Brumm brummm bruuuuuuuuuuum, curve e tornanti, salite e discese, forseste e cunicoli ed eccoci in Lorena.
No non ci siamo stati in questi giorni, magari..ma anche nò viste le temperature, ma tanti anni fa.. aaaaaaaaaaanti tanti, purtroppo, anche se una parte del cuore ( e dei parenti) sono in zona, lungo le rive della Moselle, tra forti nascosti in foreste impenetrabili (ora) e castelli che sovrastano vallate ricche di miniere.
Sono diversi anni che ho attraversato in moto quelle terre ma sembra ieri nella mia mente, sulla pelle, sul palato. Sono state emozioni davvero uniche che difficilmente mi lasciano. Sarà che anche l'aver passato diverso tempo con i familiari del pestifero ha creato una atmosfera ancora più unica di quel che potevo assaporare.
Già perchè ho sempre sentito raccontare di quei posti, quelle cittadine.. quasi mi pareva di conoscere già il paese, tanto me ne avevan parlato a casa.
Ampi spazi collinari, acqua e bellissimi paesi con tipiche casupole, mi sono divertita un sacco quelle settimane. Non è stato semplice capire molti discorsi...io il francese proprio non lo mastico neppure un po' , però a tavola ragazzi se ci si comprendeva bene ;)
Mi sono innamorata di alcuni piatti locali, e di un formaggio che era la fine del mondo, burroso, giallo, morbido... mai più trovato da nessuna altra parte e l'idea di portarne qualche piccola forma a casa non era propriamente ideale.
Le conchiglie St Jacques con funghi e besciamella e la favolosa Quioche Lorreine. Da quando l'ho mangiata dove è stata "inventata" non ho più smesso di farla, prima in versione glutinosa, poi sglutinata..e sempre buonissima.
La facciamo anche oggi? Ma si dai!!! Ecco come.. più semplice a farsi che a dirsi.
Quiche Lorreine
Pasta Brisée (seguendo le indicazioni base di Felix su CIS e su UnCuorediFarinaSenzaGlutine)
110 g burro morbido tagliato a cubeti
40-50 g acqua ghiacciata
200 g farina senza glutine* (peronalmente prediligo utilizzare Glutafin, Coop sg, Nutrifree anche miscelandole assieme con dosi varie sino a raggiungere i 200 g)
Ripieno
1 piccola cipolla tagliata molto finemente(lo so nella ricetta non ci va ma a me piace caricarla la quiche)
200 g pancetta a fette oppure a cubetti
200 g panna a base vegetale* ( per me creme cusine Unilever)
2-3 uova (stiamo leggeri)
una pruzzata di noce moscata
sale
pepe
Preparare la base di brisée mescolando le farine, lasciarla riposare un'oretta o due in frigo infine stenderla in una pirofila (la forma classica è una tortiera tonda con i bordini ondulati)
Accendere il forno a 200°C.
In una terrina sbattere le uova con la cipolla (può essere anche omessa) e la panna, la noce moscata. In una pentola mettere la pancetta bollita per qualche minuto in acqua bollente (se a fette intere) poi sgocciolata e tagliata a cubetti, saltarla con un noce di burro.
Disporre la pancetta sopra la pasta brisée e coprire con il composto di uovo sbattuto e aggiustare di sale e pepe .
Infornare a mezza altezza per 30-35 minuti( a 200°C) sinchè iniziano a dorarsi i bordi. Estrarre dal forno e lasciar riposare la quiche per una decina di minuti.
Secondo noi è buona tiepida, ma è una bomba pure fredda: infatti la uso spesso in buffet e compleanni, ma anche in gite fuoriporta, magari facendo delle versioni monoporzione (che cuoceranno 20 minuti a 200°C) più gestibili senza dover portarsi appresso i coltelli.
Sono diversi anni che ho attraversato in moto quelle terre ma sembra ieri nella mia mente, sulla pelle, sul palato. Sono state emozioni davvero uniche che difficilmente mi lasciano. Sarà che anche l'aver passato diverso tempo con i familiari del pestifero ha creato una atmosfera ancora più unica di quel che potevo assaporare.
Già perchè ho sempre sentito raccontare di quei posti, quelle cittadine.. quasi mi pareva di conoscere già il paese, tanto me ne avevan parlato a casa.
Ampi spazi collinari, acqua e bellissimi paesi con tipiche casupole, mi sono divertita un sacco quelle settimane. Non è stato semplice capire molti discorsi...io il francese proprio non lo mastico neppure un po' , però a tavola ragazzi se ci si comprendeva bene ;)
Mi sono innamorata di alcuni piatti locali, e di un formaggio che era la fine del mondo, burroso, giallo, morbido... mai più trovato da nessuna altra parte e l'idea di portarne qualche piccola forma a casa non era propriamente ideale.
Le conchiglie St Jacques con funghi e besciamella e la favolosa Quioche Lorreine. Da quando l'ho mangiata dove è stata "inventata" non ho più smesso di farla, prima in versione glutinosa, poi sglutinata..e sempre buonissima.
La facciamo anche oggi? Ma si dai!!! Ecco come.. più semplice a farsi che a dirsi.
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In questo caso invece della brisèè ho provato con la pasta sfoglia |
Pasta Brisée (seguendo le indicazioni base di Felix su CIS e su UnCuorediFarinaSenzaGlutine)
110 g burro morbido tagliato a cubeti
40-50 g acqua ghiacciata
200 g farina senza glutine* (peronalmente prediligo utilizzare Glutafin, Coop sg, Nutrifree anche miscelandole assieme con dosi varie sino a raggiungere i 200 g)
Ripieno
1 piccola cipolla tagliata molto finemente(lo so nella ricetta non ci va ma a me piace caricarla la quiche)
200 g pancetta a fette oppure a cubetti
200 g panna a base vegetale* ( per me creme cusine Unilever)
2-3 uova (stiamo leggeri)
una pruzzata di noce moscata
sale
pepe
Preparare la base di brisée mescolando le farine, lasciarla riposare un'oretta o due in frigo infine stenderla in una pirofila (la forma classica è una tortiera tonda con i bordini ondulati)
Accendere il forno a 200°C.
In una terrina sbattere le uova con la cipolla (può essere anche omessa) e la panna, la noce moscata. In una pentola mettere la pancetta bollita per qualche minuto in acqua bollente (se a fette intere) poi sgocciolata e tagliata a cubetti, saltarla con un noce di burro.
Disporre la pancetta sopra la pasta brisée e coprire con il composto di uovo sbattuto e aggiustare di sale e pepe .
Infornare a mezza altezza per 30-35 minuti( a 200°C) sinchè iniziano a dorarsi i bordi. Estrarre dal forno e lasciar riposare la quiche per una decina di minuti.
Secondo noi è buona tiepida, ma è una bomba pure fredda: infatti la uso spesso in buffet e compleanni, ma anche in gite fuoriporta, magari facendo delle versioni monoporzione (che cuoceranno 20 minuti a 200°C) più gestibili senza dover portarsi appresso i coltelli.
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