
Inizia tutto con la diagnosi di
celiachia della peste piccola, poi dopo un anno di vita senza glutine
con un full immersion totale (mai completo) dove ho cercato di
imparare di tutto e di più, cucina, questioni mediche, comportamenti
a casa, psicologia, alimenti alternativi a quelli contenenti
glutine., regolamentazioni europee, comunali a tutela dei celiaci,
regole della ristorazione collettiva, metodi controllo asl...di tutto
di più.. ho raggiunto una sola conclusione: ignoranza pura e
semplice.
Si non soltanto la mia, quante cose non
sapevo, e non parlo solo di cucinare... ignoravo moltissimo quanto
non si sapesse in ambiti importanti...
Una delle cose che più mi colpì anni fa, fù il totale vuoto degli educatori nella mia città, quei pochi che già avevano sentito parlare di celiachia anni prima o erano in pensione oppure ne avevano masticato vecchie conoscenze grazie a corsi di AIC.. ma troppo lontani nel tempo, cosa che ha permesso di creare un vuoto tra le varie generazioni di insegnanti..lacune che tendono a non poter portare con la solita tranquillità i piccoli celiaci a scuola.
Ci crediate o no, ancora qualcuno prova
a domandare cosa fare..se far pranzare i piccoli in separata sede
(leggasi tavolino a parte), con cosa giocare... toccare. Non certo
piccolezze, anche perchè da una scuola io mi aspetto che formi anche
psicologicamente, non caratterialmente, i bambini.
Questo troppo spesso non avviene, così
come manca la seria risposta delle autorità competenti quando si
tratta di regolamenti pediatrici...ancora si continua a festeggiare
compleanni portando nelle scuole torte e dolci (confezionati o da
laboratori autorizzati) ma dimenticando che sicuramente qualcuno quel
giorno, non potrà unirsi al festeggiamento mangereccio; non certo
solo il celiaco, esistono anche allergie all'uovo, nocciole..o
intolleranze serie ai latticini...ma non solamente queste.
Qui a mio avviso la scuola deve
entrare in campo e far comprendere la possibilità di festeggiare in
maniera alternativa per evitare di avere l'escluso, il
diverso..sempre quello... come si può formare un bambino così? Lo
si prepara ad osservare a 180° se va bene, invece è lo sguardo a
360° che si deve far funzionare. E qui entra in gioco la mia
caparbietà, insistenza, testa dura di mamma rompiscatole.
La mia storia lavorativa in varie
scuole della città mi ha permesso d'imparare tanto grazie a persone
competenti e aperte, tecniche, metodologie...e riguardo problematiche fisiche e mentali. Da
sempre, ma probabilmente per via del mio carattere, quando mi si
poneva una domanda prima di rispondere cercavo di documentarmi il più
possibile, poi commentavo, lo stesso avvenne diversi anni fa, prime
esperienze di lavoro in provincia:dovevo sostituire per diverso tempo
un'educatrice e in quella sezione proprio un bambino affetto dalla
“strana” malattia celiaca. Le collaboratrici e l'altra insegnante
della sezione appena misi piede in aula mi dissero della presenza del
bambino, cosa fare (qui ora ci stenderei un velo) molto pesante, dove
trovare il necessario per la merenda, ecc.. diciamo che da quel che
mi dissero io rimasi traumatizzata, terrorizzata. Passai la serata e
la notte a cercare sull'enciclopedia medica e internet la parola
celiachia, morbo celiaco ecc per capire di cosa si parlava..e qui mi
rilassai, ma non perchè era una banalità la celiachia, solo sapevo
come e a cosa veramente dover far attenzione, come muovermi e perchè
(le motivazioni spesso tengono ancora più vigili), la mia
sostituzione terminò, come solito, ma con un bagaglio culturale in
più. Poi non ebbi più occasioni di incrociare bambini celiaci, ma
affetti da altre patologie, sino alla possibile diagnosi di mia
figlia..del quale forse non mi sorpresi più di tanto..ricordavo i
sintomi quando avevo fatto la ricerca anni prima..e già mi era
balenata in mente la stessa cosa... ma lì mi ri-documentai di nuovo,
aggiungendo ora pure la cucina senza glutine, meno complessa in
alcune cose, molto più in altre.
Quando mi ritrovai ad affrontare le
educatrici a scuola ecco la doccia fredda..nessuno, dico nessuno
sapeva di quel che parlavo se non per sentito dire. Quel che più mi
sconvolse fu la mancata documentazione avuta dall'amministrazione,
ovvero nessuno aveva pensato di creare qualche ora ad 'hoc per
spiegare che fatta roba era.. magari qualche educatrice si portava
appresso nozioni datate o acchiappate dalla rete con sicure cure da
poter passarci...non parliamo poi di alcuni incroci... uno in
particolare mi irritò moltissimo nelle azioni.
