"A tavola!!"
"Arrivo mamma, lavo le mani!!"
Dopo poco, sbuca sulla porta, si lancia sulla sedia (non solo letteralmente) e grida: "Ci sono i gnocci ???????!!!"
Alla mia negazione lamentele a non finire, anche se poi o mangia quello che c'è o sta senza ...
Però in effetti i gnocchi li abbiamo comperati proprio pochi giorni fa perchè li voleva mangiare in montagna: di solito nel menù dell'albergo ci sono.. ma per lei cucino io e non sto certo a farli... tanto più che quelli di patate ancora non mi sono venutio..è un sacco che non ci riprovo...
Fatto stà che sono due settimane almeno che mi domanda i gnocchi.... oggi, complice il caldo portato via dal vento e qualche esperimento che stavo facendo in cucina (alcuni anche per eliminare i pacchi vari aperti), ho ripescato una vecchia ricetta ferrarese che ha i natali, nero su bianco, verso la fine dell'800.
Una ricetta semplice e povera, con ciò che il territorio nostrano consentiva: pane raffermo, burro, uova e forma.Ah, certo, la ricetta prevede pane di grano, magari delle grattuggiando le nostre mitiche coppie, ma essendo out il glutine per noi ho cambiato il pane grattuggiato in pane grattuggiato senza glutine, come sempre fatto con i "resti" del pane che faccio in casa e qualche craker della galbusera linea senza glutine.
Gnòc ad pan'
Gnocchi di pane (per 4 persone)
80 gr burro
due uova
quattto cucchiai di pane grattuggiato
(senza glutine, come spiego sopra)
sei cucchiai di parmiggiano
un pizzico di noce moscata
sale
preparazione:
(*) la Forma di cui si parla altri non è che grana grattuggiato.. forma è sinonimo nostrano di formaggio.
Io ho aggiunto al condimento gherigli di noce e salvia poco appassiti nel burro, una delizia che si abbina benisimo anche ai mitici cappellacci ferraresi.
"Arrivo mamma, lavo le mani!!"
Dopo poco, sbuca sulla porta, si lancia sulla sedia (non solo letteralmente) e grida: "Ci sono i gnocci ???????!!!"
Alla mia negazione lamentele a non finire, anche se poi o mangia quello che c'è o sta senza ...
Però in effetti i gnocchi li abbiamo comperati proprio pochi giorni fa perchè li voleva mangiare in montagna: di solito nel menù dell'albergo ci sono.. ma per lei cucino io e non sto certo a farli... tanto più che quelli di patate ancora non mi sono venutio..è un sacco che non ci riprovo...
Fatto stà che sono due settimane almeno che mi domanda i gnocchi.... oggi, complice il caldo portato via dal vento e qualche esperimento che stavo facendo in cucina (alcuni anche per eliminare i pacchi vari aperti), ho ripescato una vecchia ricetta ferrarese che ha i natali, nero su bianco, verso la fine dell'800.
Una ricetta semplice e povera, con ciò che il territorio nostrano consentiva: pane raffermo, burro, uova e forma.Ah, certo, la ricetta prevede pane di grano, magari delle grattuggiando le nostre mitiche coppie, ma essendo out il glutine per noi ho cambiato il pane grattuggiato in pane grattuggiato senza glutine, come sempre fatto con i "resti" del pane che faccio in casa e qualche craker della galbusera linea senza glutine.

Gnocchi di pane (per 4 persone)
80 gr burro
due uova
quattto cucchiai di pane grattuggiato
(senza glutine, come spiego sopra)
sei cucchiai di parmiggiano
un pizzico di noce moscata
sale
preparazione:
<<Fondere un po' il burro della proporzione di un ovo e mescolatevi due ova intere, quattro cucchiai di pan grattato e due di forma (*), un po' di sale e noce moscata.
Formate dei gnocchi, che si bollono per dueminuti, si colano e si servono con burro e forma>>.
Tratto dal manoscritto inedito di fine ottocento, "Le ricette di nonna Lina", di un collezionista privato.
(*) la Forma di cui si parla altri non è che grana grattuggiato.. forma è sinonimo nostrano di formaggio.
Io ho aggiunto al condimento gherigli di noce e salvia poco appassiti nel burro, una delizia che si abbina benisimo anche ai mitici cappellacci ferraresi.
Mettermi a preparare questi gnocchetti mi ha fatto sorridere e riempire di orgoglio, non perchè la ricetta è di un passato locale, ma pensavo al pane che ho usato e all'esperienza vissuta pochi giorni fa al Lido Estensi che mi ha fatto stra gonfiare!!
