lo concede.. bhè.. la paparùci'a originale stà nei piatti invernali!

* Gli alimenti contrassegnati con l'asterisco se volete cucinare senza glutine ma fruibile anche per un celiaco, debbono avere determinate caratteristiche: claim "senza glutine" sulle confezioni, come da direttiva UE, spiga sbarrata sulla confezione o essere sul prontuario AIC
Le immagini si riferiscono alla versione sprint della Mariconda in mdp

E ben venuti a Ferrara, con questo "vecchio" primo piatto di campagna.

19 ottobre 2013

BlueBerry Muffin di Carolyn Humphries


Recentemente mi son data alle speso in oltremanica senza muovermi da casa .. ho trovato un sito con libri di cucina senza glutine di provenienza inglese, americana e australiana...e si uano due mix di farine naturalmente prive di glutine in particolare, uno bianco e uno "nero" integrale.... Come non provare qualche ricettina?! 
Il bello è che le dosi sono in cup/oz  (aiuto!!)... ma pure tradotte già in grammi... anche se tutto il libro, ricette e spiegazioni è in inglese.. bhè..  mi farà solo bene fare un po' di allenamento in traduzioni dall'inglese.


Blueberry Muffins 
dal libro "Gluten Free Bread & Cakes from your breadmaker"
di Carolyn Humphries
1 uovo
ml latte vaccino o di riso* 
10 ml succo di limone
50 g burro o margarina* morbidi
Essenza di vaniglia o semi di mezzo baccello
15 ml lievito per dolci*
Una piccola presa di sale
50 g zucchero superfine
50 o più grammi mirtilli neri freschi
225 g di miscela di farine naturalmente prive di glutine*.
(ovvero metà della miscela di farine qui riportata: 25 grammi di farina di grano saraceno bianco*,25 grammi amido di mais*,25 grammi amido di patate*,25 grammi amido di tapioca*,225  grammi farina di riso fine*)

 Mescolare latte e uovo ed introdurre il limone.  Amalgamare con il burro con la margarina e miscelare con cura.

A questo punto inserire tutti gli altri ingredienti tranne i mirtilli.
Mescolare per 5 minuti ed inserire i mirtilli.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 200 gradi 
Mettere una o più cucchiaiate di impasto all'interno dei pirottini, sino a raggiungere un dito sotto il bordo. Personalmente ho fatto dei mini muffin e me ne sono venuti circa una quindicina..
Abbassare il forno a 180 gradi ed inserire per 15 minuti i muffin in cottura.
Estrarre dallo stampo una volta freddati, decorare con glassa zucchero a velo*.



* Gli alimenti contrassegnati con l'asterisco se volete cucinare senza glutine ma fruibile anche per un celiaco, debbono avere determinate caratteristiche: claim "senza glutine" sulle confezioni, come da direttiva UE, spiga sbarrata sulla confezione o essere sul prontuario AIC.

Veramente buoni, si sciolgono in bocca, leggeri.. me li han decimati i glutinosi commensali, noi ne abbiamo tenuti alcuni a casa, per vedere anche i giorni successivi come si comportavano. Dopo due giorni, lasciati all'aria, iniziano un po' a stoppare e sbriciolare, ma ben chiusi in un sacchetto vanno oltre :D morbidamente.



Si le foto sono pessime.... non mi ero resa conto di aver sbagliato la regolazione della macchina fotografica... e le uniche luminose.. sono altamente..hem, mosse !!!  sigh!!

16 ottobre 2013

Oggi Si Va in Mexico... con la fantasia


Girare per il mondo, senza muoversi da casa.. possibile? Si, almeno a tavola.
Complice la voglia di qualche nuovo piatto, una domanda per un uso vario di una farina di cui si ha una scorta intensa, una stagione da lupi che poca voglia di uscire di casa fa venire ed eccoci in Mexico!!

