presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

18 maggio 2015

Crema di Radici con Scorzabianca


Finalmente un po' di tempo per giocare con le insolite nascite che trovo in giardino.
Dallo scorso anno un seme, venuto da chissá dove, ha attecchito tra i germogli di pisello.. Attendendo un poco è cresciuto ed ha svelato un fiore meraviglioso. Stellato, viola con un cuore giallo..una piantina che ha tranquillamente superato il metro di altezza.

Cerca qui e lá e scopro si tratta niente di meno che un frutto dimenticato della terra, da troppi  anni non lo si coltiva piú negli orti..la resa è di molto inferiore alle radici salite dalla antica Macedonia; no non ho sbagliato ..di questa pianta non si mangia il fiore o le foglie, ma proprio la radice.
Non si tratta che di Scorzabianca, la progenie nei nostri orti, delle radici da tavola. Cugina della Scorzanera hispanica, da cui differisce per colori di radice e fiore apicale. (Tragopogon porrifolius)
L'unico problema è che va raccolta e mangiata quando la radice è morbida..quando il fiore si è appena aperto, e giâ così è tendente ad avere una radice legnosa. A saperlo prima... Io invece ho voluto attendre l'appassimento del fiore, che s'é trasformato in un grandissimo "soffione", come il Tarassaco.
Molti semi si sono staccati e sparsi sul terreno, altri li abbiamo conservati con l'intenzione di seminarli l'anno successivo, invece a sorpresa hanno deciso di nascere a sorpresa...
Meglio per noi..ed ora le scusanti per non poterlo usare non ci sono piú e cosí ecco che ci si mette un calo delle temperature leggero,ma abbastanza fresco da invogliare a preparare una crema ricca.
Purtroppo il raccolto di questo giro non era enorme,  i giorni precedenti invece avevo un mazzolone grandissimo, per cui ho ampliato le radici aggiungendo un'altro frutto della terra, anche se non piú del suo colore originale:  la carota.


la radice centrale è la pianta di scorzabianca
Crema Tiepida di Radici di Scorzabianca e Carote

Un mazzo di scorzabianca raccolta fresca e leggermente morbida
Quattro belle carote
Mezzo litro di brodo vegetale caldo (anche pronto..purché senza glutine se la pietanza ê destinata ad un celiaco)
Una cipolla rossa
Un piccolo bicchiere di vino bianco
Olio EvO
Sale, pepe
Un ciuffetto di prezzemolo fresco




In una casseruola mettere l'olio e appassire la cipolla dolcemente, nel frattempo lavare e spuntare le carote e tagliarle a tocchetti.
Lavare e raschiare con un coltellino le radici di scorzabianca, eliminando i radicamenti filosi.
Tagliare a pezzetti e mettere assieme alla cipolla.
Aggiungere le carote e coprire con il brodo, portando a cottura sinchè le radici diventano morbide.
Passare il tutto con un frullatore ad immersione, aggiungendo il prezzemolo mentre si frulla. 

Aggiustando con sale e pepe e portando il frullato, alla cremositá desiderata.

Si potrebbe aggiungere della pasta, in questo caso serve allungare con un po' di altro brodo, per la cottura della pasta (magari tipo risoni) oppure quadretti di pane strofinato con aglio.
Servita tiepida é veramente ottima, calda corroborante e carica un sacco le energie.
Insomma anche quel che abbiamo dimenticato e che ci circonda,  senza saperlo, puó essere una sorpresa da portare a tavola
.




10 maggio 2015

Gnocchi di Fagioli e .... per Quanti Modi di Fare e Rifare

Volutamente piena di vapore! Gnocchi appena spadellati, slurppppp

E stavolta la facciamo veramente strana... poi chissà se funzionerà. Certo il fagiolo qui in casa lo devo usare col contagocce.. la peste grande sembra sentire i legumi in qualunque preparazione io li metta, che siano due o mille...  quella li sente sempre. Ultimamente ha un palato fine, critico.. si insomma, rompi ( hi hi hi) all'ennesima!



Questo mese per quanti modi di fare e rifare ecco gli  gnocchi di fagioli cannellini

Seguendo alla lettera ( anche riguardo l'uso delle scatolette) la ricetta di Nonna Sole.. almeno fino ad un certo punto.... ho spadellato dei gnocchi veramente insoliti.


