presentiamoci un po'

Pasticci, Colori e Fantasia! Tre pesti in allegria. Semplicemente il mio mondo, me: passioni, pensieri , ricette...
Le mie due favolose pesti e il pestifero!!! (e l'angioletto.. ovvero me che sopportano!)

27 gennaio 2015

Giornata della Memoria


<< Anche un paesaggio tranquillo, un campo con volo d'uccelli, grano e mucchi d'erba, o una strada dove passano macchine,contadini e famiglie; anche un villaggio in festa con i campanili appuntiti, possono condurre improvvisamente a un campo di concentramento>> 


tratto da "Sotto i cieli d'Europa" di F. Sessi 




Ed eccoci, sotto una pioggia battente che non ha dato tregua per ore e ore... con le pesti e senza ripari, abbiamo affrontato questo percorso importante, pesante, necessario.

Inizialmente indecisi se far partecipi entrambe le pesti... dopotutto otto anni sono pochi, a volte, per comprendere.. ma abbiamo pensato che un'esperienza che non avrebbe compreso appieno subito, ma sarebbe rimasto nei ricordi.. lasciando decidere alle pesti cosa fotografare, anche per comprendere cosa avrebbe colpito loro di più...
km e km, con ore in piedi, un po' sotto la pioggia, per lasciare spazio al sole in campo aperto a Birkenau senza una lamentela, un gridolino. Di colpo trasformate, come tanti, appena varcato il cancello....  


Non sono partite però a "mani vuote"... durante l'andata, storie dai campi di concentramento, piccoli racconti per ragazzi, intensi e profondi, che abbiamo compreso meglio solo dopo la visita al memoriale di Auschwitz - Birkenau...  i boschi di betulle, la cariola del bimbo zingaro che veniva svuotata nei laghetti, le sale dell'ospedale del campo di Auschwitz ....  tutto lì...
























E così è.... di colpo la verde campagna costellata di piccoli paesi lascia spazio, dietro ad una curva, ad uno dei luoghi più atroci che i cieli d'Europa hanno riempito di aria, che ha alimentato il soffocante ed impetuoso mutamento del mondo, dietro la torre uno dei cancelli più terribilmente famosi... 
"Arbeit macht frei", campeggia sopra di esso... ma chi entrava ad Auschwitz (originariamente Oświęcim, poi ripreso) sapeva che nulla di quel che sarebbe stato fatto, avrebbe reso loro la libertà! Nessun lavoro, nemmeno il più sporco e cruento...

I blocchi del campo Canadà, dove si raccoglievano e dividevano gli oggetti, le valigie, i pennelli da barba, gli occhiali.... le protesi...
Gli esperimenti sui prigionieri nei blocchi attorno a quello dell'ospedale.. il blocco 10 riservato alle donne.. dove ignominie brutali vennero perpetuate dalle follie naziste, continuate nei blocchi 11 e ancora nei reparti chirurgici del blocco 21.





Poi a soli tre km Birkenau, comunemente Auschwitz II, dentro un bosco di betulle dove spesso si lasciavano attendere i deportati.
Quello che forse colpisce di più.... immenso, non se ne vede il termine, ancora contornato da filo spinato, con le baracche di legno che non lasciano respirare, i settori delimitati per dividere uomini, donne, famiglie, etnie, religioni, culture .... 
Le baracche dove si sperimentò atrocemente su fratelli, gemelli.... ti osservano mentre cerchi di camminare e trovare un perchè a tutto ciò... con lo sguardo non trovi altro che filo spinato e torri di guardia, canali scavati dagli stessi internati, rovine chiuse su se stesse di mattoni rossi, con i camini smontati ma ben riconoscibili anche con occhio distratto, come se il solo schiacciarle o smontare le camere ed i forni possa far sparire tutto ciò... 
La famosa triste entrata della ferrovia, verso la triste rampa dove delle "selezioni", là sempre più vicina ai forni crematori da dove ceneri incessanti uscivano dai camini e tante con cariole, per essere poi gettate nei laghetti all'interno del bosco di betulle da future ceneri... 


Birkenau, nata sulle ceneri della gente.














Che questi luoghi siano davvero un monito per il mondo, affinché questi eccidi non si ripetano in nessun luogo, poiché essi sono stati perpetuati da menti umane, e soltanto le menti umane possono porre fine a queste tragedie, purchè non si dimentichi e non si neghi ciò che è avvenuto...
perchè tutto ciò è accaduto veramente, e questi luoghi, i resti, i racconti, ne sono perpetua testimonianza.


