presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

31 agosto 2011

Profumo d'estate e 52 Gallerie

Finalmente riesco a raccontare, in breve promesso, l'avventura alle 52 gallerie, opera favolosa del genio militare della prima Grande Guerra. Tralasciando la questione "guerra" che non è mai bella, quete gallerie si snodano in uno degli scenari più belli dell'Italia: il monte Pasubio .
Partiamo in quattro adulti tre bambini: le mie due pesti (7 e 5 anni) e un ex compagno di scuola materna della peste grande, il più "vecchio" del gruppettino bimbi, 8 anni!
Si parte da Bocchetta Campiglia a 1216 metri s.l.m. dove lasciamo la macchina al parcheggio a pagament (questo è incredibile!) ma con il parchimetro rotto...  decidiamo comunque di lasciarla, infiliamo un biglietto in auto..nel caso passassero a controllare, non si sa mai....
Qui a Bocchetta un tempo si trovava il gruppo elettrogeno che dava correntte a tutte le Gallerie, ben nascosto alla vista dell'esecito austro-ungarico.. così come erano nascosti i passaggi per approvigionare il Dente Italiano lassù sui monti.... le 52 Gallerie furono costruite anche per questo.

 Cominia l'avventura, in testa la peste grande... presto raggiunta dagli altri due.



Con pendenze anche del 12 per cento ....si passano grandi ed emozionanti vaj, immensi canaloni, pareti verticali di roccia, per giungere infine a 1930 mt. Il panorama è mozzafiato, si scaglia davanti alle uscite delle gallerie da un momento all'altro, non lasciando il tempo di godere della faticosa arrampicata nel buio antro che una nuvola si sposta ed ecco laggiù l'Ossario del Pasubio, poi ancora il vuoto, i monti....  6 km di strada a piedi ma con un dislivello di 800 metri, un'impresa faticosa per noi oggi... non nego che in due gallerie mi sarei messa a piangere..bhè in una l'ho fatto....lunghissima....  320 mt (lo so perchè all'entrata di ogni galleria ci sono le indicazioni della lunghezza della stessa, il numero e il nome a cui è intitolata)...uno.. due..tre... ben quattro tornanti per arrivare alla fine della galleria 19.... non finiva più..era buia.. dopo un piccolo tratto , ma proprio piccolo, si arriva all'entrata della sucessiva, dopo l'ultima ho pensato sarebbe stato facile attraversare le altre.. come mi sbagiavo!!! Questa si avvitava sempre più su se stessa, salendo...salendo...e non ne vedevo la fine....la gamba mi faceva un male assurdo (i dislivelli erano pesanti e i gradoni che si devono superare non sono a misura delle mie gambine)...infine ecco..l'uscita, fantatico!!!
Alla mia sinistra il vuoto, ma poco più in su vedo un'altra entrata... mi volto e spettacolo: siamo usciti da una guglia sulla montagna, incredibile a vederesi!


Sembra davvero essere in cattedrali di roccia. Se l'avessi vista prima, da sopra, non avrei mai immaginato che in quella punta di roccia potesse esserci un largo passaggio a chiocciola. Solo questa galleria merita tutta la fatica. Ma la galleria 20 non è l'ultima.. ne mancano ancora sei per arrivare a metà percorso ... o almeno così credevo.... Quindi di nuovo si riparte per affrontare le prossime, fredde, umide .... trafficatissime in questo periodo.. gallerie. Armati di torcia (indispensabile se non si vuol ruzzolare giù per le scivolose roccie), acqua e frutta non disdegnamo di fare un'altra sosta rifocillamento.
Io sono rimasta un po' indietro rispetto al gruppo con i bimbi: i papà li seguivano da vicino ma i tre pargoli sempre in testa, non sentivano nè la fatica nè l'altitudine..  per loro era una vera e propria passeggiata...  in tutti i sensi.. io invece ero distrutta, affaticata e preoccupata...  gli approvigionameni della peste piccola li avevo io... negli altri zaini c'erano soltanto panini glutinosi, frutta e succhi...  come poteva andare avanti senza confortto mangereccio? Meglio darsi una mossa ho pensato e scala scala scala, sali sali sali... buoi buio buio..li ho raggiunti (con la mia compagna di sventure rallentate, Claudia, mamma del terzo pargolo). La piccola invece di pensare a mangiare fremeva per continuare. Presto detto, una o due pesche ora non ricordo ed è ripartita con la comitiva..presto ci hanno lasciato nuovamente indietro...  Ma cosa hanno nei piedi?! Finalmente la 26 galleria. Bene metà percorso! Magari.. dopo altre sette gallerie ho scoperto che era la numero 33 ad essere a metà strada!! Incubo, ma non finiscono mai? Il tempo è stato clemente nei nostri confronti, anche se a dirla tutta ci è dispiaciuto un sacco, ma le nuvole basse avvolgevano di continuo il Monte Pasubio a qualsiasi quota e ci lasciavano affrontare le part esterne, di cui una di oltre 300 metri a strapiombo, con la stessa frscura delle gallerie stesse (meno male avevo la felpa!!). Certo lo spettacolo qui sarebbe stato  mozzafiato, un ricordo indelebile per tutti, soprattutto per i pargoli ma in fondo meglio così. chi ha detto che non ci ritorneremo? Soltanto che si dovrà ripartire dalla prima: è infatti sconsigliatissimo fare il percorso al contrario, ovvero dal rifugio Papa, ragiungibile da altri due sentieri, a Bocchetta Campiglia: troppo pericoloso  scivoloso... anche se molti lo percorrono anche così.