Quelle belle simil patatine triangolari piene di formaggio fuso e peperoncino piccante, da immergere in creme ai formaggi saporiti o dentro una salsa di pomodori e peperoni dolci e piccanti... Ma si dai, proviamo a fare questi e a sentirci al caldo sole Messicano.


Nachos
240 g acqua naturale tiepida
250-260 g farina mais finissima* (Per noi Nutrifree)
farina di mais* finissima (per noi sempre Nutrifree) a parte per tirare sulla spianatoia
una punta di cucchiaino di xanthano oppure sostituire una parte di farina di mais (due cucchiai) con una farina gf per pane con amido deglutinato*
un cucchiaino pieno di sale per l'impasto
sale per spolverare la superficie dei nachos
variante
3 cucchiai di formaggi grattugiati misti (in questo caso aumento di poco l'acqua)

Olio per friggere di mais

Impastare piano piano la farina  con l'acqua, poco alla volta...sicchè venga assorbita l'acqua. Aggiungere anche il sale.


Fare un panetto e lasciar riposare almeno una mezz'ora, poi dividere in piccole palline.
Tirare le palline tra due fogli di carta da forno leggermente infarinati e tagliare con una sagoma un cerchio... e si crea una tortillas.
Personalmente utilizzo come sagoma, il piattino di una tazzina di caffè.. non è troppo grande lo so, ma più facile da gestire nella fase successiva (almeno per noi).
Tracciare con una rotella due linee di diametro che si incrociano perpendicolarmente al centro, dividere ulteriormente gli spicchi.. in totale ne avremo otto.
Scaldare l'olio e continuare a preparare i cerchi a spicchi.
Inserire delicatamente nell'olio caldissimo, gli spicchi, rigirarli con una pinza e scolarli su un foglio di carta. salare leggermente.



variante
Si può aggiungere all'impasto un "aroma" o ingrediente in più, nel mio caso ho aggiunto del formaggio gartuggiato ed ho proceduto come sopra: cerchi tagliati in otto spicchi , poi fritti.


* Sempre valida l'indicazione degli alimenti senza glutine che, volendo proporre a celiaci, devono avere caratteristiche specifiche: presenza in prontuario AIC, spiga sbarrata associata al prodotto oppure aver la presenza del claim "senza glutine" apposto sulle confezioni secondo le regolamentazioni della UE.

I nachos si possono mangiare appena fatti, come le patatine fritte, magari immergendole in salse calde piccanti e in creme di formaggi cremosi saporiti oppure disporre in una ciotola, cospargere di formaggi (gruviera, grana, taleggio, emmenthal, ecc) , aggiungere delle rondelle di peperoncini (verdi piccanti o rossi piccanti nostrani) e passare per qualche minuto sotto il grill del forno, per far sciogliere per bene i formaggi e servire il tutto....  è piccante occhio!


Alle pesti ho organizzato uuna veloce ed improvvisata cena stile messicano, aggiungendo ai nachos piccanti con formaggio, quelli al formaggio e spiedini di wurstel (invece delle salsiccie) , con una salsina senza glutine .... la salsa messican style ha il claim senza glutine, favolosamente piccante! Mentre dietro a tutto un buonissimo formaggio simil crescenza home made, anzi, made pestifero ;)

15 ottobre 2013

Merenda Come Una Volta, la Cotognata


Nelle case ferraresi, più lontane dalla città, dove si partiva con la merenda nella scatola di latta per andare a scuola a piedi.. o in bicicletta i più fortunati, le nonne avevano la merenda giusta. Riempiva, nutriva e addolciva gli animi.
Merende che difficilmente ora si trovano, ma sicuramente sono meglio di prodotti preconfezionati carichi di tutto, non che questa non abbia zuccheri, ma la lista degli ingredienti è così corta che sto cercando il modo di infilare in questo post un sacco di scritte, anche magari inutili, pur di riempire un poco la pagina.

