presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

27 aprile 2013

Un progetto speciale... passo 2



Riflettuto in questi giorni? Certo a scuola ho lasciato molto meno tempo..ma tra una chiacchiera ed un'altra...  informazioni, scambi di idee, dubbi.. ci sono stati alcuni assaggi di preparazioni pronte e fatte in casa (essendo un'incontro al di fuori della scuola e senza bambini il coordinatore scolastico mi ha lasciato l'opportunità di gestire l'incontro come volevo, anche portando preparazioni casalinghe).
Per fare colpo sui genitori e insegnanti ho portato le mitiche girandole di mozzarella di Vale, la focaccia rustica ripiena di Kodachi,  (con l'ormai mix di farine che uso io con questa), i biscotti di Frolla montata diCrostatamia, biscotti di pasta frolla di Felix e Cappera e qualcos'altro..annaffiato con acqua, thè e succhi di frutta, senza glutine ovviamente e ben segnato sopra... il vino non era permesso ;) ma con le ricette linkate sopra si va alla grande!
Anche parlare del regolamento scolastico sulla mensa interna e cucina è stato utile per comprendere le difficoltà con la dieta senza glutine, soprattutto nelle occasioni “speciali”... perché spesso ci si impunta sul non poter portare certi alimenti … la celiachia è solo una delle tante patologie, ci aggiungiamo allergie, intolleranze, diabete.... insomma tutta una normalità per chi le vive, un mondo che non esiste per chi non ha nessun conoscente.. o non sa di avere un conoscente con questi problemi. (spesso non si sa...davvero!)

Nasce così, assieme a questo incontro, l'idea di concludere l'anno scolastico con una “festa speciale”. Questa sarà la festa che concluderà il viaggio dei ragazzi nella scuola materna, per passare alle scuole dell'obbligo, serve una conclusione di passaggio con un certo valore affettivo e simbolico, che li aiuti a “crescere” anche interiormente...e magari crescendo loro potranno portare a casa esperienze da assimilare assieme ai genitori... a noi serve una festa “diversa” … “una certa idea di festa!” ed è proprio così che la racconteremo a chi non è intervenuto a questo incontro...
Iniziamo da subito a buttare qualche idea e metterla nero su bianco, la presenza della cuoca e del coordinatore sono un grandissimo aiuto poiché sanno e possono gestire e quali sono le risorse della scuola.

Da qui il passo è breve: la ditta di catering (C.I.R al momento) che porta le derrate alle scuole nostrane e gestisce le cucine interne, grazie ad accordi tra la nutrizionista della ditta, direzione della stessa, coordinamento scolastico e direzione del Comune, procurerà Yogurt, frutta, succhi ..biscotti senza glutine, tutto come da regolamento interno... per un discreto numero di persone. Pizzette e qualche torta..sempre gluten free.
Qui mi sono inserita io, che non trovando corretta l'idea delle preparazioni “salate” della ditta di catering adeguate a questo tipo di esperienza, mi son proposta per preparare personalmente pizzette e focacce.
Avuto il permesso manca solo il coinvolgimento dei genitori nella preparazione (ovvero recupero e donazione, spendere qualche minuto del loro tempo per scegliere biscotti o patatine..) come ogni anno...ma non essendo tutti avvezzi al gluten free o non sapendo come muoversi l'idea di domandare di portare qualche cosa che poi non si sarebbe potuto mettere sui tavoli della merenda diventava brutta... così ci è sembrata più corretta l'idea di domandare un piccolo contributo volontario, non obbligatorio, ai genitori... 2 euro a famiglia per fare la spesa e preparare un semplice buffet senza glutine. Una raccolta che avrei fatto personalmente, senza coinvolgere le educatrici.circa 23 famiglie.


Tutte le idee a tavolino ben piazzate, sembra sia tutto a posto.
Il coordinatore ha preparato un piccolo foglio illustrativo riguardante la festa, da distribuire a casa, le insegnanti all'interno della sezione prepareranno i loro racconti ed attività coinvolgendo i bambini in situazioni di accoglienza, di curiosità e normalità nel vedere e trovare le caratteristiche “diverse” dei loro compagni. Diverse, vero,  ma tutti assieme con gioia.

Tra Aprile e Maggio viene distribuito l'invito alla festa di fine anno. Qui sotto il testo scritto dalle insegnanti e dal coordinatore della scuola:


Una certa idea di festa

In una scuola tutto è educativo.