Certo l'idea di usare farina integrale (logicamente per noi senza glutine) era interessante, anche se inizialmente pensavo ad usare una sottile farina di riso o un fioretto di mais (si lo so che è per dolci, ma il retrogusto di polenta a me piace..e coi fagioli per me è favolosa), poi mi sono guardata in giro.. una farina integrale, ricca di fibre.. saraceno bianco o scuro..si va benissimo..e se invece provassi con sorgo o quinoa?   troppa scelta gente... non so più che fare!!!
Che scelgo? vado sul colorito roseo del fagiolo e ne mantengo molto presente il sapore? Poi la peste grande li usa come palline da cerbottana.. no meglio di no..allora niente mais..stavolta.
 Quinoa e saraceno? E se mi coprono troppo? sono farine così amare.... certo il cannellino è dolce, ma non posso dargli questo stacco così importante... pensa che ripensa...ma certo! Ecco la soluzione!

Citando un film di Verdone "famolo strano!"....  così farina di riso e farina di Canapa (Sativa) si uniscono per un piatto veramente "strano" e ricco!

Il riso non copre i sapori, mentre la canapa è dolce.. ed avevo giusto voglia di provarla pura, per vedere negli impasti come colora per bene, così ha pure nascosto il rosato dei cannellini..e la peste grande non si è accorta di nulla, yeah! Certo dopo un piatto si è resa conto che qualche cosa di conosciuto c'era, ma non ha fatto una piega, anzi..

Conditi con le erbe aromatiche del giardino saltate con poco olio ( anche se abbiamo preferito il piatto con burro), origano, erba cipollina..scappata tagliata finemente ( sempre per questioni palato peste) anche all'interno dell'impasto .. veramente buoni.

La sera me ne erano avanzati un pochino e li ho passati al micro per pochi secondi ( la tenuta della forma la sera era migliore della prima spadellata e non erano duri) , magari un poco meno di farina di canapa sativa la prossima volta non guasta, così da sentire di più il fondo di legumi, ma non sono risultati così amari come con altre farine, ci sono veramente piaciuti un sacco.



25 aprile 2015

10 Maggio - Corso di Cucina a Ferrara con Marco Scaglione



Udite udite, Mamey Ferrara in collaborazione con NutriFree e AIC Emilia Romagna (sez Ferrara), ha organizzato un corso di cucina dedicato interamente alla pasticceria senza glutine.
Il prof!?  Marco Scaglione.

Domenica 10 Maggio 2015
Festa della Mamma

Quale occasione migliore per regalare a mamma una giornata speciale tra grandi ricette, dolci e ottimi consigli?
Oppure preparare per lei un dolce per festeggiarla ...  l'importante sarà divertirsi ed imparare, e di "carne " (dolci) al fuoco ce ne è un bel po' .. curiosi vero?





Le ricette proposte saranno:

Pan di spagna con crema pasticcera
Crostata classica con marmellata di more
Bignè con crema chantilly e glassa al cioccolato
Bomboloni fritti con lievito poolish
Raviolo fritto con crema al cioccolato
(dalla pagina FB di Mamey Ferrara)



Il corso si svolgerà a numero chiuso, in due turni, mattino e pomeriggio, per agevolare al meglio i partecipanti che volessero cimentarsi nella pasticceria.

Presto scegliete il turno che preferite e buon lavoro 

Sarà presente anche AIC Ferrara, sciogliere dubbi,  dare informazioni, far "due chiacchiere" sarà sempre un piacere per i volontari...potrete anche per proporVi come volontari attivi e partecipare alle attività AIC sulla provincia.

12 aprile 2015

Lasagne Verdi Emiliane.. per Quanti Modi di Fare e Rifare



Come resistere alla tentazione di un piatto di lasagne? Se poi le si portano a tavola quando le giornate sono tristi e fredde posso cambiare completamente l'umore di tutta la famiglia... almeno qui al Castello funziona.. sarebbe da provare no?!

Un'occasione extra ce la dà proprio Quanti Modi di Fare e Rifare... e lasagne siano, come sempre in versione senza glutine.

Non so quante uova di "sfoia" ho fatto n questi giorni.. nell'orto c'erano così tante belle erbette che non ho resistito...  spinaci, bieta da taglio...  ma erano così belle che un po' semplici, poi nei ripieni, nei cannelloni, ravioli....taglioline e.. lasagne.