Avete presente la Mela Cotogna? Magari girando per le cavdagne di casa vostra le avete pure incontrate, ma, dopo esservi avvicinati, averle viste, tastate ed i più coraggiosi , assaggiate.. le avete gettate....  sono mele strane viste da fuori, immangiabili per me a crudo, per durezza, pelo esterno e sapore.. eppure la Cotogna è da sempre un frutto utilizzato, inconsapevolmente da tutti..  una pectina naturale favolosa da inserire nelle marmellate per addensarle più velocemente... e a dirla tutta, la stessa parola Marmellata deriva dalla Cotogna: Marmelo è il nome che in Lusitania ( circa l'attuale Portogallo) è proprio il nome della Cotogna...un perchè ci sarà...
Alla fine si scopre che il mitico Gladiatore mangiava sicuramente tonnellate di Cotogne, vista la presenza ed utilizzo del frutto già nelle epoche pre romaniche.
Si è vero, a vederle non sono così belle.. sono di forma perica spesso... mentre le ho raccolte con alcune ragazze del gruppo sportivo di Canoa di Ferrara, Giorgia ed Erica, che scopro pure essere la blogger del delizioso Bryce's House, e Maia.. la mitica e vivacissima quattro zampe di Giorgia, ci "arrampichiamo" cercando i frutti più grossi, passano dei ciclisti della zona che continuano a definirle pere brutte e cattive.. eh certo, non sono pere.. ma aver il frutto coperto di pelo, anche fastidioso , non li rende appetibili..ne comodi da degustare al volo....

Ma bisogna farne una buona scorta.. si sentirà poi la meraviglia che ne esce.. su ragazze raccogliamone.. oltretutto il nostro angolino magico di Cotogno non è trattato con nessun anticrittogamico, è allo stato brado, alle intemperie si umide che secche.... insomma per capirci. molte sono sicuramente da eliminare.. ma non poi così tante.
Mantenute in casa, anche se non ancora completamente gialle, possono aiutare l'altra frutta a maturare, se poi stanno in un luogo tiepido, si sentirà per tutta la stanza un dolce profumo limonato, tipico della Cotogna.
Personalmente la adoro!

Cotognata:
2 kg mele cotogne gialle
zucchero semolato ( la quantità dipenderà dal peso delle cotogne pulite)
mezzo limone spremuto + la scorza del mezzo limone


Lavare bene le mele sotto l'acqua corrente, il pelo che le ricopre dovrà essere sparito tutto.
Inserire le mele, senza tagliarle !!!! (non tagliatele sono dure come il marmo.. una fatica immane, a mio avviso pure inutile.. ma l'ho scoperto solo dopo le prime 4 mele cotogne giganti di qualche anno fa)
Bollirle girandole un paio di volte, in abbondante acqua con la scorza di mezzo limone. Quando saranno morbide e scure, diventeranno brunate, prelevare le mele e la scorza e metterle in un piatto, filtrare l'acqua e tenerne un bel bicchiere alto ( 33 cl) a parte. Il resto dell'acqua eliminarla. Non lavare la pentola.
Sbucciare le mele e tagliarle a pezzettoni: saranno morbidissime e il tutto diverrà agevole, e mettere il tutto, pesato, dentro la stessa pentola di bollitura, aggiungere lo stesso peso di zucchero, (per 1 kg di mele pulite, aggiungere circa 1 kg di zucchero).... anche molto meno, in ogni caso mai meno della metà del peso delle mele. Aggiungere il succo del mezzo limone e la scorza che era stata bollita, più tre - quattro cucchiai di acqua di cottura della bollitura, per evitare che la polpa si attacchi alla pentola.
Cuocere sinchè i pezzi di cotogna non si sono ammorbiditi del tutto.. dalla mezza ora in su... con il frullatore ad immersione rendere la polpa una purea e terminare di "asciugare" sul fuoco, sinchè il composto faticherà a staccarsi dal cucchiaio con cui si gira.
Volendo si può saltare questo passaggio, passando con il passa verdure le cotogne bollite, per averle già in purea, basta poi aggiungere lo zucchero e portare a termine. 
Una volta addensato spalmare la purea su di una teglia coperta da carta da forno leggermente oleata o bagnata, creare uno strato liscio e uniforme di purea e lasciare asciugare all'aria (magari al sole) per qualche ora, a volte anche una giornata. scapottare dalla teglia e far asciugare anche l'altro lato. Tagliare poi a cubetti o rettangoli e passarne ogni pezzo in zucchero semolato fine per conservarlo in scatole o barattoli di vetro per evitare si attacchino tra loro, sennò tagliarne pezzettoni da avvolgere in carta trasparente.

