presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

29 aprile 2014

Focacce con Cassia ..e Non Solo...


Piena fioritura della pianta così detta "falsa Acacia", meglio conosciuta come Robinia. Da piccoli si sgranano le foglie ovali dallo stelo per giocare a coriandoli, monete e se si trovano quelle enormi allora eccole trasformarsi in piccole tavolozze da disegno. L'avete mai vista? Sicuramente chi abita in Veneto ne conosce pregi e difetti, poichè la Cassia, altro nome dato alla Robinia, è largamente utilizzata, soprattutto come fiore per apicoltura , legname per i forni e per fare frittelle dolci.. qualche cosa di simile l'avevo postata qualche giorno fa..si sa mai qualcuno volesse provare.
La Robinia non è una pianta propriamente nostrana, tutt'altro.... è nel 1600 circa che botanici francesi la portarono in Europa di rientro dai meravigliosi monti Appalachi, tra le più vecchie catene montuose site nella parte orientale degli States of America.


Deve essere stato uno spettacolo arrivare in quei luoghi e vedere i boschi di Robinia in fiore, con il loro profumo, i colori di un bianco sgargiante e variegato.... ma attenzione, quando mette radici soppianta il resto, come in Pianura Padana dove si è conquistata una fetta di territorio ampia, scalzando persino i Pioppe che qui lungo le rive del Po Grande vengono decantati dai secoli remoti, poichè si narra che essi siano in realtà  le sorelle di Phetonte trasformate in alberi tremolanti da Zeus, ed esse continuano a piangere l'amato fratello caduto dal carro del padre Elio, dio del Sole. E così Eridano  si contorna ora da Pioppe e Robinie, ma gli abitanti della pianura potevano nei tempi più recenti permettere di non utilizzare questa pianta così invadente? Oltre a porla come sostegno nelle zone ove i terreni franano, le 'rzdore dei paesi han ben pensato di utilizzarle nelle cucine... ma SOLO i fiori: il resto della pianta (foglie, rami e fusto) contengono sostanze che mal si approccerebbero con l'essere umano..mentre le capre le divorerebbero senza problema alcuno.

Certo le frittelle sono molto buone, dolci.. un ottimo chiudi pasto...  ma solo in questo mondo le posso usare? Io certamente non posso provare a infilare in altre idee ed ecco che un impasto nato per trasformarsi in piccole focaccine di pizza muta e (sarà colpa di Zeus pure qui?) appare al posto di pizzette piccoli pani ripieni  con ogni bontà, tra i quali pure i fiori di Robinia.

L'idea è semplice ma risolve in modo elegante un piccolo buffet dove si vuole inserire qualche pietanza insolita, una cena che strizza l'occhio allo chic se accompagnamo le focacce con fiori freschi e profumati.Più facile farle che spiegarle. Le ho provate sia con un impasto senza lattosio e uno classico, il mix per pane bianco di Un Cuore di Farina ( Le immagini del post si riferiscono a questa seconda versione) versione

Focacce Salate con Robinia o Cassia 
..e non solo ....


Impasto lievitato per pizza 
Personalmente ho fatto circa 500 g di farina del mix di dietoterapeutiche di Un Cuore di Farina senza glutine
Rametti con fiori Freschi di Robinia
Olive a rondelle
Porro tagliato finemente a rondelle
Pezzetti di pancetta
sale aromatico
olio EvO per spennellare

Seguendo la ricetta base di Felix e Cappera preparo l'impasto per la pizza. In questa occasione ho preparato l'impasto a metà mattina per poi aver pronto la sera un bell'impastone da destinare alla creazione di pizzette o focacce semplici per la merenda del pomeriggio, e così ho inserito soltanto 6 grammi di lievito e lasciato lievitare per tutta la giornata .. poi le idee si sono modificate e l'impasto è rimasto ad attendere in frigo.
Alla sera ho preso manciate di impasto leggero e soffice ma non appiccicoso, dalla ciotola, aprendolo per bene in mano ed inserito all'interno il ripieno scelto.. inizialmente volevo poggiarlo sopra, come si fa per il calzone, ma poi ho preferito sigillare i fiori all'interno onde evitare bruciature antiestetiche e poco piacevoli al palato.
Stessa cosa poi l'ho eseguita con gli altri ripieni, lasciando in "avviso" sul panetto chiuso.. ovvero due pezzetti del ripieno mi segnalavano l'interno della focaccia.
Qualche panetto vuoto è stato cosparso di sale aromatico.
Nel frattempo il forno aveva raggiunto la temperatura di 230 °C, ho spennellato leggermente con olio EvO le focacce e infornato per 20 minuti.
si possono servire tiepide ma anche a temperatura ambiente...


E magari alle pesti raccontare di trasformarsi in piccole api quando ci si tuffa su quelle di fiori.




Strano crogiuolo la pianura Padana... leggente greche, miti ancestrali e incontri di Paleoalvei sopiti del grande Eridano, prim'ancora che così fosse chiamato e dincontri di importanti "stazze"...


                                                                urca...  un Mammuth!!!