Mettiamoci al lavoro.. la peste piccola poi ha deciso di fare il servizio fotografico per cui pure alcune immagini del lavoro...  il resto bhè..  diciamo che era un poco "mosso" .. e poco è una gentilezza, giuro. Ma va bene così.. non aveva mai preso in mano una digitale...   ci possono solo essere ampi margini di miglioramento.

Ma torniamo a Quanti modi di Fare e Rifare. Questa domenica siamo tutti a casa di Susanna.. c'è spazio per tutti per fortuna! E che menù.. delle lasagne che non sono solo belle, ma pure stratosfericamente buone, con quel ragù pieno di terra emiliana, la besciamella ricca e la sfoglia verde.. mmmm che bontà! Al Castello ovviamente la versione è senza glutine, ma non per questo meno gustosa.

Si può notare che in questa non ho aggiunto lo strato alto di besciamella...
E' una delle teglie appena uscite dal forno.. stava raffreddandosi per andare in congelatore..

Lasagne Verdi Emiliane...  Senza Glutine 
(l'originale di Susanna qui)

ingredienti pasta all'uovo:
300 g farina* per pasta fresca senza glutine (vedere post pasta all'uovo)
2 uova
2 giri di olio EvO
un pizzico di sale
100 g di erbe verdi (bieta da taglio e spinaci) appassite in padella e sminuzzate

acqua se serve, tiepida

Il ripieno
Prima il ragù, seguendo Susanna, soltanto con qualche modifica personale... io ho eliminato l'alloro..a casa mia non piace... ma metto un bel cucchiaino di zenzero, niente zucchero e burro poi, il resto ci siamo.
carne scelta macinata
sedano
carote
cipolla
passata di pomodoro
vino rosso
concentrato di pomodoro
olio evo
sale aromatizzato
zenzero in polvere
noce moscata

Oppure si può fare un semplice ricco ragù alla ferrarese.

Secondo... la Besciamella, corposa e densa.
latte fresco a casa nostra a volte lo eliminiamo per far posto al latte di soia* 
farina* di riso finissima senza glutine (qui ho dato fondo ad una parte della mia scorta di farina presa in Polonia)
burro o margarina* nel caso uso latte di soia*
noce moscata

pan grattato* e parmigiano per completare (non metto parmigiano se la faccio anche lactose free)

Preparo la pasta all'uovo, mescolando nell'impastatore farina, uova e erbe, olio e sale.. non sempre serve l'acqua, tirato l'impasto in strisce belle larghe ma non spessissime, a volte uso "nonna papera" della planetaria, ma mi piace tirare la sfoglia col mattarello, come una volta: mi fa apprezzare meglio le diversità che hanno le varie miscele di farine senza glutine, quanto possono essere lavorate, quanto assorbono in liquidi e quanta farina non deve eccedere per evitare si secchino nella cottura successiva.
Infine ricavo i rettangoli della misura della teglia che voglio riempire.Uno unico se la teglia è piccina, sennò anche tre, da affiancare uno all'altro.. così per ogni strato..e io di strati ne faccio taaaaaanti!



Servizio fotografico della peste piccola 
Ora le cose sono due... si possono cuocere e poi utilizzare nella preparazione, oppure (con quelle senza glutine si può.. sinceramente non ricordo in versione glutinosa se è possibile farlo) lasciare la besciamella un poco più liquida e coprire le lasagne non cotte ma neppure spesse, direttamente, saranno però da cuocere subito in forno.
Personalmente ho lasciato che le strisce di pasta si cuocessero in forno, con una besciamella un poco più liquida... 




Nel frattempo però avrò già preparato il ragù e si starà freddando un poco la besciamella, che ho fatto al solito modo... roùh con burro e farina, aggiunto latte tiepido sale e abbondante noce moscata, cuocendo sino alla consistenza che voglio.
Un poco di burro sul fondo della teglia con un pochino di besciamella, primo strato di pasta, ricopro con un ragù e besciamella.
Così per strati e strati.. l'ultimo sarebbe da riempire con uno strato ancora più generoso di besciamella densa... 
In forno a 180°C per 30-40 minuti (perchè non ho precotto la pasta, sennò con 20 minuti sarebbero pronte). Lasciar riposare...  

