"Cucinare è un atto d'amore", il nuovo libro di Marco Bianchi, ricercatore scientifico della fondazione Veronesi, autore di splendidi libri di cucina sulla sana alimentazione con alte, anzi altissime strizzate d'occhio al mondo veg.
Magari osservando superficialmente le sue produzioni si può intuire una preparazione di menù vegani, all'inizio temo di averlo pensato anche io, ma così non è, in realtà la cultura del buon cibo e della sana alimentazione si basano molto sulla parte vegetale da portare nel piatto, ma aggiunge anche qualche tocco ittico o caseario. Insomma di varietà ce ne é, anche senza carne.
Magari osservando superficialmente le sue produzioni si può intuire una preparazione di menù vegani, all'inizio temo di averlo pensato anche io, ma così non è, in realtà la cultura del buon cibo e della sana alimentazione si basano molto sulla parte vegetale da portare nel piatto, ma aggiunge anche qualche tocco ittico o caseario. Insomma di varietà ce ne é, anche senza carne.
Al Castello diciamolo pure, la carne la adoriamo, non potremmo vivere senza...la peste grande poi è diventata una vorace estimatrice di questo lato della piramide alimentare, ma non rifiuta neppure piatti enormi di verdure (la peste mini invece vivrebbe di frutta) per cui siamo sempre alla ricerca di preparazioni insolite da accompagnare, spesso rese protagoniste di portate principali, vegetali di ogni tipo.
Sappiamo che fanno bene ma siamo anche curiosi di conoscere in cosa ci fanno bene, perciò la nostra innata voglia di imparare ci ha condotti a leggere i libri di M. Bianchi che la biblioteca del paesello ci propone (le "nostre" due bibliotecarie, Lea e Gloria, tengono aggiornata la sezione culinaria dedicata alla sana alimentazione, per cui è stato facilissimo avvicinarci alle letture di questo autore. Inoltre, cosa non da poco, moltissime ricette sono già pensate per i celiaci! Si è assolutamente il nostro uomo.
Sappiamo che fanno bene ma siamo anche curiosi di conoscere in cosa ci fanno bene, perciò la nostra innata voglia di imparare ci ha condotti a leggere i libri di M. Bianchi che la biblioteca del paesello ci propone (le "nostre" due bibliotecarie, Lea e Gloria, tengono aggiornata la sezione culinaria dedicata alla sana alimentazione, per cui è stato facilissimo avvicinarci alle letture di questo autore. Inoltre, cosa non da poco, moltissime ricette sono già pensate per i celiaci! Si è assolutamente il nostro uomo.

Ci piace la barbabietola, ci piacciono i dolci e se le pietanze fanno bene siamo stra felici, e questa torta capita a "fagiuolo" viste le necessità di tenere pronti i muscoli della peste grande vista la mole di movimento che si è prefissata nel suo sport, qualme modo migliore per dimostrarle che sono con lei ... e via di Barbatorta allora, grazie a Marco Bianchi (che per altro ringrazierò venerdì sera visto sarà a Ferrara per presentare il libro in questione).
Abbiamo solo fatto qualche modifica, prima di tutto la farina, al Castello assolutamente senza glutine, ci siamo appoggiati ad una pre miscelata universale semplice. Il latte di mandorla ecco in casa proprio non lo avevo, ma il latte di soia che uso è abbastanza dolce per cui è andata per quello. Barbabietola.. di fresche non sono così pronta, ma in casa ho sempre i sacchetti con le precotte messe sotto vuoto, alla peste grande piacciono un sacco, e pure a me, per lo zucchero come sopra..in casa neppure quello di canna era rimasto, la peste piccola lo considera come un dolcino dopo pranzo, e dopo frutta, e di solito è presente.. stavolta ci adeguiamo al locale semolato.
Abbiamo il resto accendiamo il forno e si parte!
Barbatorta di Marco Bianchi
in versione Senza Glutine
120 g Barbabietola rossa cotta (ho usato le precotte)
220 g Farina Mix It Schaer (ricetta originale 200 g farina di frumento, ma per noi è out)
70 ml olio di mais
180 ml latte di soia* (ricetta originale bevanda alla mandorla*)
60 zucchero semolato (ricetta originale 80 g zucchero mascobado)
150 g mandorle (io ho usato 150 g di farina di mandorle*)
1 cucchiaino cacao in polvere*
1 bustina lievito per dolci*
100 g cioccolato* fondente al 72%
220 g Farina Mix It Schaer (ricetta originale 200 g farina di frumento, ma per noi è out)
70 ml olio di mais
180 ml latte di soia* (ricetta originale bevanda alla mandorla*)
60 zucchero semolato (ricetta originale 80 g zucchero mascobado)
150 g mandorle (io ho usato 150 g di farina di mandorle*)
1 cucchiaino cacao in polvere*
1 bustina lievito per dolci*
100 g cioccolato* fondente al 72%
Si procede come indicato nella ricetta di Marco Bianchi, frullando la barbabietola con metà del latte. In una ciotola mescolo gli ingredienti secchi (usando la farina di mandorle ho saltato il passaggio indicato sul libro ove si prevede di tritare le mandorle grossolanamente), aggiungo la farina senza glutine (un mix universale), lo zucchero, il cacao ed il lievito.
Unisco piano la barbabietola e l'olio di mais, mentre amalgamo per bene gli ingredienti faccio fondere a bagnomaria il cioccolato fondente con la metà del latte di soia (in originale mandorla) rimasto.
Infine lo aggiungo al composto nella ciotola.
Verso in una tortiera, Marco ne consiglia una con un diametro di 23 cm, e cuocio in forno già caldo a 180 °C per 50 minuti, a me ne sono bastati poco più di 40 per avere un dolce asciutto anche dentro (prova stecchino sempre!)
Unisco piano la barbabietola e l'olio di mais, mentre amalgamo per bene gli ingredienti faccio fondere a bagnomaria il cioccolato fondente con la metà del latte di soia (in originale mandorla) rimasto.
Infine lo aggiungo al composto nella ciotola.
Verso in una tortiera, Marco ne consiglia una con un diametro di 23 cm, e cuocio in forno già caldo a 180 °C per 50 minuti, a me ne sono bastati poco più di 40 per avere un dolce asciutto anche dentro (prova stecchino sempre!)
Si fa freddare e si sforma.
* ricordarsi, per cucinarli senza glutine adatti ai celiaci, controllare che questi alimenti abbiano sulla confezione il claim "senza glutine" o sia in prontuario della AIC (Associazione Italiana Celiachia) o ancora che abbia la spiga sbarrata sulla confezione.
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