E come concludere se non con una delle frasi che le pesti hanno detto così, a ciel sereno.. mentre si camminava sulla judenrampe?  Forse a ricordare un colloqui avvenuto pochi giorni prima con qualcuno che esprimeva la negazione della Shoah, almeno di alcune parti....?! Come? Semplicemente così:


<< " come fanno a dire che non è mai successo?! 
Ma non vedono tutto questo!? Che strani alcuni adulti! "  >>

Più immagini qui sotto, nei video










11 gennaio 2015

Quanti Modi di Fare e Rifare: Onigiri ... che passione!!! ..e Cosplay




"Assolutamente mamma questo si DEVE, no dico D-E-V-E fare!! Vuoi che te lo ripeta?" "Grazie, ho capito..tanto mi basta.. ma già avevo deciso di farli"...soprattutto perchè voglio seguire come non mai la ricetta alla lettera (ma questo la peste grande non l'ha sentito, per fortuna).
Eh già, ora sono le pesti che tengono sotto controllo i blog, in particolare tra l'attualmente in pausa Fatti e Rifatti Senza Glutine e Quanti Modi di Fare e Rifare, dove si presentano delle liste di piatti che non si riesce a mettere in ordine di bontà....     e poi abbiamo bisogno di normalità qui in Castello, dopo la pesante metà dell'anno appena passato, e inizio altrettanto prepotente... vogliamo cercare di mettere dei pezzi nei posti giusti, perchè non cominciare proprio da qui, con ricette di un paese che adoro (e mi fa paura nello stesso momento) , ricco di beltà e brutture (come tanti) , curioso, storico, moderno..  patria dei manga che tanto leggo(evo..ora i tempi sono troppo stretti)... Non possiamo allora non seguire....


...Anna, C'è di mezzo il mare che ci porta gli Onigiri direttamente dal paese del Sol Levante . Come non tuffarmi in questo "piatto" che tanto adoro? Ma con la ricetta che viene direttamente dalla loro casa.. sono meravigliosamente buoni!  Ah.. si scrive Onigiri..ma leggetelo Onighiri!


inoltre
ha cambiato giornate, ci si trova la seconda domenica di ogni mese.


E che si pensava che non ne facessi una delle mie pure qui? Eh eh ehe.....  Ho seguito alla lettera la ricetta, almeno le basi: riso per sushi, bellissimo, sciacquato per bene per eliminarne l'amido  in eccesso, poi cottura .. ma fermi tutti.. non ho la cuoci riso giapponese... e nààààààààà  in pentola classica io? Giammai!!! Sennò non sarei Jé.  E mò?! Come cuociamo 450 g di riso?
Ma nella Macchina del Pane, dove sennò?

Non scherzo, davvero! Ho messo acqua e riso nelle proporzioni indicate da Anna qui nel cestello della mia MdP. 500 ml di acqua e 450 g di rso più due cucchiai di salsa di soia* (Tamari per noi, quella senza glutine, più leggera anche nel sapore rispetto alla classica..che però per la mia peste è off limits poichè contiene frumento).
Tutto dentro e via con il programma marmellate, che come per la polenta, dura 1 ora. Siccome il tempo di cottura del riso, con queste quantità/proporzioni prevede 40 minuti, ho semplicemente spento la macchina prima.Lo faccio persino con la polenta quando la voglio morbida, perchè con questo non doveva funzionare? E in effetti siamo arrivati al termine bene, anche se devo dire, la prossima volta aggiungo 10-15 ml di acqua in più e il riso lo verso dopo un po'... in modo che l'acqua si scaldi un pochino. Li abbiamo voluti semplici, per cui non ho aggiunto piselli o, come una peste ha proposto per la prossima (ma estate/primavera come soluzione) olive a pezzettoni.