Non è più semplice farla che raccontarla?

10 ottobre 2013

Draghetta Dormigliona a sorpresa


Anche quest'anno arriva il temuto (per me ) genetliaco della peste grande.. temuto in versione cucina.. ogni anno mi domanda strani animali, pokèmon, mostriciattoli... insomma di tutto di più, ma guai, e dico guai a tirar fuori una torta di pan di spagna o simile, resterebbe ferma sul vassoio e neppure guardata... la peste grande per il compleanno vuol solo il salame al cioccolato e così.. anche quest'anno il tema scelto.. un Ditto, ovvero un pokèmon dalle fattezze di nuvola...  scelto perchè è semplice, dice la peste...  peccato non sia così comodo rivestire con la pdz una forma simile... 
Per capire che è un Ditto, qui c'è la torta di due anni fa.. quello rosa è il prescelto.
Comunque sia, salame al cioccolato sarà... l'unica cosa è che le farò una sorpresa, un draghetto.. vista la sua smodata passione per i draghi che ha.. non potete immaginare casa... bellissimi si, le immagini, i racconti, ma vi ricordo che la peste grande è femmina , insolita sicuramente come scelta quella dei draghi.. sarà colpa dei miei libri di dragologia sparsi per casa? O le action figure che stanno accanto agli album dei fumettisti? Chissà... 
Il pomeriggio precedente alla festa preparo il salame e dò la forma, e la pdz colorata.


Salame al cioccolato 

250 g biscotti* secchi senza glutine vari 
(per me galbusera senza glutine - piaceri mediterranei con farina di miglio - Hooper DS)
150 gr burro morbido
120 gr zucchero
2 cucchiai pieni di cacao amaro* consentito
1 uovo intero
eventualmente succo di arancia 

avevo dei fiocchi di miglio soffiato da finire, così qualche cucchiaiata è entrata nell'impasto

Le pesti hanno picchiato per bene i sacchetti dei biscotti, per romperli, poi qualcuno è stato ripassato in ciotola, lasciandone alcuni abbastanza grossi.


Preparo una crema morbida con burro, zucchero e cacao, ci aggiungo i biscotti e alla fine l'uovo.
Amalgamo bene tutto.



Dò la forma al personaggio, preparando eventuali pezzi a parte, da "incollare" mentre monto il tutto, e metto in frigo.. con l'uovo si rapprende meglio anche in frigo, non serve il congelatore.


pasta di zucchero (pdz)

30 gr di Acqua
5g di Gelatina* (Fratell Rebecchi)
50g di Miele di acacia o glucosio liquido*
450g di Zucchero a velo* (io uso Ar.Pa)
coloranti in polvere*

Mescolare nella planetaria lo zucchero con la gelatina sciolta in acqua, aggiungere miele o glucosio e colorante prescelto, mescolare e amalgamare bene, mettere in un sacchetto di cellophan ben chiuso non in frigo, ma al fresco. 

Prepararla almeno la sera prima dell'uso, in modo che la pdz riposi e si indurisca un poco.
Se utilizzo coloranti liquidi o in gel di solito tendo ad abbassare la quantità di acqua.

