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Merenda Come Una Volta, la Cotognata


Nelle case ferraresi, più lontane dalla città, dove si partiva con la merenda nella scatola di latta per andare a scuola a piedi.. o in bicicletta i più fortunati, le nonne avevano la merenda giusta. Riempiva, nutriva e addolciva gli animi.
Merende che difficilmente ora si trovano, ma sicuramente sono meglio di prodotti preconfezionati carichi di tutto, non che questa non abbia zuccheri, ma la lista degli ingredienti è così corta che sto cercando il modo di infilare in questo post un sacco di scritte, anche magari inutili, pur di riempire un poco la pagina.

Avete presente la Mela Cotogna? Magari girando per le cavdagne di casa vostra le avete pure incontrate, ma, dopo esservi avvicinati, averle viste, tastate ed i più coraggiosi , assaggiate.. le avete gettate....  sono mele strane viste da fuori, immangiabili per me a crudo, per durezza, pelo esterno e sapore.. eppure la Cotogna è da sempre un frutto utilizzato, inconsapevolmente da tutti..  una pectina naturale favolosa da inserire nelle marmellate per addensarle più velocemente... e a dirla tutta, la stessa parola Marmellata deriva dalla Cotogna: Marmelo è il nome che in Lusitania ( circa l'attuale Portogallo) è proprio il nome della Cotogna...un perchè ci sarà...
Alla fine si scopre che il mitico Gladiatore mangiava sicuramente tonnellate di Cotogne, vista la presenza ed utilizzo del frutto già nelle epoche pre romaniche.
Si è vero, a vederle non sono così belle.. sono di forma perica spesso... mentre le ho raccolte con alcune ragazze del gruppo sportivo di Canoa di Ferrara, Giorgia ed Erica, che scopro pure essere la blogger del delizioso Bryce's House, e Maia.. la mitica e vivacissima quattro zampe di Giorgia, ci "arrampichiamo" cercando i frutti più grossi, passano dei ciclisti della zona che continuano a definirle pere brutte e cattive.. eh certo, non sono pere.. ma aver il frutto coperto di pelo, anche fastidioso , non li rende appetibili..ne comodi da degustare al volo....

Ma bisogna farne una buona scorta.. si sentirà poi la meraviglia che ne esce.. su ragazze raccogliamone.. oltretutto il nostro angolino magico di Cotogno non è trattato con nessun anticrittogamico, è allo stato brado, alle intemperie si umide che secche.... insomma per capirci. molte sono sicuramente da eliminare.. ma non poi così tante.
Mantenute in casa, anche se non ancora completamente gialle, possono aiutare l'altra frutta a maturare, se poi stanno in un luogo tiepido, si sentirà per tutta la stanza un dolce profumo limonato, tipico della Cotogna.
Personalmente la adoro!

Cotognata:
2 kg mele cotogne gialle
zucchero semolato ( la quantità dipenderà dal peso delle cotogne pulite)
mezzo limone spremuto + la scorza del mezzo limone


Lavare bene le mele sotto l'acqua corrente, il pelo che le ricopre dovrà essere sparito tutto.
Inserire le mele, senza tagliarle !!!! (non tagliatele sono dure come il marmo.. una fatica immane, a mio avviso pure inutile.. ma l'ho scoperto solo dopo le prime 4 mele cotogne giganti di qualche anno fa)
Bollirle girandole un paio di volte, in abbondante acqua con la scorza di mezzo limone. Quando saranno morbide e scure, diventeranno brunate, prelevare le mele e la scorza e metterle in un piatto, filtrare l'acqua e tenerne un bel bicchiere alto ( 33 cl) a parte. Il resto dell'acqua eliminarla. Non lavare la pentola.
Sbucciare le mele e tagliarle a pezzettoni: saranno morbidissime e il tutto diverrà agevole, e mettere il tutto, pesato, dentro la stessa pentola di bollitura, aggiungere lo stesso peso di zucchero, (per 1 kg di mele pulite, aggiungere circa 1 kg di zucchero).... anche molto meno, in ogni caso mai meno della metà del peso delle mele. Aggiungere il succo del mezzo limone e la scorza che era stata bollita, più tre - quattro cucchiai di acqua di cottura della bollitura, per evitare che la polpa si attacchi alla pentola.
Cuocere sinchè i pezzi di cotogna non si sono ammorbiditi del tutto.. dalla mezza ora in su... con il frullatore ad immersione rendere la polpa una purea e terminare di "asciugare" sul fuoco, sinchè il composto faticherà a staccarsi dal cucchiaio con cui si gira.
Volendo si può saltare questo passaggio, passando con il passa verdure le cotogne bollite, per averle già in purea, basta poi aggiungere lo zucchero e portare a termine. 
Una volta addensato spalmare la purea su di una teglia coperta da carta da forno leggermente oleata o bagnata, creare uno strato liscio e uniforme di purea e lasciare asciugare all'aria (magari al sole) per qualche ora, a volte anche una giornata. scapottare dalla teglia e far asciugare anche l'altro lato. Tagliare poi a cubetti o rettangoli e passarne ogni pezzo in zucchero semolato fine per conservarlo in scatole o barattoli di vetro per evitare si attacchino tra loro, sennò tagliarne pezzettoni da avvolgere in carta trasparente.

Non è più semplice farla che raccontarla?

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