Terminata la cottura, ho estratto il cestello e messo il riso in una ciotola di vetro fredda (avrei potuto anche lasciarlo dentro il cestello, ma dovevo uscire di casa entro poco , così ho accelerato i tempi per abbassargli un po' la temperatura... Nel mentre ho cercato disperatamente i mie stampini per le rice balls, li uso spessissimo quando preparo gli Onigiri per i pic nic estivi,  con forme per Obento da bambine...infatti sono quelli di Hello Kitty, regalatimi anni fa da Deborah, una amica a zonsìzo per gli studios di San Fransisco e Singapore.., autrice per altro del manga Il Pirata Balthasar, con tutto il suo bel pacchetto rosa e le istruzioni, rigorosamente in giapponese. Non che ci abbia capito qualche cosa, ma c'è di bello che le istruzioni sull'uso delle attrezzature in sol levante è ben disegnato sulle confezioni, a prova di pesti pure (e di mamma).
Niente, non si trovano, vabbè, metodo tradizionale allora: ciotola con acqua a fianco a quella del riso, mi bagno le mani e inizio a creare con una pallina di riso, la forma triangolare, poi la "maniglia" come la chiamano a casa,: un pezzetto di alga Nori.  Infine con qualche manciata di riso ho voluto provare un "sapore" diverso... per non fare tutto uguale, sennò che noia... ho aggiunto semi di lino crudi (che fanno bene..e anche perchè il sesamo l'avevo finito qualche tempo prima e mi sono dimenticata di inserirlo nella lista della spesa..ops!),  siccome l'onigiri è diverso, diversa anche la forma deve essere, così eccoli modello cracker, dischi alti avvolti da strisce di alga. Avvolti nella pellicola e messi a riposare recuperano stabilità e i sapori si amalgamano per bene. La peste grande me ne ha sbaffati subito un paio.. così ho fatto delle foto al volo, si sa mai non me ne rimanessero per la sera ... e capitavano a fagiolo visto il rientro previsto in orari insoliti e soprattutto dopo aver passato un pranzo-merenda lucculiano. Un tè e qualche onigiri, magari con accanto una salsa piccante o del buon wasabi nel quale appoggiarli leggermente prima di gustarli .

Eh si, le ragazze in casa ogni tanto un po' di Giappone lo respirano in cucina, o almeno ci provo.. fuori bhè, è una cultura che a volte le affascina, a volte ne restano sconvolte...  vabbè dai, iniziamo intanto a divertirci con manga e anime.. magari immergendosi in festival come il Lucca Comics o il prestissimo qui da noi, FEcomics & Games, dove creeranno oltre alle aree fumttistiche, gadget e giochi, anche aree dedicate alla cultura giapponese (già il festival lo hanno fatto durante una anteprima).. per immergerle qualcosa un poco kitch forse e al di fuori del nostro standard, ma sempre divertente..anche perchè faccio loro notare gli studi e le ricerche (oltre alla creazione manuale)prima di arrivare a presentare un..Cosplay ! Ebbene si... ora le faccio impazzire del tutto....  ma di questo ne riparleremo..lascio qualche immagine si, della favolosa anteprima fatta ad Ottobre.. per il resto o attendete o "googolate" che è pure divertente. Oltre tutto una delle loro Eroine della TV, Fiore Manni di Camilla Store è una delle più brave Cosplayer Italiane di questi anni... solo che ancora non lo sapevano.. ma prima o poi la incontreranno in costume, e non solo per magia e caso fortuito come questa estate...magari metterò l'immagine (ma prima meglio sentire Fiore.. visto che stava in abiti "civili" :D  ma l'abbiamo riconosciuta lo stesso!! <3 Troppo Kawai!!!

Ah si.. ecco dei bellissimi Cosplayer dell'Anteprima di Ferrara ( e non sono solo i manga ad essere la base, ma pure PC games, Film, serie tv..)


e chè ... lo devo dire chi è?


Astrid di Dragon Trainer, senza dubbio la preferita della Peste piccola


Il gruppo di Finn l'avventuriero (Finn the Human), conosciuto come Adventure Time.


Il Mitico Lupin e Gigen
( cercate in rete il film che hanno fatto proprio loro, qui tra Comacchio e lido Estensi)

Po i mi fermo... GoT (super!), Ghost, Batman, Principesse Disney e altro qui
E per fortuna è da un po' che non scrivo .. non ho le dita calde..sennò questo post non finiva più!
.

6 gennaio 2015

Corso di Cucina: I Buoni Senza Glutine a Codigoro

Rullo di tamburi... "Siori e Siore" attenzione:
 la Farmacia Cavalletti di Codigoro (Fe) 
propone un fantastico corso di cucina "mani un pasta"
... e che pasta. 

presenteranno i loro mix di farine senza glutine, in particolare il mix con farina di canapa. E se posso dirlo.. WOW!!
Doppio corso: due i turni disponibili (salvo modifiche dell'ultimo, ma si verrà avvisati per tempo
inoltre anche i bambini potranno cimentarsi 
con le mani in pasta e giocare con il favoloso Clown Ovetto 
del gruppo La Grande Sorella tra scherzetti e biscotti!