In una scuola, oltre alle attività strutturate, c'è tempo per giocare, stare assieme, ridere, ballare, filosofeggiare, discutere, mangiare, dormire, persino fare la pipì!

E tutto, ma proprio tutto, è educativo.



A scuola si fa anche festa.

E, naturalmente, fare festa è un momento educativo.





Per questo, noi insegnanti e alcuni genitori abbiamo cominciato a riflettere: come deve essere una festa? E' proprio necessario che ci sia tanto da mangiare e da bere? Cosa ci può far scoprire una festa?

Le idee che ci son venute riflettendo su queste domande hanno fatto sì che  la festa di fine a.s. 2011/12 della sezione Michelino avrà due idee di fondo.



Sono idee per noi moltoimportanti:



Sobrietà

I tempi che attraversando ci chiedono di riscoprire una certa sobrietà.

Fare festa, mangiare, bere... senza eccessi.
Giocare, parlare, ridere, chiacchierare, invece... senza freni nè limiti.
Il giorno della festa ci impegneremo a divertirci nella sobrietà.
Sguardo a 360°
Una festa può essere l'occasione per imparare.
Imparare, in primo luogo, a scoprire le particolarità di chi mi stà accanto.
Una particolarità che non è raro incontrare è il fatto che certe persone hanno una caratteristica del sistema digestivo che rende loro impossibile assumere una sostanza che si chiama "glutine". Come possiamo, dunque, "imparare" qualcosa di questa condizione?

Semplice: il giorno della festa mangeremo tutti "senza glutine". 


Magari non è proprio perfetto.. alcune cose si potevano cambiare... mi aspettavo molto meno..forse più “tecnico” invece collegandolo alla situazione di cambiamento del modo di porsi delle scuole, delle famiglie che si trovano in questo difficile momento, e poi al “diverso” modo di mangiare.. in particolare questa volta, alla celiachia.
Ho così iniziato la raccolta e in pochissimi giorni molti genitori hanno partecipato, credo quasi tutti (non ho contato le quote..doveva essere “anonimo” e volontario).. anche le educatrici delle due sezioni “non uscenti” e che quindi non partecipano alla festa finale con i bimbi ( questo per via delle regole di sicurezza... s'è deciso di salutare con festeggiamenti finali con i genitori solo i bambini che vanno alle elementari..poi a scuola, tra loro, organizzano altre giornate di saluto). In breve alla abbiamo raccolto una settantina di euro. Si è brutto mettersi a fare numeri.. non mi piace molto, ma credo sia indispensabile in questo post, per capire che non è impossibile poter creare senza troppe spese e passando al supermercato, un piccolo buffet gf.

Da parte mia mentre si informavano i genitori dei festeggiamenti e varie, ho tenuto sotto controllo, non era difficile: la spesa la devo comunque fare, le offerte dei supermercati, oltre ai prezzi ...cercando quale dei diversi supermercati in città fosse quello adatto alle nostre esigenze con diversi prodotti senza glutine. La mia scelta è caduta su Coop, più per comodità e per esigenze di sicurezza mia ..poi spiego il motivo...(*)

5 conf Pane a fette DS 
3 conf biscotti Hoopper DS
2 conf marmellata coop Viviverde bio pesca – albicocca da spalmare sulle fette di pane
3 conf Grissini DS
2 conf Craker Pandea a forma di foglia
Prosciutto crudo nostrano 3 hg avvolto nei grissini
Succhi di frutta Yoga 10 lt
Succhi arancia Coop 5 lt
2 conf biscotti al cocco Le Veneziane





La parte più complicata è stato fare i conti per non uscire dal budget per cui ho controllato bene le offerte...  per farla breve sono andata a fare la spesa nel momento in cui sapevo ci sarebbero stati a prezzi per noi ottimi quel che a noi serviva.

Con la frutta-yogurt e torte che il catering doveva fare le pizzette, focacce biscotti fatti da me ci stavamo alla grande! Dal canto mio avevo pensato se fosse stato poco il tutto) di usare un buono per acquistare nel negozio specializzato in senza glutine, qualche chicca particolare ( craker, biscotti alla marmellata, taralli, magari un paio di torte semplici..)