Da non credersi dove si attaccano i fiori a queste altezze.. e le chiocciole dove s'arrampicano. La vita non conosce veramente ostacoli.
Attraversiamo una galleria "rifatta" di recente, cementata all'interno, ma con en visibii le tracce della farna che anni fà l'aveva chiusa impedendo di fatto di completare il percorso sino alle Porte del Pasubio. 
Finalmente siamo alle ultime due gallerie, la piccola non s'è lasciata ingannare da una battuta fatta da un'amica che alla 47 disse ne mancavano solo un paio alla fine...  (lì sembrava che la peste piccola stesse esaurendo le batterie..ma c'è un perchè). Girandosi verso di lei le ha risposto che tre gallerie prima aveva annunciato le ultime invece...  mica la si riesce a fregare la pargoletta di 5 anni. Spettacoloso!Qui siamo nel punto più alto a 200 mt di quota.
Siamo fuori, la 52esima galleria è alle spalle, davanti a noi a pochi metri, una balaustra impedisce di cadere per errore nel vuoto che sovrasta il lato meridionale del Pasubio, proprio a poche centinaia di metri dal Rifugio Papa .La fine del viaggio, per ora...

Sosta pic nic dopo quasi 4 ore dalla partenza ; se non dovevano aspettare me sicuramente i pargoli stavano nei tempi di percorrenza del CAI: 3:20 - 3:30, ma è stato divertente anche così.
Decidiamo per il ritorno tra un panino e una corsa..si le pesti avevano ancora voglia di muoversi..mi chiedo come facevano....   sosta caffè al rifugio, cartoline per le scuole imbucate, a ricordo dell'impresa, complimenti da parte dei ragazzi del rifugio a tutte le pesti, alla piccola in particolare perchè sono stati avvisati da altri escursionisti che la strada lei l'ha atta con le sue gambe, non come molti bimbi della stessa età, negli zaini sulle spalle di papà! Doppi complimenti allora.. perino una mamma è venuta a complimentarsi con lei... e io?! A me non ci pensa nessuno .. mi dò due pacchette sulla spalla da sola..(scherzo!)
Sono felice di essere riuscita a portare a termine questa avventura.. la considero un'impresa da fare almeno una volta nella vita.... fatica, sudore, tempo...  e la strada in fondo era già fatta... questo mi fa pensare allo sforzo sovraumano che fecero i costruttori all'epoca: cominciarono il 6 febbraio 1917 e li conclusero nel novembre 1917. Quante cose strane fa fare la guerra.
Sono le tre del pomeriggio ed è ora di riprendere il cammino per tornare al Passo.. mica restiamo a dormire in rifugio (anche se l'esperienza poteva essere interessante), ma l'Albergo dove alloggiamo ci attende..e con lui una doccia calda, un comodo letto e una favolosa cena.
Le strade qui si dividono: i papà si armano di acqua per raggiungere le automobili a Bocchetta Campiglia, scendendo la Strada degli Scarubbi ( e si fanno altri chilometri.. quasi 10, tagliando quà e là i sentieri.. tutti scoperti), noi invece (mamme e pargoli) scendiamo per la Strada degli Eroi, (2 km circa) sino all Galleria d'Havet, dove alle 16:00 passa l'ultima corsa del pulmino che porta giù a Pian delle Fugazze...e se tardiamo dobbiamo scarpinare per altri 8 ..insomma  avremmo fatto prima a fare anche noi gli Scarubbi!
Alla partenza dal Rif. Papa facciamo vedere da lontano le gallerie che passeremo e qui si svela l'arcano della stanchezza della peste piccola: pensava di dover tornare attraversando di nuovo le 52 gallerie con annessi e connessi (soprattutto temeva il gelo di alcune, freddolosa com'è) e non sembrava molto propensa. Quando ha compreso che la strada era diversa..bhè.. una discesa liscia e tranquilla, con gli ultimi panorami mozzafiato concessi alla nostra vista dalle nuvole che si alzavano.