Sapori da Mare (dove "da" e "mare" si fondono in doppia lettura: "da mare" ma pure "da Amare" ) è una bellissima manifestazione che si snoda presso i sette lidi ferraresi, diversi locali e vede la partecipazione di tanti tanti espositori provenienti da tutta la provincia e non solo. Si presentano le diciasette perle di Ferrara: vino, zucche, pere, salami, cappellacci, coppie, vongole, alglio, anguilla, riso...e altre non meno importanti.
Lungo i viali dei lidi una mostra itinerante dei produttori, panificatori e le tecniche della coppia, le sfogline con la pasta all'uovo... Chef come Spadoni e Vecchi insegnano ricette semplici, gustose, alla portata di tutti.. che poi si assaggiano in loco!
Lo scorso venerdì, attorno alle undici, ci siamo fermati ad ascoltare come trattare le Vongole di Goro, una delle nostre perle...R. Vecchi ha spiegato il modo per controllare quelle vive, lasciandole cadere da un cesto dentro la pentola... ed eliminando quelle che si aprivano con la caduta dall'alto.
Poi una semplice ricetta con cipolla, acqua, vongole e salvia ananas, profumata e delicata.. e perchè no, per dare quel tocco in più, una sfoglia sottile di guanciale tagliato a dadini...
Insomma un profumo che pure le mie pesti non hanno potuto ingnorare... così si sono diligentemente messe in fila ad attendere il loro piattino di vongole.
Dopo averle ben degustate (la grande ha fatto 3 vote la fila!) la peste piccola s'è avvicinata allo chef che ripristinava la postazione dicendogli: "Buone le tue conchiglie! Ma la mia mamma fa un pane che è ancora più buono!"
Vecchi si vedeva che era stato preso alla sprovvista, io ero un poco distante e non avevo sentito tutto, poi mi ha riferito lui le parole della peste, ha però domandato a lei che farine usavo per il pane... "la mamma usa quella integrale? O quella doppio zero..?" La peste lo guardava un po male..la sua faccia diceva chiaro e tondo: - Ohi ma sai che parli con me? ho 5 anni!! - Ma non s'è lo è lasciato scappare, ha invece risposto risoluta: "Guarda che lei usa le farine che poso mangiare io, il riso, la polenta... le farine celiache!"
A quel punto lo sguardo di Vecchi s'è postao su di me e ha domandato se davvero erano usate quelle... e ne è nato un confronto su produzioni senza glutine, tema da lui mai affrontato (non si è reso conto che ne aveva appena fatta una in diretta!!) preferisce il macrobiotico e la cucina con i fiori...
Da qui ho capito che anche famosi chef di cucina relegano il senza glutine alle panificazioni, senza pesare che semplici prodotti di tutti i giorni sono naturalmente senza glutine.. la laorazione e le aggiunte poi sono altre questioni.
Bhè avere una bimba che va a dire in giro che il pane che fa mamma è buonissimo è veramente una cosa speciale, soprattutto se pure la sorella non celiaca si unisce al coro.Emozione immensa, coronata dai complimenti finali dello chef. Che dire? Eviva la cucina senza glutine, evviva le mie piccole pesti!!!
✻ ✼ ✽ ✾ ❁ ❂ ❅ ❆ ❇ ❉ ❊
Termino con una poesia letta tempo fa, e ritrovata per caso sul sito della scuola della peste grande, un augurio all'educazione, al mondo, ai sogni.
Ciascuno cresce solo se sognato
C'è chi insegna guidando gli altri come
Cavalli passo per passo.
Forse c'è chi si sente soddisfatto, così
Guidato.
C'è chi insegna lodando quanto trova di
Buono e divertendo.
C'è pure chi si sente soddisfatto, essendo
Incoraggiato.
C'è pure chi educa senza nascondere
L'assurdo che è nel mondo,
Aperto a ogni sviluppo,
Cercando di essere franco all'altro come a sé.
Sognando gli altri come ora non sono,
Ciascuno cresce solo se sognato.
Danilo Dolci, "Creatura di creature", Einaudi
C'è chi insegna guidando gli altri come
Cavalli passo per passo.
Forse c'è chi si sente soddisfatto, così
Guidato.
C'è chi insegna lodando quanto trova di
Buono e divertendo.
C'è pure chi si sente soddisfatto, essendo
Incoraggiato.
C'è pure chi educa senza nascondere
L'assurdo che è nel mondo,
Aperto a ogni sviluppo,
Cercando di essere franco all'altro come a sé.
Sognando gli altri come ora non sono,
Ciascuno cresce solo se sognato.
Danilo Dolci, "Creatura di creature", Einaudi
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