Ma l'idea era di un buffet semplice per una settantina di persone ... non doveva avere un risalto importante, non doveva essere una merenda (quella i ragazzi la facevano nel pomeriggio), non doveva coprire la cena serale..ma solo un momento di pausa tra giochi, balli e storie.


Tutto sarebbe stato a posto se non fosse arrivato per noi l'impensabile: la mattina del 20 maggio 2012... la prima delle scosse del sisma che ha colpito l'Emilia lo scorso anno.


Questo ha modificato tutto... tanto.


Dapprima la scuola.. e l'impossibilità di utilizzarla appieno..solo le mattinate.. causa lesioni, per cui la festa del pomeriggio ..poco meno di un mese dopo, era in “forse”, anche il catering tira i remi in barca poiché la chiusura di tante scuole arriva a bloccare le entrate alla ditta che non può più (o non vuole) fornire quanto accordato causa mancanza fondi. 
Ci si è messa la seconda scossa, del 29 Maggio, che ha definitivamente dato il blocco ai pomeriggi... e la conseguente rinuncia al resto dell'approvvigionamento promesso dal catering..saltano frutta, succhi e yogurt..

 E ora?
Rinunciare? Giammai!!! Io non rinuncio mai ;)

step due, chiudo..per ora.



(*)Nota: la spesa presso Coop poichè (oltre alle offerte validissime di quei giorni e la possibilità dell'eventuale spesa aggiungendo il buono) era uno dei pochi supermercati che ha chiuso durante la settimana delle scosse per mettere in sicurezza lo stabile.. mentre altri hanno continuato imperterriti e non mi ha fatto piacere. Inoltre ci sono molte più uscite di sicurezza facili da raggiungere.. e non mi facevano certo male.. visto che la peste grande era abbastanza spaventata dai "suoni" continui di mamma Terra.










24 aprile 2013

Un Progetto Speciale... Posso venire anche io? - step uno -

Promo, perchè nasce un progetto...


Perchè è nato questo progetto? Gli innumerevoli e superabili problemi che ho potuto riscontrare a scuola, ma anche fuori, sia come genitore di un bambino celiaco che come educatore mi han dato modo di riflettere..ma soprattutto la spinta per agire.
Il susseguirsi del personale ha portato a vuoti formativi, a noncuranze in alcuni casi e c'è veramente tutt'ora un po' ovunque, la necessità di mettersi in gioco e far capire tutti i punti di vista della "banale" celiachia.
Dopo l'ennesimo problema di scambi di alimenti e conseguenti problematiche, ho sentito la necessità di impuntarmi seriamente comunicando le mie sensazioni direttamente al coordinatore della scuola che già si stava mantenendo informato sulle evoluzioni della situazione viste le precedenti situazioni.

Da qui con lui è nata subito l'idea di portare la celiachia all'interno della scuola, da una visione meno educativa e formale come i corsi, ma con una giornata di colloqui, aprendo le porte della scuola e mettendo a disposizione della Aic la struttura per incontrare gli educatori ed i genitori.


“Posso venire anche Io?” nasce da questo. 

Rivolgendo le parole alle mamme ed ai papà dei compagni di scuola dei bimbi celiaci i quali non sempre ricordano che una torta di compleanno, una festa.. una qualsiasi cosa portata a scuola, esclude sempre alcuni compagni. Nel nostro caso la presenza di una sola celiaca su 75 bambini rende veramente difficile ricordarlo. Ma non soltanto i genitori: anche gli insegnanti dimenticano troppo spesso che l'ostinarsi a progettare lavori, uscite, feste all'interno della scuola (anche se solo rivolte ai bambini) esclude quasi sempre alcuni piccoli e ci si deve pensare per tempo...soprattutto se sono già anni che si hanno in sezione.
Così un pomeriggio attorno ai tavoli della sezione, volutamente avvicinati per poter parlare senza spostarsi, invitati da un poster appeso a scuola e completato anche da spighe sbarrate, e bambini festanti pieni di palloncini e panini , tutto colorato dalle mie pesti, si sono presentati alcuni genitori (non era un incontro obbligatorio), la cuoca della scuola, il coordinatore stesso, le insegnanti e le operatrici scolastiche.
Invitando gli intervenuti a prendere dal tavolo quel che preferivano..tra bevande, snack e materiali informativi, abbiamo iniziato a parlare, senza fretta o fronzoli, ho cercato di spiegare cosa è la celiachia a livello “medico”, portando il nostro iter di diagnosi come esempio, ampliando a diverse esperienze di altre persone che conosco. Genetica, villi, biopsie... e tanti altri elementi che si potevano visibilmente vedere, una delle insegnanti ricordava benissimo tutto l'evolversi essendo già all'interno della scuola con l'altra bimba. Da qui ad arrivare alla lista degli alimenti si e a quelli no il passo è breve. Parlando di alimenti ecc, con prontuario e liste alla mano, si è iniziato a vedere una curiosità da parte dei presenti riguardo la vita dei celiaci..e qui finalmente ho potuto cominciare a far vedere come si differenzia la giornata a seconda delle situazioni in cui si è coinvolti, ma dal punto di vista di un bambino (la mia esperienza è in questa età).