Questo è solo uno dei ricordi di questa meravigliosa estate, un'altro ricordo, non meno importante, è a casa, nel nostro orticello quest'anno ricco di profumi e sapori. Ho infatti pensato di catturarne un poco, per ritrovarli in inverno, magari guardando i video e le immagini delle vacanze, mentre fuori dalla finestra nevica e noi davanti al camino crepitante ci godiamo il calduccio di un momento magico a tavola.



Iniziamo a "catturare" l'estate..  siamo tornati dai monti e il basilico era rigoglioso più che mai, la prima semina, ho altri due piccoli campi che attendono il momento della raccolta... e il prezzemolo, l'origano..il timo...è ora di iniziare a far scorte e seccare le erbe per i piatti che verranno...poi un'idea l'ha buttata lì Lisbeth nel suo favoloso blog e non ho resistito a scopiazzarla.... nascono così deliziosi barattoli di sale aromatico alle erbette, a sua volta nato dalla ricetta di Tiziana su CIS.

 Sale aromatico alle erbe
1 Kg di sale grosso, il mio è localissimo...  
un bel mazzo di erbe aromatiche: rosmarino, timo, prezzemolo, salvia, basilico..
2 spicchi di aglio privati dell'anima ( a me piace forte) magari di Voghiera, il più buono del mondo
Pepe in grani , Lisbeth dice 31, io a dire il vero sono andata a occhio... e non sono riuscita a tirarli fuori dalla confezione...con macinino così ho dovuto "macinarlo" (mai più! mi procuro il pepe in grani e lo tengo lì da ora in poi!)
Lavare le erbe, asciugarle con cura e frullarle fini finio con il sale, l'aglio e il pepe. Con il bicchiere del Ken ci ho messo un po' per evitare si scaldasse troppo il sale.. lasciato raffreddare dall'attrito, "sballoccato" a mano e invasato in piccoli vasetti di vetro. 
Poi le pesti faranno i bigliettini e diventeranno dei preziosissimi regali per natale.

Nei prossimi giorni sicuramente propongo lo stesso sale ma nono gusto, solo con prezzemolo o solo con basilico, sicuramente non mi deluderà.


Un'altra modo per catturare l'estate? 

Basilico sott'olio
Raccogliere delle bellissime foglie di basilico fresco, lavarle, asciugarle una ad una delicatamente e metterle in un vasetto di vetro con chiusura ermetica.
Adagiarle stese, premere ma non schiacciarle, riempire il vasetto con olio Extra Vergine di Oliva sino a superarle. Magari premere un'altro poco le foglie in modo scendano ... e battere il vasetto  in modo che le bolle di aria vadano all'esterno. 
Chiudere il vaso e riposrlo al buio.
Le foglie resteranno profumate e delicate, ottime per salse, e insalate.
L'olio invece prenderà un profumo delizioso e potrà essere utile per condire la carne e tutto ciò che vogliamo.

I semini del basilico (secchi) li terremmo per le semine dell'anno successivo.. ma restano i "gambi" della pianta...  buttarli? Sia mai, si usa tutto anche nel basilico, con questi ci facciamo una bella bevanda!

Tisana rilassante al Basilico

Lavare i fusti ed asciugarli, portare a bollore dell'acqua e mettere quattro cinque gambi nel pentolino. Lasciarli a fuoco vivace per pochi minuti, non più di sei, eliminare il basilico e filtrare il liquido ( o metterlo in una tisaniera con filtro), dolcificare con due cucchiaini di miele o sciroppo d'Agave.
Personalemnte questa tisana dal potere rilassante la preferisco tiepida, non fredda, per questo uso più volentieri l'Agave che si scioglie anche a freddo... ma chi la preferisce la può gustare calda.