Oltre a poggiare i pacchi di biscotti aperti di mia figlia senza protezione sopra le mensole dove vi stavano visibilmente centinaia di briciole di pane, (pacchi che sarebbero poi stati messi nelle scatole personali senza glutine..ma con un bel bagaglio “bricioloso” appresso) quando le domandai se voleva spiegazioni sul comportamento da mantenere con un celiaco, le domanda sulla sua esperienza con i celiaci rispose con una semplice: “nessuna”! Sembrava pure scocciata..magari perchè l'avevo ripresa per la questione dei biscotti, visto che mi pareva non conoscesse bene le procedure dei rischi di contaminazione (ma neppure il protocollo HACCP della scuola).. domandandole se voleva informazioni da parte mia.. lei “no grazie sono tranquilla!” Li non ci ho più visto e veramente alterata le ho seccamente risposto ”Io ero terrorizzata e sapevo cose era la celiachia..te non sai di che si parla e sei tranquilla?! Certo infatti vedo benissimo il pessimo metodo che usi!”
Oltre a poggiare i pacchi di biscotti aperti di mia figlia senza protezione sopra le mensole dove vi stavano visibilmente centinaia di briciole di pane, (pacchi che sarebbero poi stati messi nelle scatole personali senza glutine..ma con un bel bagaglio “bricioloso” appresso) quando le domandai se voleva spiegazioni sul comportamento da mantenere con un celiaco, le domanda sulla sua esperienza con i celiaci rispose con una semplice: “nessuna”! Sembrava pure scocciata..magari perchè l'avevo ripresa per la questione dei biscotti, visto che mi pareva non conoscesse bene le procedure dei rischi di contaminazione (ma neppure il protocollo HACCP della scuola).. domandandole se voleva informazioni da parte mia.. lei “no grazie sono tranquilla!” Li non ci ho più visto e veramente alterata le ho seccamente risposto ”Io ero terrorizzata e sapevo cose era la celiachia..te non sai di che si parla e sei tranquilla?! Certo infatti vedo benissimo il pessimo metodo che usi!”
Mi convinsi che dovevo assolutamente
fare qualche cosa ed inizia a scrivere lettere e lettere alla
amministrazione locale, alle sfere della regione Emilia Romagna, ai
dirigenti Italiani al colle,passando per il ministero
dell'Istruzione, all'epoca presieduto dalla Gelmini... insomma mandai
ben otto pagine di relazione su cosa e perchè scrivevo, su come si
poteva portare migliorie e simili... Temo che quella lettera sia
rimasta negli annali (magari terrorizzati da una possibile nuova
lettera sempre a mio nome) delle amministrazioni vista la reazione
avuta da alcuni enti nostrani.
Alla fine dell'anno scolastico,
nell'estate a cavallo tra Asilo Nido e Scuola d'Infanzia ho potuto
sostenere le mie tesi sulla necessità dell'aggiornamento delle
scuole davanti al Presidente dell'istituzione scolastica di Ferrara. Questo un primo passo... Sinceramente
non so se può essere servito anche il mio intervento ma
nell'anno successivo ho potuto veder affrontato nei nei corsi di
aggiornamento obbligatori per le insegnanti approfondimenti
riguardanti alimentazioni e celiachia. Piano piano ampliato e
completato anche dagli interventi per le commissioni mensa
scolastiche, dove alcuni educatori, insegnanti, genitori, operatori
mensa e cuochi possono interagire e confrontarsi, oltre a segnalare
eventuali problematiche riguardanti le varie questioni dei pasti
(dalla preparazione al consumo). Quest'anno (2012) inoltre anche un incontro
solo sulla celiachia, con la presenza di un volontario
dell'Associazione Italiana Celiachia che ha presentato questa
intolleranza alimentare, supportato da una nutrizionista AIC, …
garantendo una conoscenza più mirata verso alimenti e problematiche
extra alimentari: la vita fuori casa.
Da parte mia nella Scuola d'Infanzia
frequentata da mia figlia ho potuto avviare un progetto piccolo ma
nel contempo molto importante: far conoscere ai bambini ma
soprattutto agli adulti che ruotano attorno alla scuola, operatori e
genitori, cose è veramente la celiachia e come viene vissuta.(almeno nella nostra piccola esperienza).
Come volontario Aic, educatore di
scuola d'Infanzia ma soprattutto genitore, ho dato la mia
disponibilità in accordo con il consigliere di Ferrara, nel portare
avanti un progetto diviso in più fasi, sviluppate nell'arco di circa tre mesi(un incontro a mese):
- prima di tutto un incontro con coordinatore scolastico della scuola, per poter programmare ed autorizzare il percorso all' intervento all'interno della struttura scolastica Comunale
- Un incontro informale “posso venire anche Io?” dove un volontario Aic ha spiegato a grandi linee la celiachia e quel che la contorna..tra le quali anche la associazione italiana celiachia, incontro aperto a tutti i genitori in primo luogo, alle figure della scuola, al personale della cucina, chiacchierando attorno ad un tavolo con depilant e assaggi senza glutine
- “Una certa idea di festa” completa questo percorso (esterno) senza glutine assieme al percorso scolastico, nella festa di fine anno dei bambini della scuola, genitori e parenti , in più la presenza di un banchetto AIC, giochi, balli e un assaggio a buffet solo senza glutine.
Credo sia giusto capire prima i motivi che m'hanno spinta a elaborare un piccolo percorso con la scuola, ma per fare questo è necessario un poco conoscere la nostra esperienza. Spero di non essere stata troppo noiosa.
Chi vuole proseguire..qui .."posso venire anche io?"
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