Come affronta una giornata a scuola, per ora abbastanza sicura vista la presenza degli educatori che controllano ed i momenti dei pasti ben definiti e controllati con preparazioni ad 'hoc e formazioni speciali del personale delle cucine, la tranquillità della casa ed i momenti di uscite... ristoranti, compleanni, feste patronali...


Il Panettone a Natale, le “frappe” o “crostoli” a carnevale possono sembrare banalità, sono una banalità, eppure trovarsi in compagnia dove tutti mangiano si sporcano di zucchero, assaggiano qualche cosa di nuovo.. per un bambino non sempre è facile da digerire, soprattutto se a lui toccano le solite pastine confezionate mono gusto.

Essere ad una festa, come il carnevale, dove dolci, patatine e caramelle vengono lanciate, ma non poterne mangiare una... è una certa sofferenza. La peste piccola di solito non lo fa vedere..non subito...e devo dire che i bimbi celiaci che ho incontrato sono veramente bravi in questo: non si mettono a piangere o urlare perchè non possono averne, semplicemente consegnano ad altri le loro raccolte. 
 E a noi genitori non resta che guardarli e tirar fuori dalla borsa della merenda qualche novità mangereccia... ma sempre dalla “magica” borsa che ogni genitore di un celiaco (ma penso che lo si faccia per tutti i bimbi allergici o con altre intolleranze) si porta appresso..con tutto: dal pane alle caramelle..perchè non sappiamo mai che può capitare... 
 Personalmente la porto anche durante i compleanni di amici, perchè veramente nessuno sino a pochi
 mesi fa (tranne pochissimi che conto su metà di una mano) ricorda di mettere della semplice frutta....

Insomma, ho fatto “vivere” le nostre giornate tipiche.. passando per casa dove tutto è semplicemente normale e accessibile, sino alle uscite..da amici..feste..ristoranti. Un quadretto che in molti ha lasciato perplessi, non “pensavano” o immaginavano fosse così il mondo senza glutine, come potesse viverlo un bambino.... e le famiglie che si trovano in questo tipo di situazioni... 

Tra le varie situazioni il cambio di atteggiamento della mia bimba, diagnosticata presto, poco più di 15 mesi...  dal “non sembra importare nulla ed essere in fondo orgogliosa della sua dieta speciale con biscottini che gli altri le invidiano” al “Mamma.. oggi non voglio andare a scuola...si fa nulla di bello, giorno di casa dai!” ( a cinque anni)... sempre nelle giornate dei festeggiamenti dei compleanni dei suoi compagni di sezione.(ma questo lo scoprivo il giorno successivo..alla fine mi sono fatta dare le date dei compleanni..e coincidevano con la volontà di stare a casa).
Parole anche come volontario della AIC (sono volontario attivo, portare la nostra associazione in una situazione scolastica così interessante mi pareva corretto) , così con il permesso del Consigliere Provinciale ho portato materiale informativo vario, la rivista Celiachia Notizie, vademecum e prontuario.. di quest'ultimo ho pure insegnato l'uso ...per i “non addetti ai lavori” è stata una scoperta (!) oltre che un po' uno shock... Fortunatamente l'uso del claim che hanno potuto vedere su varie confezioni che ho portato (ma che ho tirato fuori solo in un secondo tempo..per far vivere le difficoltà di anni fa.. e l'evoluzione delle leggi sulle etichettature) ha fatto comprendere loro che in fondo non è impossibile fare la spesa, inoltre di cibi gluten free ce ne sono davvero tanti... senza complicare troppo la vita.. semplici, naturali come frutta e verdura, carne..insomma, se si vuole si può fare. Se ci si pensa e si ha la volontà la risposta al "posso venire anche io?" è un semplice "si!"


