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Visualizzazione dei post con l'etichetta piatti tipici

Placki Ziemniaczane , gustati e da subito amati

Finalmente posso fermarmi un paio di minuti, continua infatti ad essere un periodo pieno di progetti ed impegni, ed il mio piccolo diario ne ha risentito un bel po'; questo non mi ha tolto la voglia di cucinare e sperimentare..oltre a continuare nei vari spostamenti fuori dal Castello, ad assaggiare nuovi piatti per poi riportarli all'interno dei bastioni con le versioni gluten free. Quando abbiamo avuto la fortuna di fare una capatina verso i paesi dell'Est Europa ( si si, il post a riguardo è ancora fermo.. sob... ma non demordo, ce la farò!) in particolare molti giorni li abbiamo trascorsi in Polonia, a Cracovia per l'esattezza, e tra le bancarelle, un po' troppo turistiche alla fine della corsa, ho osservato tantissime specialità locali, alleggerite di sicuro dalla presenza dei turisti che stanno invadendo da ogni dove, la cittadina polacca. Ma questo non mi ha fermata dal fare domande ai vari venditori di prodotti ....si sì, in placco ! Ma vi pare!? A Crac...

Quanti Modi di Fare e Rifare ... i Pici all'aglione

Partecipare a Quanti Modi di Fare e Rifare questo mese non è stato uno scherzetto, la ricetta di Stella é stata una  sfida...e per questo ho adorato ogni singolo momento: una vera e propria guerra, costellata da piccole battaglie satellitari.. forse vinte, forse perse, ma che lasciano sempre una sensazione si disfatta . I Pici questa volta sono stati una sfida al mio palato ...e alle "nostre" farine , non da poco, anzi!! Di per se la ricetta é una di quelle che richiede "meno" di tutte quelle realizzate sino ad ora, sia chiaro, non per questo é semplice o meno buona, tutt'altro: manualitá e sapore fan da padrone, però la lista é veramente corta: acqua (diversa quantità da farina a farina) , farina, sale e olio . Punto. Punto davvero! Bene bene...ognuna delle nostre farine ha problemi a legarsi solo con acqua... c'ê quella piú scivolosa, quella che sbriciola... la "tamugna" che diventa sasso...  ma allora che farina posso usa...

Padellata di Ceci

E Ferrara non ha il suo cibo di strda? Lasciamo stare la ciupeta , è "solo" pane, anche se i bambini gironzolano per le vie con un crostino in mano da sgranocchiare, c'è altro. Uno dei ricordi più belli della mia infanzia, nonostante le faticose lunghe code per accappararsene un pezzetto e il degustarlo in piedi, schiacciati in un angolo di un bancone. Di che parlo? Del paradiso culinario che personalmente trovo tra le fette di una padellata di ceci.. ma  di quelle del centro storico di Ferarra, dove ora come ora  è rimasto solo una pizzeria a farli "come una volta", con quella cottura lenta a legna, dentro padelle enormi (giusta giusta entra a filo nella bocca di un forno a legna grande..fatte far apposta su misura) ed infine scaravoltata con fette irregolari..al come capita capita, su un rettangolo di carta da forno e una assorbente, e magari irrorati di un buon pepe nero macinat fine al momento... mmm che fame mi è tornata. Una volta Giuseppe era uno...

Le Streghe ..a Ferrara le facciamo Così

Buone buone buone.. una tira l'altra per davvero! Le mie pesti ne vanno matte, se poi gli si affianca una "zia ferrarese" ovvero un salame all'aglio nostrano... oppure una salsina ai peperoni, credo non si smetta più di magiarne... forse arrivare alla fine del sacchettino aiuta a fermarsi! La ricetta è semplice, come l'Emilia, e in tutta la regione si fanno, in ogni dove con un tocco locale. A Ferrara acqua, strutto, farina, sale.. somigliano a craker, ma si alzano come i pinzini... l'importante non farle enormi, ma piccole strisce o rombi ( la forma più usata). Non ho mai capito però se la ricetta è stata ripresa e reinventata dalle sorelle Simili... oppure nasce loro di sana pianta... per me questa è una ricetta con cui son cresciuta, quando il pane non c'era, queste mai mancavano. Streghe 250 g farina di solito utilizzo Farmo con deglutinato (200 g) con un poco di farina NutriFree per pane (50 g)  25 g strutto 200-220 g di acqua d...