Bambini occhio a Ovetto.. che si vuole pappare i buoni e bei biscotti che preparerete... pronti con le  manine per fargli solletico ?! 
Frattanto mamma e papà lavoreranno sui tavoli dei grandi con Laurent e il mix alternativo con farina di canapa?
Siete curiosi non è vero? 
Posso solo dire..
iscrivetevi subito: proverete un sapore nuovo, naturalmente senza glutine.

Zii e nonni pure sono invitati ad iscriversi a questo corso, non solo mamma e papà.



Per Info e iscrizioni :
contattare via mail la Farmacia Cavalletti all'indirizzo farcava@tiscali.it 
oppure al numero 0533711170

E' possibile richiedere Info ed iscriversi anche presso Mamey Ferrara

Oppure contattando la dott. Vaccari al 3397069353 contatti anche via FaceBook qui.

Cos'è la farina di canapa? Qui trovate informazioni interessanti, mentre sulle pagine Fb de "i Buoni senza glutine" potete apprezzare creazioni con questo buonissimo mix.

17 dicembre 2014

Crema Calda con Finocchio e Patate Rosse


Non si può certo dire che sia un inverno ghiacciato... o meglio il freddo sta arrivando un poco n ritardo e c'eravamo abituati bene al tepore del sole che ancora faceva capolino fino ad un paio di settimane fa dalle nuvole.
Ora zitto zitto è arrivato di gran carriera Jack Frost a portare finalmente pace ai campi ed agli alberi..speriamo porti pure la neve, visto che "sotto la neve, riposa il pane" come dicevano i nostri nonni.. e mai detto è più vero.. notato quanta fatica gli alberi da frutto questa estate facevano? Dopotutto anche a Madre Natura serve il riposo .
E natura vuole che il freddo ci faccia rintanare in casa, non prima di allenamenti all'aria aperta, passeggiate e giochi all'aria aperta (anche di rientro da scuola).. così quando ci si ritrova a tavola fa piacere avere qualche piatto che senza fatica scaldi il corpo e coccoli la mente.
Le pesti in questo periodo hanno scoperto un'altro modo per gustare il finocchio, notoriamente forte di sapore, usato per lo più come cruditè o bollito e gratinato in forno con besciamella.

Poco prima delle forti ghiacciate abbiamo raccolto i finocchi dall'orto, che purtroppo per loro non hanno potuto apprezzare il gran sole, ma solo la tanta pioggia.. cosa che li ha portati a restare un poco più croccanti all'esterno.. meno piacevoli da mangiare crudi. Allora perchè non utilizzarli in modo alternativo? Come? semplice.... come crema!

Crema con Finocchio e Patate Rosse

Almeno dieci foglie esterne di finocchio.. in pratica le più dure, tagliate a pezzettoni
Due o tre patate rosse tagliate a tocchetti
Mezza cipolla bionda  resa fine
Mezzo litro di brodo di verdure ( volendo anche granulare* in questo caso io uso per versione sprint quello della Dialcos a spiga sbarrata)
Olio EVO
sale e pepe q.b

Un cucchiaino a piatto di semi di lino
Un ciuffo ogni piatto di foglioline di finocchio

In una pentola mettiamo un fondo di olio con le cipolle ad insaporire, prima che si imbiondiscano aggiungiamo i finocchi tagliati.. infine le patate a tocchettini. lasciamo appassire un minuto o due, non devono bruciare, e aggiungiamo il brodo sino a coprire di un dito abbondante le verdure.
Continuiamo a far sobbollire per 15-20 minuti, sinchè il finocchio è morbido, infine passare al passaverdure (o con il frullatore a immersione), personalmente utilizzo i boccali del robot da cucina che "catturano" i filamenti del finocchio nella lama.... se si vuole rendere più vellutato lo si può passare con un colino cinesino in modo da catturare i "fili" restanti.
Rimettere nella pentola pochi minuti per far ridurre e aggiustare nel frattempo di sale e pepe.

Porre in un piatto alto la crema, aggiungendo al centro un cucchiaino di semi di lino e un ciuffo di finocchio, a piacere un filo di olio EVO a crudo. Accompagnare con crostini*  tostati o taralli* al finocchio, come abbiamo fatto noi. In particolare Taralli al finocchio di Acelia senza glutine.