......Qui un poco di riflessione ci stà.....

Step 1, fine.





23 aprile 2013

Non E' La Solita Polenta


Proprio vero: non è la solita polenta questa! Perchè? Semplice: non è polenta! O meglio non lo è come si pensa.
Meglio sapere subito che è vero? O più carino è fare un quiz?  Si sì, sempre salato..lo so sembra un budino , è vero..ma non lo è..anche se il colore vagamente ricorda i  sugàl di Ferrara ( mosto cotto di uva addensato con farina). Questa è polenta di  riso, ma non un riso qualunque, riso Venere, da qui questo insolito colore tendente al violaceo.


Polenta di Riso Venere

Ingredienti:
150 g farina riso Venere nero
500 g di acqua
sale un cucchiaio di olio EVO

Procedimento:
Come insegna Felix tutto nella mdp con il programma marmellata, da spegnersi però almeno 20 minuti prima: la farina id riso assorbe tanto liquido... questa non è da meno.. sennò avremmo un mattoncino nero , buono comunque, magari tagliato a fette ed abbrustolito sulla gratella.



Per chi ama il Riso Venere questa potrebbe essere una soluzione alternativa per utilizzarlo, anche per fare dei gnocchi di riso alla romana, delle polpette..
soltanto il colore potrebbe far tirarre in poco in dietro, ma appena assaporato il tutto, il profumo intenso e il sapore che si sprigiona in bocca è eccezionale.
Ogni volta che utilizzo il riso Venere in ogni sua forma, non posso non pensare al perchè gli antichi imperatori della Città Proibita non lasciavano questo riso al popolo ma soltanto gli dei potevano utilizzarlo, dei o il loro rappresentante in terra: l'imperatore stesso.
Un sapore unico e deciso.
Sicuramente da abbinare a piatti con altrettanti sapori unici, ma delicati.. noi infatti l'abbiamo messo a contorno di una ricotta freschissima fatta dal pestifero grande, soda come una volta, e ad una caciotta ..sempre casalinga.
Ma ci stan bene anche gamberetti saltati con le cipolle, polpettine delicate con una salsina di pomodoro...  verdure... insomma è da provare!

22 aprile 2013

Un progetto speciale - promo -



Un' avventura iniziata quattro anni ( un poco di più vista la mia velocità da bradipo nello scrivere nero su bianco tutto quanto) e finalmente portata a termine.
Inizia tutto con la diagnosi di celiachia della peste piccola, poi dopo un anno di vita senza glutine con un full immersion totale (mai completo) dove ho cercato di imparare di tutto e di più, cucina, questioni mediche, comportamenti a casa, psicologia, alimenti alternativi a quelli contenenti glutine., regolamentazioni europee, comunali a tutela dei celiaci, regole della ristorazione collettiva, metodi controllo asl...di tutto di più.. ho raggiunto una sola conclusione: ignoranza pura e semplice.
Si non soltanto la mia, quante cose non sapevo, e non parlo solo di cucinare... ignoravo moltissimo quanto non si sapesse in ambiti importanti...

Una delle cose che più mi colpì anni fa, fù il totale vuoto degli educatori nella mia città, quei pochi che già avevano sentito parlare di celiachia anni prima o erano in pensione oppure ne avevano masticato vecchie conoscenze grazie a corsi di AIC.. ma troppo lontani nel tempo, cosa che ha permesso di creare un vuoto tra le varie generazioni di insegnanti..lacune che tendono a non poter portare con la solita tranquillità i piccoli celiaci a scuola.

Ci crediate o no, ancora qualcuno prova a domandare cosa fare..se far pranzare i piccoli in separata sede (leggasi tavolino a parte), con cosa giocare... toccare. Non certo piccolezze, anche perchè da una scuola io mi aspetto che formi anche psicologicamente, non caratterialmente, i bambini.
Questo troppo spesso non avviene, così come manca la seria risposta delle autorità competenti quando si tratta di regolamenti pediatrici...ancora si continua a festeggiare compleanni portando nelle scuole torte e dolci (confezionati o da laboratori autorizzati) ma dimenticando che sicuramente qualcuno quel giorno, non potrà unirsi al festeggiamento mangereccio; non certo solo il celiaco, esistono anche allergie all'uovo, nocciole..o intolleranze serie ai latticini...ma non solamente queste.
Qui a mio avviso la scuola deve entrare in campo e far comprendere la possibilità di festeggiare in maniera alternativa per evitare di avere l'escluso, il diverso..sempre quello... come si può formare un bambino così? Lo si prepara ad osservare a 180° se va bene, invece è lo sguardo a 360° che si deve far funzionare. E qui entra in gioco la mia caparbietà, insistenza, testa dura di mamma rompiscatole.