Mariconda o Babùza di Argenta

Una ricetta abbandonata di polenta e fagioli , povera ma al contempo ricca di sapori e profumi. Una delle liste ingredienti più corta che si possa scrivere, in breve polenta e fagioli, semplice  anche se a dire il vero un po' lunghetta, ma si possono dimezzare i tempi con facilità...furbeggiando sui tempi di cottura e su alcuni ingredienti, anche se quella in versione classica, lunga e lenta è tutta un'altra cosa, anche nei sapori. Una ricetta che trova più versioni nelle zone della pianura Padana, a Ferrara in particolare basta cambiare i paesi che ne cambia la composizione, pur mantenendone la base. La Mariconda si divide in due distinte zoone, in particolare a Coronella, Poggiorenatico e Vigarano viene utilizzato un brodo più saporito e forte, mentre a Cona, Focomorto, Quartesana e Cocomaro, così come a Portomaggiore e ad Argenta, dove prende il nome di Babùza, si utilizza semplice acqua di cottura dei fagioli e aglio.  Eppure il nome porterebbe a pensare alla ricetta ...

Scarpaccia dolce, ovvero torta con le zucchine

Un giorno (nel 2010..un ciccino di tempo fa) sul forum Cucina in Simpatia Azalea postò una ricetta che mi stuzzicò tantissimo..un dolce con le zucchine. Era da tempo che volevo riproporre un dolcetto come quelli glutinosi che facevo..ma la mia ricetta non mi soddisfaceva abbastanza per modificarla in senza glutine. Poi Azalea, per incanto postò questa ...  come resistere? Era assolutamente da fare. Le prime furono un po' particolari...oltre ad essere bruttine, ora ho migliorato! Con le zucchine verdi classiche, inoltre grattugiate per vincere la diffidenza dei piccoli di casa e dei grandi... Quest'anno però il nostro orto ci sta regalando tante tante tantissime zucchine trombetta, dolci come poche, come non provarle nel dolce? Inoltre sono proprio Liguri come la Scarpaccia... da non confondere con quella salata ;) Scarpaccia di Viareggio 320 g zucchine trombetta a rondelle  200 g farina  naturalmente prive di glutine, mix per lievitati di Felix e Cappera ...

Minestrino di Pasqua di Ferrara

Veloce e saporito questo primo piatto corroborante e buono, adatto per la stagione con temporali improvvisi, sole..e umidità fastidiosa da un momento all'altro.. come si dice Ad Aprile, ogni giorno un barile, no? E questa ricetta antica sembra nascere per questo. A Ferrara poi fa parte delle tradizioni che si perdono nei libri estensi.. i prodotti sono locali, semplici, poveri, ma si abbinano perfettamente, vagamente ricordano i più famosi passatelli, ma senza l'uso dello schiacciapatate che dà quell'aspetto regale. Minestrina di Pasqua antica ricetta ferrarese 5 uova 150 g di parmigiano reggiano Pangrattato q.b (senza glutine per noi,  da pane secco fatto in casa con farine naturali) Brodo di manzo Sbattere uova con parmigiano reggiano, amalgamando bene, aggiungere poi piano piano il pan grattato fine, sinchè si ottiene un impasto solido. Il tutto deve riposare almeno due ore. Si mette sul fuoco una pentola con l'impasto e il brodo caldo (non bol...

La Burla di Guiglia... il Burleng

Narran le legende che nella medievale Emilia, poco sopra gli Appennini che un assedio ad un castello portò la creazione di questa meraviglia. C'è chi li vuole provenienti da Vignola dove il signore locale resistè nel castello assediato dagli estensi..c'è chi invece li vuole nati in Zocca, ove iniziarono molti scambi commerciali e qui un negoziante che vendeva cibo al da mangiare al volo ebbe più clienti che merci, così si dovette inventare qualche cosa.... Altri invece pensarono più ad usare un impasto strano come scherzo per i signori locali.. ogni cittadella ha la sua versione,  io li ho incontrati a Guiglia , nel Modenese, durante una delle scampagnate in motocicletta.. Ci fermammo per caso... da quel giorno me ne innamorai così tanto ma così tanto che puntualmente diverse volte l'anno ci passavamo per degustarli e passeggiare in questo simpatico paese arroccato sui monti che guardano il parco dei Sassi di Roccamalatina. Qui la leggenda li vuole nati nel 1226, dove G...

Dagli antichi libri dei banchetti del grande Messisbugo, la Torta di Bieta

In tempi in cui gli Estensi regnavano su Ferrara, ben protetti dalle amicizie papali, fu un fiorire di scritti, poemi idee e cultura. Dalla corte passarono grandi poeti che nel Basso Medioevo lasciarono un segno che tutt'ora ci accompagna. immagine da qui . "Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto, seguendo l'ire e i giovenil furori d'Agramante lor re, che si diè vanto di vendicar la morte di Troiano sopra re Carlo imperator romano. Dirò d'Orlando in un medesmo tratto cosa non detta in prosa mai né in rima: che per amor venne in furore e matto, d'uom che sì saggio era stimato prima; se da colei che tal quasi m'ha fatto, che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima, me ne sarà però tanto concesso, che mi basti a finir quanto ho promesso." L. Ariosto, Orlando Furioso, Ca...