Di solito non faccio una teglia, ma diverse, e una volta fredde le copro con pellicola e metto in congelatore, pronte per essere riprese in una giornata uggiosa, e scaldare i cuoricini. Basta scongelarle un poco, mentre si scalda il forno e si aggiunge sopra al tutto un ulteriore strato di besciamella (giusto per alzare di un cm la preparazione)  e infornate tra i 15 e i 20 minuti a 200 °C giusto per terminare la scongelata e riportarle a calde temperature.
Lo strato aggiunto dopo permetterà di mantenere umida la parte superiore evitando si secchi troppo.

Come sempre gli alimenti con asterisco* sono a rischio , e se si vuol cucinare anche per i celiaci debbono rispettare regole di non contaminazione dall'origine al consumo, per cui consultare il prontuario AIC, controllare la lista allergeni in base alla legge EU 09 e il claim "senza glutine" sulle confezioni.


3 aprile 2015

Ricette Base... Pasta Frolla con mix alla Canapa




La pasta frolla è un must della cucina, c'è la versione salata, dolce, alta, morbida, secca, che sbriciola...insomma ogni casa ha la "sua" frolla di famiglia... e se ci aggiungiamo qualcosa..ecco che diventa ancora più speciale.

Grazie a "I Buoni Senza Glutine" ed al suo super movimentato e pazzo staff in giro per la penisola si possono sperimentare dal vivo e con le mani nel sacco, i loro mix di farine. Tra questi nell'ultimo anno hanno  portato alla conoscenza del mondo culinario, sglutinato, la farina di Canapa..ovviamente senza glutine. Finalmente anche i celiaci possono averne di certificata gluten free. ..e allora perchè non mettersi all'opera?

L'avevo gustata al Gluten Free exPo di Rimini, l'ho ripescata facendone una scorta a casa, e l'ho usata seguendo il corso con il grande Laurent, dove ne ha mostrato caratteristiche e modi di uso..oltre le peculiarità di questi mix. La farm. Cavalletti ha organizzato un bellissimo corso dove tanti, ma veramente tanti (che bello!!) hanno potuto provarle..e un prossimo ci sarà a breve!
Che dire? A noi "ci piace" (usando i termini dei social web), eccome se ci piace.....
tanto per cominciare la canapa è un elemento legato ai territori ferraresi, in diversi modi, poi è dolce al palato, meno prepotente di grano saraceno e quinoa, che non sono da scartare, anzi..ma spesso, soprattuto con i bimbi, certe farine non si riesce a fargliele mangiare..eppure quando si necessita di trovare un compromesso per assimilare ferro, fibre e sostanze varie...è necessario ricorrere a trucchetti simili...se poi non vogliono vedere neppure da lontano frutta e verdura bhè....  si va di dolci e pizze.. sapientemente riempiti di "buoni propositi" e "buoni alimenti".


Pasta Frolla alla Canapa


200 g mix dolci alla canapa "l'Altro Gusto" de i Buoni SG

  80 g margarina* o burro
  90 g zucchero semolato
    4 g lievito per dolci*    (se si vuole la frolla morbidissima..non lo uso per i biscotti)

Mescolare  a mano, senza paura, uovo e zucchero, aggiungere burro o margarina e manipolare per bene il mix. Infine aggiungere la farina, lavorare velocemente per eliminare grumi, fare un panetto e mettere a riposare.


Stendere l'impasto (anche più giorni dopo..in questo caso toglierlo dal frigo e far riprendere la temperatura ambiente), spolverando un poco il piano di lavoro con farina e usarla per biscotti (in questo caso in forno a 180 °C per 13-15 minuti, o crostate ripiene.. 180-190°C per 25-30 minuti.





2 aprile 2015

Torta del Sole .... con farina di Canapa



Semplice e diretta come dice il suo nome, Torta del Sole, perchè è proprio così questo dolce.
Cade a "fagiolo" nel periodo di inizio primavera, quando le arance iniziano a scarseggiare e le dispense ancora non regalano troppi frutti..la primavera è alle porte..la frutta ancora no ..per cui si dà fondo un po' a tutto quel che c'è.
Da noi le arance cercano di essere sempre presenti in casa, una spremuta fresca prima degli allenamenti, magari accompagnata da qualche cucchiaino di melata, regala un'energia ed una carica incredibile.

Complice la voglia di fare un dolce veloce..ed il forno acceso per la pizza... bhè... non ho resistito ad impastare velocemente una frolla morbida ed ho imbastito questa insolita "crostata rovesciata".
Ma procediamo piano.. procuriamo due belle arance , possibilmente bio..senza nulla sulle bucce, le laviamo e asciughiamo, una tortiera bassa che può stare anche sul fuoco per un po' , zucchero e pasta frolla. Questo giro pasta frolla speciale, con farina di Canapa.