Ma partiamo con ordine.
La mia storia lavorativa in varie scuole della città mi ha permesso d'imparare tanto grazie a persone competenti e aperte, tecniche, metodologie...e riguardo problematiche fisiche e mentali. Da sempre, ma probabilmente per via del mio carattere, quando mi si poneva una domanda prima di rispondere cercavo di documentarmi il più possibile, poi commentavo, lo stesso avvenne diversi anni fa, prime esperienze di lavoro in provincia:dovevo sostituire per diverso tempo un'educatrice e in quella sezione proprio un bambino affetto dalla “strana” malattia celiaca. Le collaboratrici e l'altra insegnante della sezione appena misi piede in aula mi dissero della presenza del bambino, cosa fare (qui ora ci stenderei un velo) molto pesante, dove trovare il necessario per la merenda, ecc.. diciamo che da quel che mi dissero io rimasi traumatizzata, terrorizzata. Passai la serata e la notte a cercare sull'enciclopedia medica e internet la parola celiachia, morbo celiaco ecc per capire di cosa si parlava..e qui mi rilassai, ma non perchè era una banalità la celiachia, solo sapevo come e a cosa veramente dover far attenzione, come muovermi e perchè (le motivazioni spesso tengono ancora più vigili), la mia sostituzione terminò, come solito, ma con un bagaglio culturale in più. Poi non ebbi più occasioni di incrociare bambini celiaci, ma affetti da altre patologie, sino alla possibile diagnosi di mia figlia..del quale forse non mi sorpresi più di tanto..ricordavo i sintomi quando avevo fatto la ricerca anni prima..e già mi era balenata in mente la stessa cosa... ma lì mi ri-documentai di nuovo, aggiungendo ora pure la cucina senza glutine, meno complessa in alcune cose, molto più in altre.
Quando mi ritrovai ad affrontare le educatrici a scuola ecco la doccia fredda..nessuno, dico nessuno sapeva di quel che parlavo se non per sentito dire. Quel che più mi sconvolse fu la mancata documentazione avuta dall'amministrazione, ovvero nessuno aveva pensato di creare qualche ora ad 'hoc per spiegare che fatta roba era.. magari qualche educatrice si portava appresso nozioni datate o acchiappate dalla rete con sicure cure da poter passarci...non parliamo poi di alcuni incroci... uno in particolare mi irritò moltissimo nelle azioni. 

Oltre a poggiare i pacchi di biscotti aperti di mia figlia senza protezione sopra le mensole dove vi stavano visibilmente centinaia di briciole di pane, (pacchi che sarebbero poi stati messi nelle scatole personali senza glutine..ma con un bel bagaglio “bricioloso” appresso) quando le domandai se voleva spiegazioni sul comportamento da mantenere con un celiaco, le domanda sulla sua esperienza con i celiaci rispose con una semplice: “nessuna”! Sembrava pure scocciata..magari perchè l'avevo ripresa per la questione dei biscotti, visto che mi pareva non conoscesse bene le procedure dei rischi di contaminazione (ma neppure il protocollo HACCP della scuola).. domandandole se voleva informazioni da parte mia.. lei “no grazie sono tranquilla!” Li non ci ho più visto e veramente alterata le ho seccamente risposto ”Io ero terrorizzata e sapevo cose era la celiachia..te non sai di che si parla e sei tranquilla?! Certo infatti vedo benissimo il pessimo metodo che usi!” 