Ricordandoci che gli alimenti con l'asterisco se si vuole preparare le pietanze senza glutine fruibili anche da un celiaco debbono essere sicure: controllare il prontuario alimenti AIC, oppure la presenza del claim "senza glutine" o il marchio spiga sbarrata AIC sulle confezioni.

16 dicembre 2014

Recuperare con gusto, polpettine di riso o cous cous


Ci sono quelle giornate in cui , nonostante le calibrate di peso degli ingredienti, il piacevole sapore dei piatti, la voglia di degustarli... resta sempre un mezzo piatto  nella pentola... 
Alle volte è pasta, altre invece carne o pesce  basta rigirarli in frittate di pasta o sughi per condire..ma se resta un risotto? Oppure un cous cous? Come lo reinventiamo che sono già belli e ricchi?
Semplicemente li trasformiamo in deliziosi finger food.

Finger Food: palline di riso 

Risotto avanzato (o cous cous* di mais qui)
un uovo
farina di mais fine*
pan grattato* senza glutine
sale/pepe
a piacere manciata di grana grattugiato oppure pezzi di fontina
olio per friggere

Mescoliamo gli ingredienti (risotto, sale/pepe, farina di mais e formaggio) in una ciotola aggiustando con poco pan grattato. formiamo delle palline che rotoliamo nel pane..che possiamo pure insaporire o alleggerire con farina di riso* o di mais* e tuffiamo nell'olio bollente sino alla doratura. Scoliamo e serviamo, magari con qualche salsa piccante.. dipende molto dal condimento della base iniziale.

Se si desidera si potrebbe pure eliminare l'aggiunta dell'uovo, ma nella mescolata iniziale è necessario aggiungere amido di riso o di mais con pochissimo olio, in modo da legare il riso o il cous cosu, e pressando pene la pallina.. tenderà a sbriciolarsi meno in fase di taglio.

Anche fredde o servite in piccoli spiedini saranno coreografiche.



14 dicembre 2014

Corona di Pere e Cacao, un classico



Certamente è un classico, ma sinceramente non lo avevo mai fatto, una pecca da risolvere al più presto no? E allora perchè non usare le ultime pere di stagione, che custodisco gelosamente in dispensa al fresco? Così buone e dolci.. e belle a vedersi che quasi mi spiace tagliarle, bisogna trovar loro una degna fine...
E' proprio su questa base che ieri, dopo cena, ho pensato a questo dolce semplice ma gustoso... così con il sottofondo musicale dei PE (Pubblic Enemies), che danno una incredibile energia carica di Rap e Hip Hop eccomi mescolare pochi ingredienti con un risultato che questa mattina ha fatto furore, non ci speravo!

Corona di Cacaco e Pere 
(per uno stampo a ciambella di 20 cm di diametro)

2 uova medie
190 g zucchero semolato
225 g farina senza glutine (io : 110 g mix pane Giusto + 125 g senz'altro per dolci)
75 g olio mais
35-37 g cacao amaro* in polvere  (senza glutine, per me Pam Panorama)
80 g latte
12 g lievito per dolci* (Pedon easyglut per me)
quattro pere dolci pelate e tagliate a fette
albicocche secche (avevo ancora qualche albicocca recuperata al Tesco di Cracovia)

Accendere il forno a 190 gradi.
In una ciotola montare con una frusta le uova e lo zucchero.
Unire l'olio e continuare a mescolare delicatamente sinchè viene assorbito, poi alternare il cacao in polvere ed il latte (tenere 10 g di latte indietro). Unire la farina senza glutine setacciata con il lievito aiutandosi con il restante latte mescolando sino ad ottenere una bella crema densa.
In uno stampo imburrato (o  in uno stampo in silicone senza nulla come ho fatto io) stendere un fondo di impasto (utilizzarne poco meno della metà), appoggiare alternando tutto attorno le fette di pera e fette di albicocca secca, coprire per bene con il restante impasto.
Abbassare il forno a 170 °C per 40 minuti... provare con uno stecchino la cottura interna, se necessario lasciare in forno altri 5-10 minuti alla stessa temperatura.
Spegnere e lasciar riposare.

Estrarla dallo stampo e metterla su un piatto da portata mettendola sottosopra (il fondo del dolce in tortiera sarà la parte alta e liscia) oppure lasciarla rustica e irregolare, a piacere spolverare con zucchero a velo*


Ricordandoci che gli alimenti con l'asterisco se si vuole preparare le pietanze senza glutine fruibili anche da un celiaco debbono essere sicure: controllare il prontuario alimenti AIC, oppure la presenza del claim "senza glutine" o il marchio spiga sbarrata AIC sulle confezioni.