Torta del Sole

Un panetto di pasta frolla morbida con farina di Canapa (io ho questa ricetta facendo metà farina per dolci e crostate e metà di mix per pane e focacce con farina di Canapa ) entrambe le miscele di farina de "i Buoni Senza Glutine"
Tre arance
Sei cucchiai di zucchero
burro per la tortiera




Imburro per bene la tortiera e la ricopro di zucchero. Appoggio il tutto sul fornello sinchè lo zucchero si scioglie per bene.


Nel frattempo taglio a fette sottili le arance (le teste e i fondi li tengo per far altro) una volta sciolto lo zucchero appoggio le fettine di arancia sul fondo, creando una decorazione. Personalmente adoro metterle sovrapposte riempiendo bene ogni buco.
Importante: NON togliete la buccia dell'arancio... tagliare anche quella!!
Infine tiro un poco la frolla e copro lo strato di arance con la pasta, sigillando, premendo per bene, i bordi. Al centro dell'impasto faccio un bel taglio a croce.. il famoso caminetto dal quale fare uscire il vapore..eviterà alla frolla di "esplodere" verso l'alto creando antiestetiche decorazioni...e non farà fuoriuscire di colpo l'interno.
Inforno a 180°C per 35-40 minuti.Sempre pre riscaldando il forno per bene.
Togliere dal forno e lasciar intiepidire un poco, infine appoggiare un piatto sulla tortiera e girare sottosopra il tutto.

Possiamo servirla tiepida, io la preferisco a temperatura ambiente.
Nota.. girare il dolce su un piatto basso e liscio, senza bordi, aiuterà ad evitare "affondamenti" del dolce..e resterà bello diritto e molto più bello a vedersi anche se è rimasto a riposo un poco.

Ora!? Buon appetito ... ottimo per una merenda fresca (meglio avere una forchetta a portata di mano con la ricetta sglutinata), ma anche a colazione è da urlo.. magari in monoporzioni, oppure una bella fetta "carica-energia" 


29 marzo 2015

Un Girasole per un Benvenuto alla Primavera


Già ero affascinata dalle popolazioni che sono fiorite sul percorso di nascita del sole, a est.. I monumenti alti e dalle forme uniche, i colori che coprono ogni cosa... ricchi di rossi, verde, oro, e la cucina poi, nata in terre che regalano poco rispetto ad altre, soprattutto in inverno, eppure con quello che c'é realizzano da sempre piatti incredibili.
E da quando ho conosciuto (ed assaporato) Polonia e Rep. Ceca grazie all'innaspettato viaggio estivo, bhè.. Chi mi riesce a tenere più?!
Tanto per restare in paesi limitrofi, ecco una scenografica "pagnotta" che accompagna le colazioni dolci e salate tipiche dei paesi dell'Est Europa.
Certo  non posso negare si presenti come un complicato intreccio di pasta, invece é molto più semplice di come appare una volta terminato.. Non ci si crede vero? Non resta che provare a farlo per rendesene conto.
Per prima cosa è necessario avere l'impasto giusto...e con le farine senza glutine si sà non é questione cosí semplice, ma poi bhè.. Studia, leggi, gira che ti rigira , pensa e "senti" gli impasti, finalmente decido cosa fare: Valentina di InCucinaSenzaGlutine regala al mondo sglutinato una ricetta per una pasta brioschè che si presta quasi completamente per quel che voglio realizzare. Vale crea dei bellissimi, e buonissimi (provati e riprovati più volte) soli e girelle ripiene di spinaci e ricotta, io invece approfitto spudoratamente del magnifico lavoro che esprime per bene qui nel suo post, e preparo la base, prima il preimpasto di acqua, farina e lievito, poi passo alla seconda fase descritta, aggiungendo tutti gli altri ingredienti..infine la terza fase: la creazione del girasole di impasto.