Mi convinsi che dovevo assolutamente fare qualche cosa ed inizia a scrivere lettere e lettere alla amministrazione locale, alle sfere della regione Emilia Romagna, ai dirigenti Italiani al colle,passando per il ministero dell'Istruzione, all'epoca presieduto dalla Gelmini... insomma mandai ben otto pagine di relazione su cosa e perchè scrivevo, su come si poteva portare migliorie e simili... Temo che quella lettera sia rimasta negli annali (magari terrorizzati da una possibile nuova lettera sempre a mio nome) delle amministrazioni vista la reazione avuta da alcuni enti nostrani.
Alla fine dell'anno scolastico, nell'estate a cavallo tra Asilo Nido e Scuola d'Infanzia ho potuto sostenere le mie tesi sulla necessità dell'aggiornamento delle scuole davanti al Presidente dell'istituzione scolastica di Ferrara. Questo un primo passo... Sinceramente non so se può essere servito anche il mio intervento ma nell'anno successivo ho potuto veder affrontato nei nei corsi di aggiornamento obbligatori per le insegnanti approfondimenti riguardanti alimentazioni e celiachia. Piano piano ampliato e completato anche dagli interventi per le commissioni mensa scolastiche, dove alcuni educatori, insegnanti, genitori, operatori mensa e cuochi possono interagire e confrontarsi, oltre a segnalare eventuali problematiche riguardanti le varie questioni dei pasti (dalla preparazione al consumo). Quest'anno (2012) inoltre anche un incontro solo sulla celiachia, con la presenza di un volontario dell'Associazione Italiana Celiachia che ha presentato questa intolleranza alimentare, supportato da una nutrizionista AIC, … garantendo una conoscenza più mirata verso alimenti e problematiche extra alimentari: la vita fuori casa.
Da parte mia nella Scuola d'Infanzia frequentata da mia figlia ho potuto avviare un progetto piccolo ma nel contempo molto importante: far conoscere ai bambini ma soprattutto agli adulti che ruotano attorno alla scuola, operatori e genitori, cose è veramente la celiachia e come viene vissuta.(almeno nella nostra piccola esperienza).

Come volontario Aic, educatore di scuola d'Infanzia ma soprattutto genitore, ho dato la mia disponibilità in accordo con il consigliere di Ferrara, nel portare avanti un progetto diviso in più fasi, sviluppate nell'arco di circa tre mesi(un incontro a mese):
  • prima di tutto un incontro con coordinatore scolastico della scuola, per poter programmare ed autorizzare il percorso all' intervento all'interno della struttura scolastica Comunale
  • Un incontro informale “posso venire anche Io?” dove un volontario  Aic ha spiegato a grandi linee la celiachia e quel che la contorna..tra le quali anche la associazione italiana celiachia, incontro aperto a tutti i genitori in primo luogo, alle figure della scuola, al personale della cucina, chiacchierando attorno ad un tavolo con depilant e assaggi senza glutine
  • “Una certa idea di festa” completa questo percorso (esterno) senza glutine assieme al percorso scolastico, nella festa di fine anno dei bambini della scuola, genitori e parenti , in più la presenza di un banchetto AIC, giochi, balli e un assaggio a buffet solo senza glutine.



    Credo sia giusto capire prima i motivi che m'hanno spinta a elaborare un piccolo percorso con la scuola, ma per fare questo è necessario un poco conoscere la nostra esperienza. Spero di non essere stata troppo noiosa.
    Chi vuole proseguire..qui .."posso venire anche io?"



19 aprile 2013

Carote Vichy



Un'idea presa dall'ultima cena presso la scuola alberghiera di Ferrara, dopo una cena gluten free.
I ragazzi si sono espressi anche quest'anno in preparazioni esclusivamente senza glutine.. tra le verdure queste carote veramente buone e veloci.
A dire il vero io penso siano veloci..perchè non le hanno per nulla spiegate.. ma assaggiandole ho potuto immaginarne la preparazione..e spero di non aver commesso errori.
Potrei dire che sono molto "a modo mio" .

Carote Vichy

Ingredienti:

Carote fresche belle grandi tagliate a stecche di circa mezzo cm. 
Per rendere la preparazione più "bella" si possono usare baby carotine intere
Panna vegetale o di soia (senza glutine, con il claim sulle confezioni o seguendo il prontuario AIC)
Prezzemolo fresco sminuzzato (o secco)
sale, pepe
Non ho messo le quantità, dipende da quanto ci piacciono condite.. per noi di solito faccio almeno 200 gr di carote da pulire con tre cucchiai di panna

Come ho proceduto io

Pulito le carote, spuntate e pelate, tagliate a stecchini e buttate in acqua bollente salata sinchè sono diventate morbide ma non si disfacevano. Al dente devono ancora essere sode.
Le ho scolate e messe in una padella dove ho sciolto un poco di panna con un po' di sale e pepe, ho saltato le carote aggiungendo il prezzemolo.
La panna acquisterà un bel colore ambrato. 
Se vogliamo dare un tocco di speziato in più si possono aggiungere alla panna una spolverata di curcuma oppure dello zafferano. In questo caso il risultato sarà di un giallo intenso.
Volendo..ma proprio volendo... la panna ammorbidita con fiocchetti di margarina o burro..


