Finalmente un po' di tempo per giocare con le insolite nascite che trovo in giardino.
Dallo scorso anno un seme, venuto da chissá dove, ha attecchito tra i germogli di pisello.. Attendendo un poco è cresciuto ed ha svelato un fiore meraviglioso. Stellato, viola con un cuore giallo..una piantina che ha tranquillamente superato il metro di altezza.
Cerca qui e lá e scopro si tratta niente di meno che un frutto dimenticato della terra, da troppi anni non lo si coltiva piú negli orti..la resa è di molto inferiore alle radici salite dalla antica Macedonia; no non ho sbagliato ..di questa pianta non si mangia il fiore o le foglie, ma proprio la radice.
Non si tratta che di Scorzabianca, la progenie nei nostri orti, delle radici da tavola. Cugina della Scorzanera hispanica, da cui differisce per colori di radice e fiore apicale. (Tragopogon porrifolius)
L'unico problema è che va raccolta e mangiata quando la radice è morbida..quando il fiore si è appena aperto, e giâ così è tendente ad avere una radice legnosa. A saperlo prima... Io invece ho voluto attendre l'appassimento del fiore, che s'é trasformato in un grandissimo "soffione", come il Tarassaco.
Molti semi si sono staccati e sparsi sul terreno, altri li abbiamo conservati con l'intenzione di seminarli l'anno successivo, invece a sorpresa hanno deciso di nascere a sorpresa...
Meglio per noi..ed ora le scusanti per non poterlo usare non ci sono piú e cosí ecco che ci si mette un calo delle temperature leggero,ma abbastanza fresco da invogliare a preparare una crema ricca.
Purtroppo il raccolto di questo giro non era enorme, i giorni precedenti invece avevo un mazzolone grandissimo, per cui ho ampliato le radici aggiungendo un'altro frutto della terra, anche se non piú del suo colore originale: la carota.
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la radice centrale è la pianta di scorzabianca |
Un mazzo di scorzabianca raccolta fresca e leggermente morbida
Quattro belle carote
Mezzo litro di brodo vegetale caldo (anche pronto..purché senza glutine se la pietanza ê destinata ad un celiaco)
Una cipolla rossa
Un piccolo bicchiere di vino bianco
Olio EvO
Sale, pepe
Un ciuffetto di prezzemolo fresco
In una casseruola mettere l'olio e appassire la cipolla dolcemente, nel frattempo lavare e spuntare le carote e tagliarle a tocchetti.
Lavare e raschiare con un coltellino le radici di scorzabianca, eliminando i radicamenti filosi.
Tagliare a pezzetti e mettere assieme alla cipolla.
Aggiungere le carote e coprire con il brodo, portando a cottura sinchè le radici diventano morbide.
Passare il tutto con un frullatore ad immersione, aggiungendo il prezzemolo mentre si frulla.
Aggiustando con sale e pepe e portando il frullato, alla cremositá desiderata.
Si potrebbe aggiungere della pasta, in questo caso serve allungare con un po' di altro brodo, per la cottura della pasta (magari tipo risoni) oppure quadretti di pane strofinato con aglio.
Servita tiepida é veramente ottima, calda corroborante e carica un sacco le energie.
Insomma anche quel che abbiamo dimenticato e che ci circonda, senza saperlo, puó essere una sorpresa da portare a tavola.
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