Girasole di Pan Brioschè

Preimpasto (come spiega Vale)

70 g di farina senza glutine Farmo Fibrepan
70 g di acqua
4 g lievito
Mescolare tutto e lasciar riposare un'oretta.


seconda fase

Nella ciotola dell'impastatore si mettono
175 g di farina senza glutine per dolci lievitati del Molino della Giovanna
40 g di acqua a temperatura ambiente
50 g di burro morbido
15 g di zucchero
5 g di sale
1 uovo
E il preimpasto che sta lievitando al calduccio.
A questo punto di solito l'impasto mi richiede altri due cucchiai di farina  rasi..( non li peso mai)

Si mescola energicamente per qualche minuto,sinchè si attacca per bene al gancio dell'impastatore e si lascia lievitare. Resisto alla tentazione di aggiungere altra farina!

Lascio lievitare il tutto diverso tempo..da un'abbondante paio di ore a mezza giornata ( solitamente lascio riposare nella nottata).
Diventerà da appiccicosissimo a sodo  e morbido.
In una ciotolina tengo da parte fuori frigo due o tre cucchiai extra di burro.. Mi servirà quando
compongo il fiore.


comporre il fiore
Verso l'impasto su una spianatoia infarinata, divido in due parti uguali.


Una di queste la divido ulteriormente in cinque palline che tiro un poco a mano e un poco con il matterello...l'impasto è abbastanza elastico da non strapparsi nel movimento, inoltre non è appiccicoso da attaccarsi a mano e spianatoia.


Da queste palline ricavo cinque cerchi che sovrappongo spalmandone il centro in particolare, di quattro di questi con il burro morbido che ho tenuto da parte.
Una volta sovrapposto l'ultimo metto su una leccarda o un foglio di carta da forno tutta la torretta, e segno il centro grazia ad un coltello a punta affilato, due croci alternate. Ottenendo otto spicchi. Allungo i tagli dal centro verso il bordo esterno fermandomi a due- tre cm dal bordo.
Infilo il coltello sotto le punte al centro e rivolto verso l'esterno i triangoli..


Dopo questo prendo la seconda metà di impasto, ne tolgo un 1/5 e ripercorro la strada precedente...
cinque palline, le tiro e creo i cerchi. Dovranno essere della misura esatta per poterli inserire all'interno della prima corona di petali.


Alterno i vari strati con la pennellata di burro tranne l'ultimo, inserisco all'interno della corona grande, faccio le croci in modo da sfalsare però i segni della corona grande., risvolto i petali ( che saranno alternati e si appoggeranno nei "tagli" della precedente.


Con l'ultimo pezzo di impasto faccio una palla leggermente schiacciata che deposito nel centro del fiore.

A questo punto lascio lievitare un'oretta in un posto tiepido, anche meno se vedo che iniziano a gonfiarsi troppo i petali, riscaldo il forno a 200 °C per poi abbassarlo a 180 una volta che inserisco il fiore.
Mentre il forno si riscalda sbatto energicamente un uovo e spennello tutta la superficie del fiore (anche i petali) con un pennello. Al centro metto per rendere più "colorato" il tutto, una bella spolverata di semi di papavero.


Inforno abbassando a 180°C per 25-30 minuti.
Si può servire anche tiepida o a temperatura ambiente, è bene non tuffarcisi sopra quando è calda! Scotta dentro.





Il risultato con la dose indicata di impasto:






Aumentando di due volte le dosi proposte si può arrivare a fare girasoli più grandi e magari con una corona di petali in più.
La si può servire accanto a salumi saporiti e formaggi, magari aggiungendo tra i petali qualche foglia di lattuga croccante.. ma anche con la crema di nocciole non stona affatto.





Note: Valentina utilizza la farina per impasti dolci lievitati del mulino della Giovanna anche per il preimpasto, personalmente ho messo la Farmo per pane per avere uno stacco maggiore tra i dischi di impasto, ho notato, ma forse è solo una impressione mia, che utilizzando solo quella indicata (che non è nata per questo genere di lavoro ma per il Sole con spinaci) la farina tende a ri-attaccarsi tra i vari strati lasciando pochi segni di sfogliatura, cosa che invece io apprezzo tantissimo, e che in questo in particolare, serve.. la si apprezza maggiormente questa differenza nelle immagini: il fiore con i semi di papavero ha un preimpasto con solo farina per dolci lievitati del Molino della Giovanna, mentre il fiore a tre corone ha farina Farmo per pane e pizza come impasto di partenza.
Anche i giorni successivi resta tutto molto morbido, se ripassato leggermente in micro o in padella riacquista ancora un profumo eccezionale e non è certo da tenere in considerazione come pane per feste e pic nic all'aria aperta.. ora poi c'è Pasqua vicino....