Buone tiepide non bollenti ma anche fresche.
Delicate e versatili..a noi piacciono un sacco, le pesti si litigano il piatto di solito ..per questo ho iniziato a fare le ciotole porzionate... sennò qui è guerra perenne!

15 aprile 2013

Rifatte Senza Glutine... Sfincione Palermitano


Puf puf Puff... arrivo arrivo.... mannaggia persa come ero a mangiarmelo..stavo dimenticando di fare foto e postarlo!! Ma , forse..ce la faccio :D
Appuntamento mensile de le  "Rifatte Senza Glutine", da Venezia giù giù attraversando due mari e approdiamo sulla calda Sicilia, a Palermo, per incontrare Stefania di Cardamomo & Co.
Non ci ha invitato a mani vuote, nonò.. da lei si gusta lo strepitoso Sfincione Palermitano.. tutto con farine naturalmente prive di glutine. Che aspettiamo?


Ingredienti: amido di mais, farina di riso sottile, burro, latte, sale, olio EVO, lievito.. pomodori, acciughe, pecorino.. pangrattato (io l'ho scordato!!!)  ma ho aggiunto pomodorini secchi appena arrivati dal caldo sole.
Solo controllare gli alimenti: farine e amidi senza glutine, come da prontuario AIC o che recano il claim "senza glutine" sulle confezioni. Da parte mia, Maizena Unilever e Farina di Riso finissima Nutrifree.
Procedimento e tempi come da Stefania.
L'unica cosa.. io ho fatto entrambe le volte mezza dose.. essendo abbastanza preoccupata per il sapore forte  che già sapevo sarebbe uscito (vecchi ricordi e tanti viaggi di papà che portavano quà tra le nebbie, tanti sapori del Sud) .. e come ben so non sempre siamo abituati ad apprezzare  gusti così decisi.
Inoltre l'idea dell'uso di farine così particolari, senza addensanti e varie... temevo di fare spatasci , non certo perchè non ero convinta della ricetta...anzi! Il problema ero io..e capita a volte di star antipatica all'amido di mais.. non so perchè.
Ma invece...errore mio...è terminato subito!!! Ance la seconda volta. Ottimo direi.
Al primo giro ho praticamente dimenticato il pan grattato e acciughe... ma ho rimediato tosto con pomodori secchi a pezzettini...le foto si riferiscono a quello. Ma la volta successiva non è mancato nulla!


Le foto sono pessime ma la sera e le lampade di fortuna gialline danno questo risultato sigh :(

Abbiamo scoperto che ci piace però più... tostato, mi spiego: essendo un mix di naturalmente prive di glutine non c'è quel colore che prendono le preparazioni normalmente (con le dietoterapeutiche o con gli addensanti) e si rischia di eccedere con la cottura..poichè resta sempre bianco a vedersi il fondo della preparazione. Stavo rischiando di seccare la parte sopra pur di vedere brunirsi il sotto.
Per fortuna non ho dato retta al mio occhio... e l'ho sfornato secondo le  indicazioni dei tempi di Stefania.
Ma passandone alcuni pezzetti (veramente pochi) per il pranzo del giorno dopo sulla piastra per piade ha dato quella croccantezza e stabilità alla fetta..e a dirla tutta..il giorno dopo è ancora più buono visto il propagarsi alla pasta dei sapori. E resta morbido, davvero!!


Che bei buchetti..e quanto è alto!! Siamo arrivati a quasi 4 cm!!
Quasi quasi...oggi si rifà :D
Grazie Stefania per questa buonissima ricetta!


Ma le Rifatte non si fermano...il prossimo mese ci aspetta Gaia con la Torta Amaretto!
Per consultare le prossime ricette un saltino nella pagina delle Rifatte Senza Glutine, seconda edizione.