Lavorare il panetto su un piano di lavoro con zucchero a velo* (per me Ar.Pa) e fecola di patate*(per me Ar.Pa)

Infine il montaggio, mentre le ragazze giocano al mattino stendo la pdz rosa e inizoi a coprire la massa di cioccolato. Preparo qualche altro pezzo da attaccare in un secondo tempo (in questo caso l'ho fatto durante il pranzo: avevo preparato un pic nic in giardino per la peste e le sue invitate, così mentre mangiavano e chiacchieravano potevo agilmente muovermi in casa)

Qualche piccolo ritocco con pennello e colori in polvere ( le guance del drago e le ombreggiature sulle scaglie a fiori) e Ta-dan! Sorpresa ;)


Ed ecco la torta, una draghetta che se la dorme alla grande, nonostante la festa.. proprio come la peste grande che ronfa a più non posso :D!!!


7 ottobre 2013

Tian .... Lasagne senza litigi, ovvero Tutti a tavola !


Si è arrivato l'autunno.. finalmente!! 
certo poteva farsi vedere con un attimo di calma, entrare più dolcemente .. invece si è inaugurato con un sole caldissimo il primo giorno.. tanto da far venir voglia a tanti di "buttarsi" in acqua,  ma dopo una settimana.. acqua a volontà e cielo grigio. Eh si, è autunno vero!
Nonostante questo le verdure estive ancora si presentano floride e piene sulle piante.. perchè allora non utilizzarle per qualche cosa di inusuale? Un primo piatto, che è anche un contorno ed un secondo.. insomma giochiamoci un poco e vediamo che esce ?!

Lasagne di verdura..senza pasta 

Ingredienti:
Una grossa melanzana Viola (o bianca)
Una grande zucchina di Albenga
olio EvO
pan grattato* senza glutine (fatto in casa oppure confezionato) o farina di mais* 
Se si vuole si può rinforzare i sapori con un crema morbida, per cui aggiungere: 
latte di riso*
farina di riso*
noce moscata
sale

Preparare la crema,  (solo se la si vuole mettere) ricorda la besciamella ma non lo è, mescolando ad un poco di latte di riso la farina, e aggiungendo piano piano altro latte sino alla consistenza necessaria, aggiungere sale e noce moscata a piacere. 
La quantità è un po' a occhio.. dipende da quanto grande volete fare il piatto.
In una pirofila si stende un poco di olio extra vergine di oliva e, se la si usa,  un cucchiaio di crema preparata precedentemente.
Tagliare a fette non troppo sottili le verdure, come se doveste grigliarle, e poggiare uno strato di melanzane (sempre le melanzane sotto!) sulla base della pirofila, oliare leggermente, aggiungere pochissimo sale e coprire con lo strato di zucchine (personalmente le faccio a rondelle) cercando di chiudere tutta la superficie. un pizzico di sale, un po' di pan grattato e olio (o crema di riso simil besciamella).

Ripartire con le melanzane (oliarle sempre prima di metter le zucchine). Fare così sino a raggiungere quasi il bordo (solitamente 3 strati zucchine e 3 di melanzane).

Coprire l'ultimo strato con olio e pan grattato, oppure crema di riso simil besciamella e pan grattato.
coprire la pirofila con la carta di alluminio e infornare a 180-190° per 45-50 minuti.

Togliere gli ultimi minuti la carta per far dorare la superficie e controllare che la forchetta, o uno stecco da spiedini, entri sino al fondo: se trova troppa resistenza lasciare in forno coperto altri 10 minuti.Volendo si può aggiungere besciamella classica e formaggio, come per le lasagne di pasta.

Sfornare e lasciare intiepidire, tagliare e servire utilizzandolo come piatto scelto, personalmente in varie versioni ha cambiato spesso momento del pasto...  senza besciamella o con una leggera crema di riso (simil besciamella) diventa un ottimo accompagnamento per carne e formaggi, con la besciamella è un primo piatto alternativo, in più può essere gf e veg, con le dovute accortezze! Insomma, un piatto che mette tutti d'accordo :D

*Non dimentichiamoci che ci sono ingredienti "a rischio" per i un senza glutine adatto ai celiaci, le farine e i latti "alternativi" devono riportare il claim "senza Glutine" secondo le direttive UE, essere in prontuario AIC o aver sulle confezioni la spiga sbarrata!