E buona colazione.. a dire il vero la vedo bene anche con una fresca fetta di mandarino e ananas a fianco, giusto per un dolce diverso nei pomeriggi delle feste di Natale... o un poco di gelato alla crema di arance... slurp!!!

28 ottobre 2014

Quiche Loreinne a modo mio

Brumm brummm bruuuuuuuuuuum, curve e tornanti, salite e discese, forseste e cunicoli ed eccoci in Lorena.

No non ci siamo stati in questi giorni, magari..ma anche nò viste le temperature, ma tanti anni fa.. aaaaaaaaaaanti tanti, purtroppo, anche se una parte del cuore ( e dei parenti) sono in zona, lungo le rive della Moselle, tra forti nascosti in foreste impenetrabili (ora) e castelli che sovrastano vallate ricche di miniere.
Sono diversi anni che ho attraversato in moto quelle terre ma sembra ieri nella mia mente, sulla pelle, sul palato. Sono state emozioni davvero uniche che difficilmente mi lasciano. Sarà che anche l'aver passato diverso tempo con i familiari del pestifero ha creato una atmosfera ancora più unica di quel che potevo assaporare.
Già perchè ho sempre sentito raccontare di quei posti, quelle cittadine.. quasi mi pareva di conoscere già il paese, tanto me ne avevan parlato a casa.
Ampi spazi collinari, acqua e bellissimi paesi con tipiche casupole, mi sono divertita un sacco quelle settimane. Non è stato semplice capire molti discorsi...io il francese proprio non lo mastico neppure un po' , però a tavola ragazzi se ci si comprendeva bene ;)
Mi sono innamorata di alcuni piatti locali, e di un formaggio che era la fine del mondo, burroso, giallo, morbido... mai più trovato da nessuna altra parte e l'idea di portarne qualche piccola forma a casa non era propriamente ideale.
Le conchiglie St Jacques con funghi e besciamella e la favolosa Quioche Lorreine. Da quando l'ho mangiata dove è stata "inventata" non ho più smesso di farla, prima in versione glutinosa, poi sglutinata..e sempre buonissima.

La facciamo anche oggi? Ma si dai!!! Ecco come.. più semplice a farsi che a dirsi.



In questo caso invece della brisèè ho provato con  la pasta sfoglia 
Quiche Lorreine

Pasta Brisée (seguendo le indicazioni base di Felix su CIS e su UnCuorediFarinaSenzaGlutine)
110 g burro morbido tagliato a cubeti
40-50 g acqua ghiacciata 
200 g farina senza glutine* (peronalmente prediligo utilizzare Glutafin, Coop sg, Nutrifree anche miscelandole assieme con dosi varie sino a raggiungere i 200 g)

Ripieno
1 piccola cipolla tagliata molto finemente(lo so nella ricetta non ci va ma a me piace caricarla la quiche) 
200 g pancetta a fette oppure a  cubetti
200 g panna a base vegetale* ( per me creme cusine Unilever)
2-3 uova (stiamo leggeri) 
una pruzzata di noce moscata
sale
pepe

Preparare la base di brisée mescolando le farine, lasciarla riposare un'oretta  o due in frigo infine stenderla in una pirofila (la forma classica è una tortiera tonda con i bordini ondulati)
Accendere il forno a 200°C. 
In una terrina sbattere le uova con la cipolla (può essere anche omessa) e la panna, la noce moscata. In una pentola mettere la pancetta bollita per qualche minuto in acqua bollente (se a fette intere) poi sgocciolata e tagliata a cubetti, saltarla con un noce di burro.  
Disporre la pancetta sopra la pasta brisée e coprire con il composto di uovo sbattuto e aggiustare di sale e pepe .
Infornare a mezza altezza per 30-35 minuti( a 200°C) sinchè iniziano a dorarsi i bordi. Estrarre dal forno e lasciar riposare la quiche per una decina di minuti. 

Secondo noi è buona tiepida, ma è una bomba pure fredda: infatti la uso spesso in buffet e compleanni, ma anche in gite fuoriporta, magari facendo delle versioni monoporzione (che cuoceranno 20 minuti a 200°C) più gestibili senza dover portarsi appresso i  coltelli.